di Andrea Biggio
aprile/maggio
Dà Zhuàng, La Grande Forza 

Nel ciclo degli esagrammi del calendario dopo l’esagramma 11 la Prosperità, la Pace, segue il 34, La Potenza del Grande, rapportato all’epoca in cui la natura sta giungendo alla pienezza della fioritura, la quale poi lascerà spazio alla nascita dei frutti. Nel ciclo delle stagioni ci troviamo ancora nella prima fase, quella che corrisponde alla Primavera, cui sono associati l’est e il mattino, il sorgere ed il ri-sorgere (periodo pasquale) di tutte le cose. Nell’uomo è l’emergere e il ri-emergere delle energie vitali che si dispiegano, dei pensieri, delle emozioni e dei sentimenti che premono dall’interno per manifestarsi. E’ importante ricordare che, per i cinesi, la stagione primaverile è l’inizio dell’anno e pertanto è già cominciata nel giorno del capodanno cinese. Nella tradizione di quel popolo, infatti, gli equinozi e i solstizi rappresentano il centro delle stagioni, il loro culmine e non l’inizio.

L’ideogramma

大壯 Il nome dell’esagramma, Dà Zhuàng, è composto da due ideogrammi: nel primo, semplice, vediamo un uomo ben piantato per terra, a gambe larghe, con le braccia aperte che mima l’idea di “grande”. Nel secondo ideogramma, composto, sono descritte le qualità di quest’uomo: prima, con la parte sinistra di un albero tranciato a metà nel senso dell’altezza, viene rappresentata l’idea di potenza e potere, e poi, affianco, viene posta l’idea di saggezza (un uomo saggio sa contare dal numero uno – il tratto orizzontale di base – al numero dieci – la croce -). Potere e saggezza rendono l’ uomo grande e potente.

L’esagramma

I due trigrammi componenti la figura sono il Cielo e il Tuono: l’unione del moto vigoroso del Tuono, verso l’alto (trigramma di sopra), si accompagna alla forza possente del Cielo (trigramma di sotto), anch’essa con direzione verso l’alto, e insieme spingono all’azione. La metafora dell’Ariete, raccontata nel testo dell’esagramma, con la sua forza che si dispiega è ben rappresentata anche dal solido gruppo di quattro linee yang, sotto, che ricorda visivamente il corpo e la testa dell’animale e, dalle due linee yin in alto, le sue corna. In cinese ariete si dice yang (omofonia con lo yang più noto!). Non è un caso che proprio con il segno dell’Ariete, simbolo di una rinnovata energia psico-fisica, in accordo con la primavera, comincia l’anno zodiacale occidentale, con l’invito a rigenerarsi e ad uscire dal letargo invernale.

Nella figura intera le linee yang aumentano, sono diventate quattro rispetto alle tre del mese precedente. La grande energia che, con l’arrivo della Primavera, ha cominciato a salire dal basso verso l’alto, per produrre i fiori che poi lasceranno il posto ai frutti, ha per il momento bisogno di essere imbrigliata e canalizzata al fine di non erompere all’esterno in modo disordinato. Il potenziale insito nell’esagramma è, quindi, quello che riguarda la canalizzazione di questa grande forza, affinché cresca e si dispieghi attraverso un percorso, verso l’obiettivo-scopo-effetto desiderato (proprio come i frutti, nella metafora dell’albero). Si tratta di una vigorosa crescita di forza che bisogna padroneggiare, anche fino al punto di fermarsi in quei tanti casi in cui non è necessario ricorrere ad essa, perché potrebbe diventare dannosa.

L’esagramma viene normalmente in risposta a situazioni di grande potere, sia verso l’esterno, politico e/o sociale, che anche su un piano interiore e più spirituale: forza esteriore e fermezza interiore.

34-Great-PowerIl Responso:

君 子 以 非 禮 弗 履

(jun1 zi3 yi3 fei1 li3 fu2 lu3) :

Il nobile uomo non calca sentieri che non corrispondono all’ordine.

Quando interiormente si sente una dirompente energia, si è tentati di forzare le cose senza tener conto degli altri e, soprattutto, degli effetti della propria potenza. In una epoca nella quale si continua ad attribuire tradizionalmente troppa importanza all’etica dell’intenzione, Dà Zhuàng è, dunque, un esagramma utile a ricordarci che esiste anche un’etica della responsabilità, in base alla quale, nell’agire, dobbiamo spostare il focus dall’intenzione per portarlo sugli effetti che le nostre azioni producono.

Il potenziale di situazione nel management

Il manager dispone di energia potente: la grande risorsa non consiste nell’usarla ma nell’esserne consapevole, sapendo che deve controllarla e gestirla per canalizzarla e non sopprimerla. Non deve scambiare la potenza con l’onnipotenza: in questo modo la sua trasform-azione può essere matura ed efficace per il raggiungimento degli obiettivi personali e aziendali. Un pericolo tipico, da neutralizzare in questo momento, è l’abuso di potere in qualsiasi forma si possa presentare, persino quella politica che sbocca nella dittatura. Dunque, perché questa grande forza, notevole fattore portante nella situazione, possa essere mantenuta nella durata e nella processualità, senza venir meno, è indispensabile tenerla imbrigliata e non esibirla. Confucio dice: “Chi non sa governarsi, come potrebbe governare gli altri?”

Primavera in cucina

Nella Teoria dei 5 Elementi la PRIMAVERA è collegata all’elemento LEGNO (albero-vento). Gli “elementi” sono più che altro metafore di trasformazioni energetiche. L’energia del dinamico legno, quando è al suo apice, (ricordiamoci di come si continuano a muovere nel tempo anche i legni ben stagionati) si manifesta nella natura in Primavera con la linfa che sale nelle piante e… negli esseri umani: è la primavera di ogni cosa, cioè l’inizio, la nascita.

Il SU WEN dice che “il quadrante Est genera il Vento, il Vento genera il Legno”, cioè crescita: il movimento naturale del vento trasporta la vita, il polline, i germi etc. L’organo a cui è collegato è il Fegato e a questo è collegata la Vescicola Biliare (cistifellea). Il fegato è molto importante rispetto al nostro equilibrio spirituale ed emotivo. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese esso è prodotto dall’energia ascendente (primaverile) che prevale nella parte destra del corpo e quindi è collegato al concetto di nascita e alla dote dell’audacia. Non bisogna dimenticare che questo movimento energetico, come tutti i movimenti stagionali, si produce in noi ad ogni istante, anche se esso viene magnificato in primavera ed alle 6 del mattino. Se il fegato ha, dunque, un’energia ascendente che è al suo apice in primavera, durante questa stagione bisogna evitare massimamente cibi “pesanti”, come grassi saturi e grassi animali, i quali avendo energia discendente la contrastano. Bisogna diminuire anche la quantità di prodotti secchi e da forno, nei quali l’energia del cereale e degli altri ingredienti è stata modificata dalla lunga cottura (che va bene d’inverno per vincere il freddo). Vuol dire che l’energia di ciò che mangiamo dipende in larga misura anche da come trattiamo il cibo; l’orzo infatti può dare origine a preparati per l’alimentazione energeticamente molto differenti tra loro: può diventare malto, fermentare per dar luogo alla birra, entrare con il chicco nella combinazione di una minestra o, infine, essere trasformato in bevanda (succedanea del caffè) o farina per il pane. Quando, poi, i cibi pesanti entrano in combinazione con altre “delizie” come alcool e zuccheri raffinati, allora il danno prodotto al flusso energetico del fegato può essere parecchio peggiorato, e non soltanto dagli additivi chimici presenti nei prodotti industriali.

Come si può, allora, far godere il fegato e aumentare il tasso di buonumore dentro di noi? Mangiando poco, o comunque meno che in inverno, e praticando periodicamente il digiuno (nelle diverse forme, tra cui ricordiamo la Quaresima), usando stili di cottura più leggeri, smaltendo i tanti grassi assunti durante la stagione fredda, mangiando germogli (la cui energia tipicamente di crescita primaverile è analoga a quella del fegato). Il regime alimentare, oltre ai cereali di base (raccomandati almeno 3 etti circa al giorno per persona), tra i quali l’orzo che ha notevoli proprietà depurative, può privilegiare quelle verdure a foglie verdi il cui vettore di crescita è molto verticale e cioè per esempio cime di rapa (che in Puglia e in Campania rappresentano un piatto molto frequente), porri, cavolo nero, broccoletti, bietole a costa larga, catalogna, cicoria, etc. Ricordiamo, infine, anche molte erbe spontanee, ricche di elementi benefici per il fegato, come il tarassaco, l’ortica, la valeriana.

andreabiggio34@gmail.com

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