52 - il piccolo stopper

Il piccolo Alejandro di 5 anni, durante una partita di calcio “stoppa” l’arbitro e l’allenatore che stanno litigando

Stare fermi quando è tempo di stare fermi,
procedere quando è tempo di procedere:
così moto e quiete non mancano il momento giusto.
Questa via è splendida e luminosa.
(I Ching, Esagramma 52, Commento alla decisione)

In una delle sessioni del XXIV Convegno Nazionale della Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori abbiamo consultato collettivamente l’I Ching, il Libro dei Mutamenti, ponendo una domanda in sintonia con il tema del convegno: “come incrementare la nostra vitalità?“.

Popeye

Il responso dell’oracolo è stato il Monte (Esagramma 52) che “muta” nel Vento (Esagramma 57).

Il Monte ed il Vento sono simboli che rappresentano, rispettivamente, il corpo e l’energia vitale, i pilastri del lavoro dell’Operatore Shiatsu, ma, come vedremo, hanno un significato molto più generale che tocca la vita e l’evoluzione personale di ognuno di noi, nel corpo, nella mente e nello spirito.

52 - 120px-Iching-hexagram-52.svgIl Monte è il simbolo della quiete e della stabilità. Rappresenta l’Operatore Shiatsu centrato, composto e stabilmente poggiato che porta il proprio peso esercitando una pressione perpendicolare, mantenuta e costante.
Il Monte è anche il simbolo del corpo umano, infatti nel testo delle linee dell’Esagramma vengono menzionate in progressione le varie parti del corpo: piedi, gambe, bacino, schiena e mascelle, con l’invito a stabilizzare ed a tenere composta ogni singola parte, ma senza irrigidimenti.

57 - 120px-Iching-hexagram-57.svgIl Vento è la rappresentazione dell’Energia Vitale. Infatti il termine Feng Shui, che da il nome all’antica arte tradizionale cinese che ricerca l’armonia fra l’essere umano ed l’ambiente, significa Vento 风 e Acqua 水, che sono le forze principali che modificano e modellano l’ambiente ed il paesaggio. Il Vento soffia sull’Acqua muovendola e generando le onde ed è quindi il simbolo delle forze invisibili che generano la vita. Il Vento è il “soffio“, il Qi.

Il responso ha quindi un valore piuttosto generale, per tutti gli esseri umani, ma è particolarmente calzante per l’Operatore Shiatsu che deve imparare innanzitutto a mantenere  la propria vitalità per poter interagire correttamente con i “soffi” del Ricevente.

Esaminiamo ora in dettaglio i vari aspetti del responso riflettendo sui simboli e sul testo del Libro dei Mutamenti.

Monte e Vento sono due Esagrammi (simboli composti da 6 linee) “puri”: entrambi, come si può vedere graficamente, sono formati da due Trigrammi (simboli composti da 3 linee) identici e duplicati, che portano lo stesso nome. Nella lingua cinese, che ha una struttura grammaticale elementare, raddoppiando un simbolo si indica la sua ripetizione nel tempo e nello spazio esaltandone le caratteristiche. “Bello bello” significa, ad esempio, bellissimo, ma anche che continua a mantenersi bello nel corso del tempo ed in ogni luogo.

i ching monteNoi non ce ne accorgiamo, perchè si tratta di processi che si sviluppano su scala geologica, ma il Monte ☶ cresce a si sviluppa nel corso del tempo accumulando lentamente e costantemente energia. Allo stesso modo, anche noi, nella tranquillità, nel silenzio e nella meditazione, possiamo incrementare la nostra Energia Vitale.

i ching ventoL’azione incessante del Vento ☴ che trasforma il paesaggio corrisponde invece al continuo lavoro su stessi.
Il Monte rappresenta la forza e la solidità, il Vento, che è anche l’Albero, la flessibilità.

L’obiettivo è quindi quello di sviluppare ed equilibrare allo stesso tempo la forza e la flessibilità, nel corpo, nella mente e nello spirito.

Le linee che mutano, trasformando un’Esagramma nell’altro, sono la seconda e la quinta, cioè entrambe le linee centrali dei due Trigrammi, quello Interno e quello Esterno, che compongono l’Esagramma. Ciò significa che per incrementare la propria vitalità è necessario sviluppare al meglio le proprie qualità e le proprie competenze di centratura interiore ed esteriore ed utilizzare praticheinterne” ed “esterne“, secondo la classificazione tipica delle discipline orientali, in cui si distinguono gli esercizi “esterni” in cui il movimento è visibile, da quelli “interni” in cui il movimento è interiore, mentre il corpo è apparentemente immobile.

L’Esagramma 52, oltre al Trigramma il Monte ☶ raddoppiato, contiene come Trigrammi Nucleari l’Acqua ☵ ed il Tuono ☳.
i ching tuonoIl Tuono ☳, rappresenta il movimento e corrisponde all’Esagramma Inverso, Anteriore e Precedente del 52 Il Monte, il 51 Lo Scuotimento ䷲ che, a sua volta, contiene come Trigramma Nucleare il Monte, l’Arresto, ☶. Ciò evidenzia il legame stretto che intercorre tra gli opposti e complementari del movimento e della quiete, come specifica la Serie:
Le cose non possono muoversi continuamente, bisogna costringerle a fermarsi.
Per questo (al 51 Lo Scuotimento) segue il segno l’Arresto.
L’Arresto significa stare fermo.

Dalla quiete si genera il movimento, dal movimento si genera la quiete.

i ching acquaIl Trigramma Nucleare Acqua ☵ rappresenta invece la profondità e l’inconscio: con la quiete il movimento diviene interiore ed agisce nella profondità dell’inconscio.

Esaminiamo ora il testo del responso del Libro dei Mutamenti.

52 - huangshan1

Esagramma 52 Stabilità (La Quiete, Il Monte) ䷳ 艮 Gen

LA SENTENZA
Stabilità.
Tieni composta la tua schiena (fino a) non percepire più il tuo corpo.
Opera (solo) nel tuo ambito senza badare alla tua gente: non è un errore.

Commento alla Sentenza
Stabilità significa: stare fermi.
Stare fermi quando è tempo di stare fermi, procedere quando è tempo di procedere: così moto e quiete non mancano il momento giusto.
Questa via è splendida e luminosa.
Stare fermi nella quiete è stare fermi nel proprio posto.
I Trigrammi superiore e inferiore sono esattamente gli stessi (il Monte ) e non hanno corrispondenza.
Per questo è detto: «non percepire più il tuo corpo; opera (solo) nel tuo ambito senza badare alla tua gente: non è un errore».

52 - zenÈ molto evidente il riferimento alle pratiche tradizionali di centratura e meditazione.
Il testo riporta più volte l’aggettivo possessivo, tradotto qui con “tuo” (corpo, schiena, ambito, gente), ma che in cinese può significare indifferentemente mio, tuo, suo, nostro, vostro, loro. Il paradosso è quello di dimenticare se stessi e gli altri, ma di rimanere completamente in se stessi. Ciò corrisponde ad una condizione, non solo mentale, ma psico-fisica, che oggi viene spesso definita in occidente “mindfulness“, che significa totale presenza e consapevolezza del momento presente, qui ed ora.

È interessante notare che l’Esagramma Ombra del 52, cioè quello che esprime la condotta non opportuna nella situazione, è il 13, Associarsi con gli altri ䷌. Ciò spiega perchè durante La Stabilizzazione non sia opportuno “badare agli altri”. Ciò non significa disinteressarsi degli altri, ma piuttosto trovare i momenti giusti per poter stare con se stessi, e questo “non è un errore”.
Nel commento si paragonano le due Montagne che compongono l’Esagramma a due persone sedute vicine, ma che non interagiscono perchè ognuna è assorta in se stessa, come i monaci seduti in meditazione uno accanto all’altro.
Non si tratta in realtà di isolamento, ma di interazione ad un livello superiore e spirituale. Tutti viviamo momenti analoghi quando siamo quietamente assorti nelle nostre occupazioni o nei nostri pensieri, ed inconsciamente, senza interagire direttamente con loro, avvertiamo intorno a noi la presenza rassicurante delle persone care a loro volta intente nelle loro tranquille attività.
La quiete non è immobilità e non esclude l’attività. Si tratta invece di imparare a “stare fermi quando è il momento di stare fermi” ed a “procedere quando è il momento di procedere”, anche se, per la nostra mentalità, staccare, riposarsi o rimanere inattivi senza far niente, quando non c’è niente di significativo da fare, può diventare una vera e propria impresa ed una sfida con se stessi.
Il Monte esprime l’essenzialità e tempestività dell’azione: per scalare una montagna bisogna portarsi solo ciò che è strettamente necessario rinunciando a tutto ciò che rappresenterebbe solo un inutile fardello. Bisogna inoltre scegliere accuratamente il tempo, del calendario, ed il tempo, meteorologico, adatti a portare a termine la propria impresa.

A volte è necessario ritirarsi nella quiete e nella solitudine per rinnovarsi, per ritrovarsi e per poter poi ritornare.
Nella tradizione orientale vi sono innumerevoli storie di “uomini della montagna“: così venivano definiti gli “immortali” taoisti che si ritiravano in meditazione sui monti.

Narra un aneddoto che un giorno, mentre Buddha si trovava da lungo tempo in eremitaggio nella foresta, impegnato in un durissimo regime di penitenza, digiuno e meditazione, passarono nei pressi due musicisti che discutevano animatamente tra loro sulla corretta accordatura degli strumenti. Uno sosteneva che se le corde sono troppo tese rischiano solo di rompersi, l’altro che se sono troppo lasche il suono risulta distorto. Buddha comprese immediatamente il significato profondo di queste affermazioni ed abbandonò quelle pratiche troppo rigide per dedicarsi invece alla ricerca del “giusto mezzo“.

Un percorso analogo è narrato nel romanzo “Siddharta” di Herman Hesse dove il protagonista, Siddharta, abbandona la sua ricca famiglia d’origine per andare a vivere da asceta nella foresta (il Monte ☶). Poi decide di tornare a sperimentare la vita mondana e, grazie alla forza interiore ed alle capacità acquisite con la meditazione, in breve tempo diventa un ricco mercante (il Vento ☴). Dopo aver conosciuto la ricchezza materiale e le passioni, ritrova infine la sua vera indole spirituale percorrendo il percorso inverso e scegliendo uno stile di vita semplice, ma equilibrato, a contatto con la natura.

Gesù stesso va nel deserto dove, malgrado le tentazioni del demonio, accetta il suo destino e sceglie consapevolmente di percorrere la strada del sacrificio. Il “destino” personale nella tradizione cinese è chiamato “ming“, “mandato (celeste)“, e rappresenta il compito fondamentale della nostra esistenza, come vedremo meglio a proposito dell’Esagramma 57, Il Penetrante.

L’Immagine dell’Esagramma sintetizza i principi della “mindfulness“.

L’IMMAGINE
Montagna serrata a Montagna : l’immagine della quiete.
Così il nobile coi suoi pensieri non va oltre la sua situazione.

Cioè la persona nobile di spirito è completamente presente, qui ed ora, nella sua situazione attuale, che può essere indifferentemente di quiete o di attività.

La consapevolezza investe l’intero essere della persona, come è evidenziato dalla sequenza del testo delle linee che mostrano come la stabilizzazione della mente non può prescindere dalla stabilizzazione del corpo in tutte le sue parti, in progressione: piedi, gambe, bacino, dorso, mascelle ed infine tutto il corpo.
Una struttura analoga si ritrova nell’Esagramma ䷞ 31, La Stimolazione, che mostra l’effetto psico-fisico immediato ed incontrollato dell’emozione che scuote la persona in ogni sua parte, prima ancora che la mente sia in grado di elaborarla.
La Stabilizzazione insegna invece come integrare il potenziale destabilizzante degli stimoli esterni attraverso la consapevolezza del proprio corpo e delle sue reazioni spontanee.
La quiete non può consistere nell’irrigidimento di una parte del corpo, che provocherebbe un blocco, ma deve essere un azione coordinata in cui “non si percepisce più il corpo” e la propria persona come un insieme di parti distinte, ma bensì come un insieme armonico.

LE LINEE MUTANTI

Sei al secondo posto significa:
Tiene salde le sue gambe.
Non può salvare colui che segue: il suo cuore non è lieto.

La posizione della seconda linea è salda e centrata. Si trova a metà del Trigramma Inferiore, a metà della sua ascesa al Monte, ma, malgrado la fatica dell’ardua salita, le sue gambe rimangono solide.
Il suo cuore non è lieto perché, essendo Yin, femminile, ed in una posizione di servizio, vorrebbe salvare la terza linea che, come vedremo, è in difficoltà, ma, come specifica il Commento: “non si volta per ascoltarla”. Inoltre la terza linea, essendo Yang, è più veloce, per cui la seconda linea Yin, più lenta, anche volendo, non può tenerle dietro.

La terza linea recita: “Il suo bacino è bloccato: la sua schiena si spezza. Pericoloso: il cuore soffoca.”

La terza linea è in pericolo, perchè si trova in cima alla Montagna ☶, su di un sentiero stretto e solitario (che è un’altro dei significati del Trigramma Monte ☶), al centro del pericolo (rappresentato dal Trigramma Nucleare Acqua ☵), sull’orlo dell’abisso (Acqua ☵) e non riesce a stare ferma perché sottoposta ad un irrefrenabile impulso a muoversi (rappresentato dall’altro Trigramma Nucleare, il Tuono ☳).
Essendo Yang ed in un posto di passaggio, il terzo, che è, di per sé, sempre critico e difficile, può facilmente reagire in modo rigido, dogmatico ed arrogante, perchè non riesce a fermarsi e perchè, come dice il Commento, “il pericolo gli fa ardere il cuore”. Non vuole ascoltare i saggi consigli della seconda linea, anzi, come abbiamo visto in precedenza, “non si volta neppure ad ascoltarla”.
La sua azione è scoordinata perchè determinata da forze contrastanti: l’impulso ad avanzare e la necessità di fermarsi. Questa contraddizione si manifesta fisicamente nel blocco del bacino che unisce la parte alta e la parte bassa del corpo ed è sottoposto a sollecitazioni divergenti che portano spesso, come ben sappiamo, a danni alla schiena. Quante volte siamo rimasti “inchiodati” per un banalissimo movimento sbagliato e scoordinato?
In tutte le Discipline Orientali si insiste sull’importanza fondamentale del bacino come centro dell’energia e del movimento del corpo: ogni singola azione, per quanto impercettibile, deve coinvolgere tutto il corpo e tutto l’essere della persona e deve, conseguentemente, partire dal suo centro fisico e spirituale, il Dan Tien, che, peraltro, corrisponde al centro fisico di gravità. Solo in questo modo il movimento può essere al contempo fluido e armonioso ed energico e stabile come quello di un maestro di Shiatsu o di Arti Marziali.
A livello emotivo queste pulsioni contrastanti danneggiano invece il cuore, che “soffoca”, perchè non riesce a svolgere il suo compito principale che è quello di integrazione della personalità e dell’espressione della persona.

La questione che pone la Montagna, in tutta la sua durezza, è che non si possono “salvare” gli altri, soprattutto se non lo vogliono, perchè il cammino dell’ascesa personale può essere condiviso solo in alcuni tratti ed ognuno deve poter effettuare liberamente le proprie scelte, imparare dai suoi errori e superare da solo le sue difficoltà.
La seconda linea non può salvare la terza, che neppure l’ascolta, ma può mantenersi salda sulle gambe per poterla eventualmente soccorrere o per fornirle un “punto di ancoraggio” in caso di necessità.
La mutazione di questa linea porta all’Esagramma ䷑ 18L’Emendamento delle Cose Guaste, dove, la linea corrispondente, è l’unica in cui viene posto il problema di “riparare i danni fatti dalla madre”. Sembra che per il Libro dei Mutamenti l’unico danno significativo che può fare la madre sia quello di essere troppo protettiva verso il figlio, che, per la sua posizione alla terza linea, la linea d’uscita verso l’esterno, sta cercando, e deve trovare, la sua strada autonoma nella vita.

La relazione fra la seconda è la terza linea è rappresentata dall’Esagramma che si ottiene mutandole entrambe: il numero 4 ䷃, La Stoltezza Giovanile, che conferma come un giovane immaturo, secondo l’ordine naturale delle cose, debba “sbattere il muso” da solo contro le asprezze della vita per poter crescere realmente.

L’Operatore Shiatsu non può quindi fare la “crocerossina” o, tanto meno, avere il ruolo di “salvatore” del suo Ricevente. Deve piuttosto fornirgli un solido appoggio su cui contare ed a cui ancorarsi e lo ottiene, innanzitutto, poggiandosi saldamente sul Ricevente ed esercitando pressioni perpendicolari, mantenute e costanti.
Non bisogna arrogarsi il diritto di sapere cosa sia meglio per un’altra persona, non si possono cambiare gli altri, soprattutto se non vogliono essere aiutati.

52 - instabilitàSei al quinto posto significa:
Tiene composte le sue mascelle.
Le parole sono ordinate.
Il pentimento svanisce.

Alla quinta linea, quella del sovrano, la quiete interiore e la compostezza esteriore possono tradursi in azione attraverso la comunicazione, verbale e non verbale.
Il processo di stabilizzazione ha raggiunto il centro della persona, il cuore. Secondo la tradizione orientale il cuore, la sede dello spirito, lo Shen, si esprime nella parola. Se lo spirito è turbato spesso si parla a vanvera senza più riuscire a fermarsi. Se lo spirito è ferito, invece, le mascelle si contraggono e diventa difficile profferire parola, ma le parole non dette pesano sul cuore come un macigno.
Il Commento specifica che per “tenere composte le proprie mascelle (bisogna saper essere) corretti e centrati”.
Come abbiamo visto, il tema generale dell’Esagramma è quello di imparare ad agire quando è il momento di agire ed a rimanere fermi quando è il momento di rimanere fermi. Qui il tema specifico è quello di imparare a parlare, a proposito, quando è il caso di farlo ed a tacere quando e meglio tacere.
Una nota massima (occidentale) consiglia di “ricordarsi di connettere il cervello prima di aprire la bocca“. Nella visione del Libro dei Mutamenti, non è prioritario lo sviluppo razionale del discorso, quanto, invece, la presenza nella situazione e la capacità di esprimere e comunicare attraverso la parola. Non si comunica solo con la parola, ma, soprattutto con il corpo e con il cuore.
Nello Shiatsu la comunicazione è principalmente comunicazione non verbale ed avviene soprattutto attraverso il contatto, reciproco, stabile, mantenuto e profondo. La comunicazione verbale deve essere ridotta all’essenziale. Bisogna resistere alla tentazione di verbalizzare e di razionalizzare a tutti i costi un’esperienza, rischiando di perdere il contatto con se stessi.
Secondo Shizuto Masunaga, la “magia” dello Shiatsu, si attua a livello dei meccanismi della enterocezione, la percezione dello stato interno ed interiore del proprio corpo e del proprio essere. È una percezione che, per sua natura, è vaga, sfumata e difficilmente verbalizzabile, ma è proprio a questo livello che si realizza l’unione “protopatica” fra il piano fisico, quello psichico e quello energetico, “l’eco della vita“.

“Parole ordinate” significa anche parole che corrispondono alla tradizione. Rimanere ancorati alle proprie origini, senza ricercare a tutti i costi teorie, metodi e spiegazioni “stravaganti” può essere una buona base per dare e darsi stabilità.

In questo modo “il pentimento svanisce”. Il pentimento rappresenta soprattutto i sensi di colpa, l’inutile fardello che appesantisce il cuore ed impedisce vivere pienamente il presente, qui ed ora.

L’Esagramma derivato dalla quinta linea è il 53 ䷴ Lo Sviluppo (Il Progresso Graduale), che indica come l’evoluzione possa avvenire solo per piccoli passi successivi in avanti (ma a volte anche all’indietro). Ogni passo in avanti si basa necessariamente sul precedente, in modo ordinato. Il percorso è quello del Ricevente ed è inevitabile che possano essere passi avanti e passi indietro, ma non devono esservi mai forzature.
L’immagine è quella di un Albero che cresce, lentamente, ma inesorabilmente, sulla Montagna.

57 - vento

Esagramma 57 Il Penetrante (Il Vento) ䷸ 巽 Xun

Il Penetrante indica la capacità di entrare dentro le cose e di modificarle e riformarle dall’interno fino a raggiungere i propri obiettivi. Gli esempi naturali sono il Vento e le radici dell’Albero che sono in grado di penetrare ovunque. La modalità di azione, ripetuta e spesso nascosta, è completamente diversa da quella dell’Esagramma Opposto ䷲ 51 L’Eccitante (Lo Scuotimento, Il Tuono) che esprime in modo diretto tutta la sua potenza concentrata in un’unica scossa, come il terremoto.

Questo Esagramma propone dunque una strategia tipicamente Yin, flessibile, sottomessa, ma sempre attenta allo scopo finale che si prefigge.

L’Esagramma 57 è uno dei 4 in cui tutti i Trigrammi componenti sono femminili (䷁ 2 Il Ricettivo, ䷸ 57 Il Penetrante, ䷝ 30 L’Aderente, ䷹ 58 Il Sereno) e, fra questi, è l’unico in cui sono rappresentate tutte le sorelle minori, ☱ Lago e ☲ Fuoco, sotto il controllo della sorella maggiore ☴ Vento (ripetuta 2 volte). La famiglia cinese tradizionale era strutturata secondo una gerarchia molto rigida, all’interno della quale le cadette dipendevano gerarchicamente dalla sorella maggiore. Nell’antichità il destino delle sorelle minori era quello di fungere da concubine quando la maggiore andava in sposa, ma anche la maggiore non aveva alcuna possibilità di scelta perchè tutti i matrimoni erano combinati indipendentemente dalla volontà e dai sentimenti degli sposi.
Alle donne era dunque richiesto di sottomettersi docilmente al proprio destino in ogni circostanza e la loro influenza sugli avvenimenti non poteva essere che sottile e nascosta, come quella del Vento che penetra nelle fessure e segue percorsi nascosti e tortuosi per raggiungere la sua meta.

Il simbolo grafico del Trigramma Vento ☴ mostra una linea Yin, debole, sovrastata da due linee Yang, forti. Le immagini naturalistiche associate sono quindi quella del Vento, che, se non può soffiare liberamente, si infila in ogni anfratto trovando tutte le vie possibili, o quella dell’Albero, che emette le proprie radice nascoste sotto la terra penetrando in profondità.
Ciò vuol dire anche conoscere le influenze sottili ed i misteri, infatti il nome dell’Esagramma 巽 Xun significa, fra l’altro, divinazione ed offerta sacrificale (di cibo).

I Segni Misti ribadiscono che : “Il Penetrante è nascosto”. Le Sentenze aggiunte precisano: “Il Penetrante mostra come opera la virtù. Mediante il Penetrante si è in grado di ponderare le cose e di rimanere nascosti. Mediante il Penetrante si è in grado di tener conto delle circostanze particolari.”

Il nome dell’Esagramma, le immagini che abbiamo esaminato ed i diversi temi proposti dalle linee indicano quindi: flessibilità, mitezza, docilità, sottomissione, indecisione, ma anche perseveranza, trame nascoste, capacità di penetrare in profondità, capacità di modellare e manipolare gli avvenimenti, capacità di diffondere i propri comandi.

Narra Zhuang Zi:

Il macellaio del principe Wen Hui stava squartando un bue. Ogni colpo vibrato dalla sua mano, ogni sollevamento della spalla, ogni movimento del piede, ogni spinta del ginocchio, il fruscio della carne tagliata, il movimento del coltello, tutto era perfettamente armonioso, come la danza del Boschetto dei gelsi o la musica Jing Shou .

“Ammirevole,” disse il principe, “che la tua arte sia divenuta tanto perfetta.”

Il macellaio depose il coltello e rispose: “Ciò che mi sta a cuore è il Dao, che va al di là dell’arte. All’inizio, quando cominciai a squartare buoi, tutto ciò che vedevo dinnanzi a me era un bue intero. Dopo tre anni, non vedevo più la massa del bue, ma le singole parti. Adesso, non vedo nulla con gli occhi. Tutto il mio essere lavora, i sensi sono a riposo. La percezione e la ragione si arrestano e lo spirito si muove spontaneamente. Seguendo i filamenti della carne, il coltello scivola attraverso le fessure nascoste, scorre attraverso le cavità del corpo, trova la via che già c’è. Non taglio legamenti né tendini, per non parlare di ossa o giunture.

Un buon macellaio cambia il suo coltello ogni anno, perché taglia. Un macellaio mediocre cambia il suo coltello ogni mese, perché spacca. Io uso questo coltello da diciannove anni, ha macellato migliaia di buoi, ma la lama è ancora affilata come quando era nuovo. Ci sono interstizi nelle giunture e il filo della lama non ha spessore. Quando infili ciò che non ha spessore in un interstizio, c’è sempre spazio a sufficienza.

Capita tuttavia di incontrare giunture difficili. Me ne rendo conto, rallento, osservo attentamente, mi muovo con cautela. La lama si muove appena, delicatamente, ed ecco che la carne si apre e cade come una zolla di terra. Allora ritraggo il coltello, mi fermo e assaporo la gioia del lavoro compiuto. Pulisco la lama e la ripongo nel suo astuccio.”

“Eccellente”, disse il principe. “Il mio macellaio mi ha insegnato come coltivare l’energia vitale.”

(Zhuang Zi, III)

“Eccellente”, dice l’Operatore Shiatsu. “Il macellaio del principe mi ha insegnato come coltivare l’energia vitale (mia e del mio ricevente)”. “Ora comprendo che non devo premere, ma penetrare. Non devo né rompere, né tagliare, ma trovare la via che c’è già, scivolando attraverso le fessure nascoste”.

Narra Lie Zi:

Confucio stava contemplando la cascata di Lü Liang. L’acqua precipitava da duecento piedi d’altezza e ribolliva schiumeggiando per molte miglia. Pesci, tartarughe, coccodrilli, salamandre non avrebbero potuto nuotare in quelle acque. Ma improvvisamente Confucio vide un uomo in acqua.

Pensando che si trattasse di un uomo che un grande dolore portava a cercare la morte, Confucio chiamò i suoi discepoli sulla riva per cercare di ripescarlo. Ma qualche centinaio di passi più a valle l’uomo uscì tranquillamente dall’acqua, con i capelli sciolti sulle spalle e cantando. Confucio lo raggiunse e lo interrogò: “Ho creduto che tu fossi uno spirito, ma ora che ti vedo da vicino mi rendo conto che sei un uomo. Posso domandarti qual’è il tuo metodo per muoverti così nell’acqua?”

“Non ho nessun metodo. Ho cominciato, poi ho acquistato fiducia, la cosa mi è divenuta abituale, ora è parte della mia natura. Mi lascio aspirare dai vortici quando mi trascinano giù e risalgo con le correnti ascendenti. Seguo il Dao dell’acqua anziché cercare di dirigermi con la volontà. Così mi muovo nell’acqua.”

Confucio insistette: “Cosa intendi con ‘ho cominciato, poi ho acquistato fiducia, la cosa mi è divenuta abituale, ora è parte della mia natura’?”

“Sulla terraferma, dove sono nato, mi sentivo sicuro: questo è l’inizio. Poi sono cresciuto nell’acqua e ho acquistato fiducia. Muovermi nell’acqua è diventato abituale. Quando non ho più saputo come lo facevo, è diventato parte della mia natura innata.”

(Lie Zi, II)

“Eccellente”, dice l’Operatore Shiatsu. “Non ho più nessun metodo. Ho cominciato, poi ho acquistato fiducia, la cosa mi è divenuta abituale, ora è parte della mia natura. Mi lascio aspirare dai punti quando mi trascinano giù e risalgo con le correnti ascendenti. Seguo il Dao del Ricevente anziché cercare di dirigermi con la volontà. Così mi muovo nell’Energia Vitale mia e del Ricevente.”

“Quando seguivo un metodo mi sentivo sicuro: questo è l’inizio. Poi sono cresciuto nell’Energia Vitale e ho acquistato fiducia. Muovermi nell’Energia Vitale è diventato abituale. Quando non ho più saputo come lo facevo, è diventato parte della mia natura innata.”

Entrambi gli aneddoti che abbiamo letto ci insegnano quindi a “penetrare” ed a seguire il flusso spontaneo dell’Energia Vitale.

Il maestro Wataru Ohashi invita esplicitamente a “non premere, ma penetrare”. I principi dello stile Zen Shiatsu, fondato da Shizuto Masunaga, sono stati così, magistralmente, da lui stesso sintetizzati:

1) RILASSAMENTO

Bisogna essere il più naturali e rilassati possibile, mantenendo sempre la continuità e la regolarità del movimento ed il contatto con la persona.

2) NON PREMERE, PENETRARE

L’azione del palmo o del pollice non si effettua spingendo o premendo, ma “appoggiando il proprio peso” (immaginato concentrato nell’HARA, cioè nell’addome, dove si trova il baricentro fisico ed energetico del corpo) e seguendo il ciclo della propria respirazione: si appoggia il peso durante l’espirazione (mantenendo l’appoggio costante almeno per 3÷5 secondi o, meglio, almeno per la durata di un respiro) e con un peso tale da non generare dolore e si rilascia durante l’inspirazione (rilasciando progressivamente e lentamente). Nella pratica la sensibilità e l’esperienza dell’Operatore consentono di adattare duranta ed intensità della pressione alla risposta (feedback) che si riceve in ogni singolo punto.

L’azione del palmo e del pollice non deve essere la conseguenza di una pressione muscolare e rigida, effettuata con la forza delle braccia, bensì una penetrazione rilassata che sfrutta la forza di gravità ed il peso del corpo (si tengono le braccia solidali con il corpo e si sposta il peso del complesso corpo+braccia verso la persona da trattare).

Questo permette al Ricevente di rilassarsi ed all’Operatore di andare in profondità per entrare in contatto con il Ki (Energia Vitale) della persona.

3) PENETRAZIONE STATICA E PERPENDICOLARE

La penetrazione deve essere diretta “perpendicolarmente” alla parte da trattare (cioè diretta verso il centro, fisico, ma anche simbolico ed energetico) e mantenuta fissa e costante, perché sia efficace. La staticità della pressione, attraverso il “non fare”, esprime la nostra fiducia nella natura e nella sua capacità di risanare.

4) COLLEGAMENTO DELLE DUE MANI

Si devono sempre usare entrambe le mani che, a seconda della funzione, vengono definite:

MANO MADRE: è la mano ferma, apparentemente statica. Serve a sostenere il peso dell’Operatore durante il trattamento (sia quando l’Operatore appoggia il proprio peso che quando si solleva), a dare al Ricevente il sostegno costante della nostra presenza e a creare il collegamento con la mano figlia. Normalmente è posizionata sull’osso sacro, sull’addome, o vicino alle articolazioni.
MANO FIGLIA: è la mano mobile che esegue il trattamento e si sposta lungo la il meridiano seguendone il percorso.

Tra le due mani possiamo percepire un collegamento, detto “l’eco della vita” o “due in uno”, che richiama lo stato di unità primordiale, essenziale per operare un effetto di riequilibrio ed autoguarigione.

5) CONTINUITÀ NEL TRATTAMENTO DEL MERIDIANO

Il contatto col meridiano non viene mai interrotto: il palmo o il pollice scorrono lungo il meridiano tra una pressione e l’altra, per altro molto ravvicinate, in modo che il Praticante ed il Ricevente provino un senso di continuità lungo tutto il percorso del meridiano. Infatti lo Zen Shiatsu lavora sull’intero meridiano e non solo sui singoli punti.

57 - sottomettersi

LA SENTENZA
Il Penetrante. Mediante piccole cose riuscita.
Propizio è avere ove recarsi.
Propizio è vedere il grand’uomo.

La Sentenza indica la strategia generale da seguire per “penetrare”:

  • “Mediante piccole cose riuscita”: procedere a piccoli passi, con pazienza e flessibilità.
  • “Propizio è avere ove recarsi”: tenere sempre presente l’obiettivo finale.
  • “Propizio è vedere il grand’uomo”: accettare di sottomettersi docilmente a chi detiene il potere nella situazione.

Per l’Operatore Shiatsu il “grande uomo”, il “maestro” è il Ricevente, secondo la celebre massima di Shizuto Masunaga.

Il “grande uomo” è anche, in generale, la parte migliore di ognuno di noi e l’azione dello Shiatsu mira a sostenere la parte sana, la parte migliore, della persona.

L’IMMAGINE
Venti che si susseguono:
L’immagine del Sottomesso.
Così il nobile rinnova il suo mandato (celeste)
e porta avanti la sua realizzazione.

Il “destino” personale nella tradizione cinese è chiamato “ming“, “mandato (celeste)“, e rappresenta il compito fondamentale della nostra esistenza.
C’è un punto specifico associato al “mandato celeste”: il ming men, la porta del destino (letteralmente “la porta del mandato”), il punto numero 4 del Meridiano Straordinario Vaso Governatore, che si trova fra la seconda e la terza vertebra lombare, all’altezza dell’ombelico. Si dice che, oltre al cordone ombelicale fisico, Yin, che unisce il bambino alla madre, esista un altro cordone ombelicale immateriale, Yang, che unisce l’essere umano al cielo, collegando il punto ming men alla Stella Polare. Attraverso di esso il neonato riceverebbe appunto, alla nascita, il suo “mandato celeste”.
Il tema spirituale dell’Esagramma 57, La Sottomissione, si riferisce proprio all’accettazione ed alla messa in opera del proprio mandato celeste.

Lo Shiatsu è una disciplina evolutiva, il suo fine ultimo è quello di sostenere il ricevente nel suo percorso personale per ritrovare se stesso, la propria strada (il Dao) e compiere il proprio mandato.

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NOTE

grazie a Bufalina, Rydo, Berenix, Auletissima ed a Vanessa Passoni di www.noieilmutamento.net per il loro contributo.