43 - 120px-Iching-hexagram-43.svgdi Andrea Biggio

maggio/giugno – Guài: La decisione, Mostrarsi risoluti.

Nel ciclo delle stagioni ci troviamo alla fine della prima fase, quella primaverile, e precisamente nel periodo che precede immediatamente l’arrivo della stagione estiva.

L’emergere e il ri-emergere delle energie vitali, dei pensieri, delle emozioni e dei sentimenti che premevano nel mese precedente per manifestarsi, si devono ora mostrare in modo risoluto, e bisogna essere chiari con se stessi prima che con gli altri.
Nella serie degli “esagrammi del calendario” dell’I Ching, dopo l’esagramma 34, La Potenza del Grande, segue ora il 43, Lo Straripamento, la Decisione, Mostrarsi risoluti: dopo la fioritura è ormai imminente il periodo della nascita dei frutti. Nella figura di questo esagramma, l’accumulo di linee yang, continuando a salire dal basso, si appresta ad eliminare l’ultima resistenza yin (la linea spezzata in alto).

夬 Guài è il nome dell’esagramma.
Questo ideogramma, molto antico e che difficilmente figura nei dizionari moderni di cinese, rappresenta la mano di un uomo che tiene un’ascia e che, quindi, si appresta a dividere o spartire qualcosa. La mano è potente dicono i testi e deve agire rapidamente, senza esitare, con certezza e determinazione. L’ideogramma, quando è combinato con il carattere dell’acqua, ne forma uno complesso che evoca l’immagine dell’acqua stessa quando si apre un passaggio attraverso la breccia di una diga.

L’esagramma e i due trigrammi componenti la figura:
Il movimento dei due trigrammi va nello stesso senso ma quello del Cielo è molto più veloce, tanto da superare la più debole avanzata del Lago. Il movimento possente, e molto veloce, verso l’alto, del Cielo (trigramma di sotto), attraversa il movimento ascensionale, più lento e sereno, del Lago (trigramma di sopra): determinazione e fermezza (interiori) si aprono un passaggio attraverso la souplesse (esterna). Perciò, come dice Wilhelm, una decisione ferma e pacata, tranquillamente serena, è il giusto atteggiamento mentale, come lo indica il carattere dei due semisegni: interiormente, il Creativo, esteriormente, il Sereno. La posizione complementare di questi due trigrammi è paragonata ad un temporale che sta per scoppiare oppure ad un fiume in piena che sta per straripare. L’uso delle armi per affrontare l’altro da sé non è però necessario!
Nella figura intera, le linee intere yang, aumentano, sono diventate cinque e costituiscono come un muro, con una breccia in alto, costituita dall’unica linea spezzata yin. E’ allargando questa breccia, come sostiene Pierre Faure, cioè ristabilendo una relazione più equilibrata tra Yin e Yang, che l’accumulo di forza ed energia può trovare uno sbocco e la tensione dissolversi.
L’esame dell’esagramma indica che è presente un potenziale di sciogliere e dipanare.

Il Responso
Mostrarsi risoluti. Aprire un passaggio. La fermezza apre un varco verso la “souplesse” (morbidezza, docilità, elasticità).
La vera decisione (etimologia dal latino: de-caedere = toglier via) non è mai qualcosa di spontaneo ed istintivo ma presuppone un’attenta riflessione in un certo lasso di tempo, unita alla considerazione delle conseguenze della scelta che si effettua. Questa scelta, dunque, scarta definitivamente, “toglie via”, le alternative meno adatte al nostro Dao, quelle che, nella valutazione, sono meno interessanti o ci offrono meno contatto con la nostra interiorità, il nostro destino. Ed è, soprattutto, una scelta che ci fa uscire dall’esitazione perché, altrimenti la tanta energia rischia di debordare. In Guài, la forza si è talmente accumulata che deve manifestarsi (con parole chiare) attraverso una decisione, ma canalizzandosi in modo corretto e riflessivo, altrimenti vi è il rischio di essere superati dal troppo yang (di farsi trasportare da ciò che si ha da dire o che si vuol fare).

E’ il tipico rischio delle situazioni in cui siamo sul punto di riuscire: l’ultima mossa è quella più delicata. Bisogna ben prepararsi e saggiamente trattenersi, dosando la forza senza che la fermezza ne risulti indebolita. Non si deve tendere a schiacciare “il nemico”, interiore oppure oggettivo che sia, perché una dura contrapposizione va sicuramente a rafforzare proprio ciò che essa cerca di sconfiggere.

Non è il grande accumulo di forza yang che, di per sé, è garante di realizzazioni: non bisogna, infatti, confondere la determinazione con l’ aggressività, che è frutto di emotività e pressioni interne. Per la filosofia dell’ Yi Jing, una decisione e un’azione davvero risolute non si basano sulla forza ma sulla durata, inquadrandosi più correttamente in una concezione di “processo” e di “efficacia”.

Il potenziale di situazione nel managementUn fattore portante in questa situazione è senza dubbio l’intendere la processualità della crescita di questa forza yang che potrebbe spingere il manager a decidere un attimo prima del momento opportuno. L’altro pericolo è quello dell’eccessiva sicurezza di sé che può portare a essere anche aggressivi. Ebbene il manager si deve mostrare determinato e risoluto nel percorso verso gli obiettivi che non deve mai perdere di vista. Egli ha l’imperativa necessità di manifestarsi, di liberare eventuali tensioni lungamente accumulate per evitare rischi di esplosione… o di implosione! Attenzione anche al fatto che, essendo vicinissimi al raggiungimento della riva quando manca solo qualche metro, la traversata possa sembrare conclusa. Non abbassare la guardia.

Alimentazione in primavera
Nella Teoria dei 5 Elementi la PRIMAVERA è collegata all’elemento LEGNO (albero-vento). Gli “elementi” sono metafore di trasformazioni energetiche. L’energia del dinamico legno, quando è al suo apice, (ricordiamoci di come si continuano a muovere nel tempo anche i legni ben stagionati) si manifesta nella natura in Primavera con la linfa che sale nelle piante e… negli esseri umani. In questa fase questa energia ha quasi raggiunto la sommità: la Primavera sta per finire e lasciare il posto all’arrivo del solstizio d’estate.
Fegato e cistifellea sono ancora molto importanti in questa fase primaverile finale. La seconda, in particolare, detta anche vescicola biliare, è in stretto rapporto di collaborazione con il fegato e partecipa con esso alla digestione vera e propria degli alimenti e alla digestione psicologica degli avvenimenti. Nel linguaggio popolare, infatti, si dice “farsi la bile” quando ci sono avvenimenti che ci fanno arrabbiare o spazientire. Si è biliosi quando si è ipercritici verso gli altri e, soprattutto, quando non riusciamo a prendere le nostre “decisioni” (esagramma Guài) per l’eccessiva insicurezza e, poi, quando le prendiamo in modo sofferto non riusciamo a portarle avanti con un sentimento chiaro e sicuro. La cistifellea, quando soffre, ci parla delle nostre difficoltà a gestire i sentimenti e che ci dice che ci troviamo in una dinamica eccessivamente yang, cioè in rapporto con l’altro da noi, quando non ci sentiamo riconosciuti e ci chiediamo “qual è il mio posto?”. La patologia della vescicola biliare ci parla del nostro senso del vero e della giustizia, come noi lo intendiamo in modo relativo, quindi poco chiaro se non addirittura eccessivo.
Anche l’alimentazione sbagliata – secondo la macrobiotica – può compromettere la cistifellea e cibi sani possono ristorarla e riequilibrarla. Questo piccolo organo è parente strettissimo del fegato e unico, nell’apparato digerente, che non viene in contatto diretto col cibo ma resta “puro”.
L’azione della cistifellea è legata alla abilità del nostro corpo di metabolizzare il grasso, per cui il suo malfunzionamento non consente la trasformazione dei grassi che, nelle donne in particolare, provoca la cellulite. Il collegamento tra cistifellea e cellulite è confermato anche dal fatto che il meridiano di quest’organo scorre lungo il fianco e la parte esterna della gamba, terminando nel quarto dito del piede.
Quali sono i cibi che la cistifellea (ma anche il fegato) ama moltissimo? Li elenchiamo di seguito, premettendo che è a tutti noto che tra i nemici principali figurano invece l’uso non saltuario di: zucchero, cioccolato e caffè, gelato, formaggi e modi di cottura “invernali” come arrostire, tostare, friggere, cuocere al forno. I cibi migliori, dunque, sono: verdure a foglia verde ed in genere quelle di stagione leggermente cotte; verdure e frutta che aiutano a metabolizzare i grassi (e combattono la cellulite!) come ravanelli, daikon, zenzero e limone; cereali integrali, ben masticati, tutti i giorni; legumi e pesce a carne bianca.

andreabiggio34@gmail.com

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