24-yicard24 bisTornerà da me?” è una delle domande ricorrenti che vengono poste all’I Ching, il Libro dei Mutamenti e spesso nel responso dell’oracolo compare l’Esagramma 24 ䷗ , Il Ritorno, per cui viene naturale interpretarlo come un pronostico del prossimo ritorno della persona amata.

In effetti “il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce” e sarebbe pronto a riabbracciare il partner che ama immaginare tormentato e pronto a ritornare in ginocchio ammettendo i propri errori e chiedendo perdono:

io voglio per me le tue carezze
si’ io t’amo piu’ della mia vita
ritornero’ in ginocchio da te
l’altra non e’ non e’ niente per me
ora lo so ho sbagliato con te
ritornero’ in ginocchio da te
e bacero’ le tue mani amor
negli occhi tuoi
che hanno pianto per me
io cerchero’ il perdono da te
e bacero’ le tue mani amor
io voglio per me le tue carezze
si’ io t’amo piu’ della mia vita
io cerchero’ il perdono da te
e bacero’ le tue mani amor
ritornero’ in ginocchio da te
l’altra non e’ non e’ niente per me
ora lo so ho sbagliato con te
ritornero’ in ginocchio da te
si’ io t’amo piu’ della mia vita
io voglio per me le tue carezze
oh si’ io t’amo piu’ della mia vita

Va detto, però, che la domanda “tornerà da me?”, è mal posta ed è, di per se stessa, fonte di confusione: chiedendo su di un’altra persona, non solo ci si pone in una condizione fatalista e passiva, ma diventa poi difficile comprendere se il responso dell’oracolo si riferisca al consultante o all’altra persona o ad entrambi.
Il Libro dei Mutamenti stesso suggerisce piuttosto di interrogare in merito alle proprie azioni (e non su quelle di altri):

Perciò il nobile lo interroga quando deve produrre qualcosa o compiere un’azione, e lo fa ricorrendo alle parole. Esso accoglie le comunicazioni come un eco; per esso non vi è nulla di lontano o vicino, nulla di oscuro o profondo, e così il nobile apprende le cose che verranno.
(I Ching, Grande Commentario – Da Zhuan, sez. 1, cap. X, par.2)

“Perciò in tempi di quiete il nobile contempla queste immagini e medita sulle sentenze. Se imprende qualcosa egli contempla le alterazioni e medita sui responsi oracolari. Perciò egli viene benedetto dal dal cielo: – Salute! Nulla che non sia propizio.
(I Ching, Grande Commentario – Da Zhuan, sez. 1, cap. II, par. 6)

Giambattista Vico, il filosofo dei “corsi e ricorsi storici”, ribadisce che la verità è il risultato del fare (“verum ipsum factum“) perchè l’essere umano può veramente conoscere solo ciò che da lui stesso è prodotto e fatto in prima persona, poiché solo in questo modo può comprenderne esattamente la genesi e l’evoluzione.

24 - 120px-Iching-hexagram-24.svgLa Sentenza dell’Esagramma descrive in dettaglio le condizioni necessarie e le azioni da compiere affinché avvenga il ritorno, che è innanzitutto il ritorno in se stessi ed alla propria via (Dao 道):

Il Ritorno: riuscita (se) si è in grado di entrare ed uscire in modo impeccabile (cioè se non si entra in un circolo vizioso da cui non si riesce più ad uscire).
(In questo caso nuovi) amici vengono senza macchia.
Ritornando sui propri passi ritornare alla retta via (Dao 道).
Al settimo giorno viene il ritorno (le linee di un esagramma sono sei per cui un nuovo ciclo potrà iniziare solo quando si è concluso quello in corso).
È propizio avere ove recarsi (bisogna avere un obiettivo chiaro).

Quando le dinamiche negative si ripetono in modo sempre uguale rischiamo di rimanere intrappolati in circoli viziosi e di portare il peso insostenibile di quella che Milan Kundera definisce “l’insostenibile pesantezza dell’essere“. [2]

La “riuscita” non è quindi sempre assicurata, ma dipende dalla nostra capacità di bilanciare la “pesantezza” della coazione a ripetere con la “leggerezza” del rinnovamento. Imparando ad entrare e ad uscire con correttezza, tempismo ed eleganza dalle varie situazioni possiamo effettivamente accogliere  senza errori e senza sensi di colpa le novità che si presentano (gli “amici”), ma anche a vivere sotto una nuova luce le dinamiche che sembrano stantie ed i rapporti ormai logori.

Gli strumenti indicati sono riassunti mirabilmente in un classico detto orientale: “lasciare andare il passato, vivere il presente, costruire il futuro“.

“Ritornando sui nostri passi”  riconosciamo che il nostro passato rappresenta la nostra storia ed ha determinato ciò che noi siamo oggi, ma ci rendiamo conto che, effettivamente, il passato è passato ed è quindi possibile celebrarlo, metterlo da parte ed andare avanti. Riflettendo sugli errori commessi possiamo correggerli, chiedendo perdono, innanzitutto a noi stessi, e scaricare i sensi di colpa che sono un peso inutile da portare nel futuro.

Ritornando in noi stessi ritroviamo la nostra “strada”, il senso della nostra vita, il Dao, e possiamo confrontarci con il presente che è l’unico momento reale della nostra esistenza, l’unico momento in cui possiamo preparare e costruire il futuro, “il luogo in cui recarci”.

Quanto dura questo processo? I 7 giorni a cui fa riferimento il Libro dei Mutamenti corrispondono ai 7 giorni della Genesi: è un intero ciclo creativo di ricostruzione del proprio universo a partire dal caos primordiale attuale.

Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. “ (Genesi 2, 2 – 3)

Il settimo giorno il ciclo rappresentato dalle sei linee di un Esagramma si è chiuso, il lavoro è terminato. Il settimo giorno è il momento del riposo, della riflessione e della libera scelta, prima che inizi un nuovo lavoro che assorbirà le nostre energie e dovrà a sua volta essere portato a termine.

Nella tradizione tibetana questo momento di sospensione viene chiamato “Bardo” e rappresenta tutti i momenti importanti di passaggio dell’esistenza.
Il Bardo Thodol, “Suprema Liberazione con l’Ascolto”, conosciuto in Occidente come “Libro tibetano dei morti”, descrive le fasi di passaggio dalla morte alla successiva reincarnazione oppure alla definitiva liberazione dal ciclo delle rinascite.
La conoscenza del Bardo insegna quindi ad entrare e uscire senza errore dai piccoli e grandi circoli vizioso ripetitivi della nostra vita ed a ritornare in se stessi.

Il Bardo è il (l’unico) momento della libertà di scelta, perché è il momento di sospensione e di “vuoto” in cui un’attività si è conclusa e non è ancora iniziata una nuova, per cui non siamo ancora presi, o almeno siamo meno condizionati, dai vincoli e dalle dinamiche determinati dalle nostre scelte precedenti.

Il luogo a cui tornare, citato esplicitamente, oltre che nella sentenza, nella quarta linea, ma implicitamente anche nelle altre, è la “retta via”, il Dao (Tao) 道, che è l’oggetto del Tao Te Ching (Dao De Jing) 道德經, il Libro della Via e della Virtù, il principale classico taoista, dove si dice che “il Ritorno è il movimento del Dao” [3].

Il luogo a cui tornare è la propria origine rappresentata graficamente dalla prima ed unica linea Yang, luminosa, dell’Esagramma che è il germe di un nuovo ciclo che giace sepolto nelle profondità della terra rappresentate dalle linee Yin, scure, sovrastanti. Questo germoglio nascosto va accolto, accudito e protetto come se fosse un bambino appena nato.

L’I Ching è lo strumento per comprendere e coltivare il tenero germoglio del Dao:

Attraverso i Mutamenti i santi saggi hanno scandagliato tutte le profondità ed afferrato tutti i germi. (I Ching, Grande Commentario – Da Zhuan, sez. 1, cap. X, par.5)

Solo attraverso ciò che è profondo si può penetrare in ogni volere sulla terra. Solo per mezzo dei germi si possono compiere tutte le cose sulla terra. Solo per mezzo del divino si può andare rapidi senza precipitazione e, senza camminare, raggiungere la meta. (I Ching, Grande Commentario – Da Zhuan, sez. 1, cap. X, par.6)

Il Maestro [Confucio] disse: Conoscere i germi, ciò è certamente divino. Il nobile non è servile nei rapporti verso l’alto, non è presuntuoso verso coloro che stanno in basso. Egli conosce bene i germi. I germi sono il primo impercettibile inizio del moto, sono ciò che della salute (e della sciagura) si mostra per primo. Il nobile vede i germi ed agisce subito, non aspetta un giorno intero.
(I Ching, Grande Commentario – Da Zhuan, sez. 2, cap. V, par.11)

24-Return

Il “germe è il primo impercettibile inizio del movimento” e l’Immagine dell’Esagramma indica come coltivarlo, nel silenzio, dentro di noi:

Il Tuono ☳ dentro la Terra ☷:
L’immagine del tempo del Ritorno.
Così gli antichi re al tempo del solstizio d’inverno chiudevano i passi.
I mercanti e gli stranieri non viaggiavano,
Ed il sovrano non visitava le contrade.

Bisogna chiudere un ciclo prima di poterne iniziare uno nuovo.

Bisogna cogliere tutte le potenzialità del Bardo per impostare un nuovo ciclo, cioè per poter scegliere liberamente e costruire effettivamente il futuro.

Gli “antichi re”, esempio di ogni saggezza e di ogni virtù, ma solidi, pratici e concreti, conoscevano il potere della quiete e del silenzio ed agivano in armonia con il tempo. Nella frenesia della vita moderna scegliere di fermarsi, di “staccare la spina”, di non agire e di rimanere nel silenzio per ascoltare se stessi può essere una vera e propria impresa, ma spesso rappresenta l’unica vera ancora di salvezza.

Questo del solstizio d’inverno è l’unico riferimento preciso di calendario che si trovi esplicitamente nel Libro dei Mutamenti.
esagrammi del calendarioIl Ritorno è il primo dei 12 Esagrammi del Calendario che descrivono il ciclo della luce nel corso dell’anno solare. A partire appunto dal 24, che rappresenta il ritorno della luce al solstizio d’inverno, le linee Yang (luce) avanzano e le linee Yin (buio) si ritirano fino al solstizio d’estate quando il ciclo si inverte e, con l’Esagramma 44 ䷫, Il Farsi Incontro, lo Yin riprende ad avanzare e lo Yang inizia a ritirarsi.

In corrispondenza al solstizio d’inverno, il momento più buio dell’anno, si celebra il ritorno della luce. Non a caso è il periodo del Natale. L’unica linea Yang, luminosa, nascosta nella profondità dello Yin, scuro, rappresenta Gesù Bambino, la speranza della salvezza. Solo i saggi, i Re Magi astrologi (gli “antichi re”), hanno saputo scorgere i segni, i “germi”, della sua venuta che è ancora nascosta ai più.

Secondo Blaise Pascal Dio è nascosto (“Deus absconditus”, da Isaia 45:15) proprio per consentirci la libertà di scelta individuale, il libero arbitrio, e la responsabilità personale.

La luce è nascosta nella profondità ed il suo numero è 7, “il numero della giovane luce” come dicono i Pink Floyd nel brano “Chapther 24” apertamente ispirato all’Esagramma 24. [4]

La “giovane luce” è il “giovane Yang“, ⚍ Shao Yang, cioè lo Yang che non muta, che nel metodo di consultazione dell’I Ching con le 3 monete corrisponde appunto al numero 7. Lo Yang che non muta è il “germe”, il seme divino, nascosto, rappresentato dalla prima linea. Se mutasse avrebbe il numero 9, il numero dello Yang mutante, il “vecchio Yang”, ⚌, destinato inevitabilmente a trasformarsi nello Yin, ⚎.

Nella visione energetica orientale il “vecchio Yang”, 9 ⚌, è chiamato “Yang splendente”, Yang Ming, e rappresenta quindi l’espressione matura ed esteriore della luce, mentre il “giovane Yang” ne è l’espressione interiore, immatura, da coltivare e far crescere.

setteÈ curioso notare che la forma dell’ideogramma sette,七, ricorda il nostro numero 7 ribaltato. Secondo una possibile lettura il segno rappresenterebbe un tenero germoglio (il tratto verticale), un “germe”,  che sbuca dalla terra (Yin, il tratto orizzontale) alla ricerca della luce (Yang).

Una stessa struttura grafica, con una sola linea intera sormontata dalle restanti linee spezzate, accomuna sia il simbolo del Digramma ⚍, Est, che del Trigramma inferiore ☳, Tuono, che dell’Esagramma ䷗, Il Ritorno.

L’Esagramma è composto dai Trigrammi Tuono ☳ e Terra ☷. Il Tuono ☳ rappresenta movimento interiore, mentre la Terra ☷ significa ricettività ai segnali esterni. Come sottolinea l’Immagine, non è il momento dell’azione esteriore, ma piuttosto quello di proteggere, preservare e nutrire la propria interiorità.

Il Tuono ☳ è il figlio primogenito e la Terra ☷ la madre. La madre genera il primo figlio maschio, lo accoglie e lo accudisce (così come nella struttura generale del segno la nuova linea Yang entra e viene accolta dalle 5 linee Yin).
Il ciclo della vita si ripete con una nuova generazione.
È interessante notare che l’Esagramma del Cielo Anteriore del 24 è il 37 ䷤, La Famiglia: la nascita del primo figlio maschio è la condizione indispensabile per garantire la sequenza dinastica. La ciclicità del Ritorno non è mera ripetizione, ma piuttosto rigenerazione. Si torna alla sorgente per ricominciare. Come vedremo a breve, nella progressione delle linee, allontanandosi dalla prima linea, la sorgente del rinnovamente, le formule mantiche diventano via via meno favorevoli, fino al disastro dell’ultima linea dove ci si è allontanati troppo e si è persa definitivamente la strada del ritorno. [5]

Nove all’inizio significa:
Ritorno da breve distanza.
Non v’è bisogno di alcun pentimento.
Gran salute!

Il Commento alla Linea aggiunge che “coltivando il proprio carattere” si apprende come saper ritornare in sé senza essersi allontanati troppo. In tal modo si evidenzia la capacità di correggere i propri errori, come confermano anche le Sentenze Aggiunte:

Il Ritorno è il tronco del carattere.
Il Ritorno è piccolo e tuttavia differente dalle cose esteriori.
Il Ritorno serve alla conoscenza di se stessi.

ConfucioNel Grande Commentario viene citato Confucio a proposito di questa linea:

Il Maestro (Confucio) disse: Yan Hui (discepolo prediletto di Confucio), egli raggiungerà certamente la meta! Se ha un’imperfezione non succede mai che non la riconosca. Quando l’ha riconosciuta non succede mai che commetta l’errore per la seconda volta.
(I Ching, Grande Commentario – Da Zhuan, sez.2, cap.5, par.12)

Il Grande Studio 大學, uno dei principali classici confuciani, riprende ed amplifica lo stesso concetto sottolineando come la coltivazione di se stessi sia “la radice di tutto”:

La via del grande studio comporta la manifestazione della virtù, il rinnovamento delle persone, la ricerca del bene più alto. […]
Gli antichi che volevano illustrare la virtù industriosa nel mondo si occuparono prima di mettere ordine nello stato.
Desiderando mettere ordine nei loro stati, essi prima misero ordine nelle loro famiglie.
Desiderando mettere ordine nelle loro famiglie, essi prima si occuparono della loro crescita personale.
Desiderando migliorare loro stessi, essi prima corressero i loro cuori.
Desiderando correggere i loro cuori, essi prima si impegnarono ad avere una mente sincera.
Desiderando avere una mente sincera, essi prima cercarono di ampliare il più possibile le loro conoscenze.
Per raggiungere la conoscenza, investigarono il principio delle cose.
Avendo investigato il principio delle cose, la loro conoscenza divenne completa.
Quando la loro conoscenza fu completa, la loro mente divenne sincera.
Quando la loro mente fu sincera, i loro cuori furono corretti.
Quando i loro cuori furono corretti, le loro persone migliorarono.
Quando le loro persone furono migliorate, le loro famiglie vissero in armonia.
Quando le loro famiglie vissero in armonia, i loro stati furono ben governati.
Quando i loro stati furono ben governati, il mondo intero visse in armonia.
Dal Figlio del Cielo fino alla massa del popolo, tutti devono
considerare la crescita personale come la radice di tutto […]

Il Ritorno compare anche alla prima linea di altri due Esagrammi, il 9 ed il 38, dove vengono riprese tematiche analoghe a quelle che abbiamo appena esaminato relativamente alla prima linea del 24.

La prima linea dell’Esagramma 9 ䷈, Prendersi Cura di ciò che è Piccolo, recita:

Nove all’inizio significa:
Ritorno all’origine della retta via (Dao 道).
Come potrebbe essere questo una macchia!
Salute!

Alla prima linea dell’Esagramma 38 ䷥, La Contrapposizione, viene detto:

Nove all’inizio significa:
Il pentimento svanisce.
Se smarrisci il tuo cavallo non corrergli dietro;
Ritorno all’origine.
Quando vedi gente cattiva guardati da errori.

“Ritornare alla propria origine” non è mai un errore e ciò che eventualmente si lascia indietro o viene perduto, se è di valore, ritornerà da sé.

Sei al secondo posto significa:
Arrestarsi e ritornare.
Salute!

Il Commento alla Linea evidenzia che “la salute nell’arrestarsi e ritornare poggia sulla sottomissione (ad un maestro, la 1^ linea, che pratica) la benevolenza (ren 仁)”.
Le prime due linee sono corrette e quindi la seconda può sottomettersi correttamente alla prima che la istruisce nella pratica del “ren”仁, la più alta virtù confuciana, che venire solitamente tradotta con benevolenza, senso di umanità o amore universale.

La seconda linea dell’Esagramma 9 ䷈, Prendersi Cura di ciò che è Piccolo, riprende il tema del ritorno sotto la guida di un maestro:

Nove al secondo posto significa:
Si lascia condurre a ritornare.
Salute!

Il Commento alla Linea precisa che è necessaria una guida per non perdersi: “il lasciarsi condurre a ritornare deriva dalla posizione centrale, così egli non si perde”.

Sei al terzo posto significa:
Ritorno ripetuto. Pericolo. Nessuna macchia.

Il Commento alla Linea precisa che “il ritorno ripetuto costituisce un pericolo, (ma) se ci si comporta correttamente si possono evitare conseguenze (macchie)”.
C’è il pericolo di rimanere presi in un circolo vizioso, da abitudini ripetitive, dalla coazione a ripetere, ma, come dice la Sentenza, se ne può uscire “senza macchia” se si impara ad “entrare ed uscire in modo impeccabile” dalla situazione e ad “eliminare gli errori”.

Mutando la terza linea so ottiene l’Esagramma 36 ䷣, L’Ottenebramento della Luce, che evidenzia come la ripetizione forzata e continuativa di uno stesso schema possa portare a perdere la propria lucidità di giudizio.

Altri tre Esagrammi trattano il tema del ritorno alla terza linea, quella della difficoltà, e consentono di comprendere meglio il “pericolo” da affrontare.

All’Esagramma 11 ䷊, La Pace, prevale un’attitudine filosofica che vede nel continuo ritorno una costante di tutti i cicli dell’universo, ma evidenzia la necessità della perseveranza nel pericolo per rimanere indenni da errori:

Nove al terzo posto significa:
Nessun piano cui non segua un declivio,
Nessun’andata cui non segua il ritorno,
Senza macchia è chi rimane perseverante nel pericolo.
Non rammaricarti di questa verità.
Godi della felicità che ancor possiedi.

All’Esagramma 1䷀, Il Creativo, precisa che, malgrado le preoccupazioni, solo con la costanza e l’incessante attività del “nobile”, e non di una persona comune, è possibile rimanere senza macchia quando si è presi in un ciclo ripetitivo:

Nove al terzo posto significa:
Il nobile è creativamente attivo tutto il giorno.
Ancora a sera è pieno di pensieri preoccupanti.
Pericolo. Nessuna macchia.

Il Commento alla Linea aggiunge: “ritornare ancora e ancora alla retta via (Dao 道)”, per cui, ancora una volta, la “preoccupazione” è tutta diretta a non smarrire  il collegamento con la propria via sotto il peso della routine quotidiana.

All’Esagramma 53 ䷴, Il Progresso Graduale, viene chiarito in cosa consista effettivamente il “pericolo”:

Nove al terzo posto significa:
L’oca selvatica si avvicina gradatamente all’altipiano.
Il marito esce di casa e non ritorna più.
La moglie porta in grembo un bimbo ma non dà alla luce.
Sciagura!
Propizio è (soltanto) respingere predoni (non si può sperare in niente di più).

L’oca selvatica è un’uccello migratore che ritorna sempre alle stesse sponde ed inoltre viene considerata il simbolo della fedeltà perchè, secondo l’opinione popolare, mantiene sempre lo stesso partner per tutta la vita. In questo caso il ritorno è “sciagurato” perchè, come precisa il Commento alla Linea, la moglie “ha perduto la retta via (Dao 道)”.

L’altopiano, secco ed arido, non è un luogo adatto per il ritorno di un uccello acquatico.

Il marito è la prima linea Yang dell’Esagramma 24, che rappresenta il  Dao 道, la moglie la linea Yin, che, avendo perso la strada, non può condurre a termine nulla di significativo, se non cercare, nel limite del possibile, di limitare i danni.

Sei al quarto posto significa:
(Pur) camminando in mezzo agli altri, si ritorna soli.

Aggiunge il commento: “(perchè) si segue la retta via (Dao, 道)”.

Gli “altri” sono le altre linee Yin a cui la quarta si trova “in mezzo”. La quarta linea è corretta ed è in corrispondenza con la prima linea, mentre le linee adiacenti non sono corrette e non sono in corrispondenza. Di conseguenza la quarta linea è in grado di “camminare” con i suoi simili, ma deve abbandonarli per poter seguire “la retta via” (Dao, 道).
La quarta linea si è aperta all’esterno essendo la prima linea del Trigramma esterno, “è nel mondo, ma non appartiene al mondo” (Giovanni 15) perché, pur stando in mezzo agli altri, ricerca la profondità rappresentata dalla prima linea.

Alla quarta linea dell’Esagramma 6 ䷅, La Lite, il ritorno è associato all’accettazione della propria sorte. Viene però precisato che non è opportuno litigare, cioè che la tensione verso ideali più alti non può essere motivo di discordia con le persone che ci circondano e non li condividono:

Nove al quarto posto significa:
Non si può litigare,
Si torna indietro e ci si arrende alla sorte,
Si cambia e si trova pace in perseveranza.
Salute!

Mutando tutte le linee dell’Esagramma 24 che sono in sintonia con “la retta via” (Dao), la 1^, la 2^ e la 4^, si ottiene La Liberazione, l’Esagramma 40 ䷧:

LA SENTENZA
La Liberazione. Propizio è il sud-ovest.
Quando non vi è più luogo ove doversi recare,
Ritornare è salutare.
Se vi è ancora un luogo ove si debba andare,
Allora è salutare rapidità.

L’IMMAGINE
Tuono e pioggia sorgono:
L’immagine della liberazione.
Così il nobile perdona errori e rimette colpe.

La Liberazione dal ciclo della ripetizione è innanzitutto la liberazione dal peso del Karma, cioè dalle conseguenze e dai sensi di colpa che derivano dalle nostre azioni passate e che ci condannano a ripetere sempre gli stessi schemi comportamentali.
La Sentenza dell’Esagramma 40 insegna come “entrare ed uscire in modo impeccabile”: se ci sono delle cose da fare vanno fatte con rapidità, se no è opportuno ritornare a se stessi (al proprio Dao 道).
“Andare dove vi sia un luogo in cui (valga la pena di) andare” è anche un invito ad assumere un atteggiamento pragmatico e sperimentale: si prova e se non funziona semplicemente si rinuncia. Se ci sono delle cose da scoprire, delle strade non percorse, delle prove da sostenere, delle domande inevase, la cosa migliore è provare (“andarci”) con “immediatezza”, cioè senza macerarsi troppo nel dubbio. Quando si sono esplorate tutte le possibilità (“non vi è più luogo ove recarsi”) è invece “salutare” smettere (“ritornare”). Bisogna quindi trovare il giusto equilibrio anche nella sperimentazione e nella ricerca. Sapere quando è il caso di tornare a se stessi senza chiedere e chiedersi troppo. Per questo il nobile “perdona gli errori e rimette le colpe”, anche le sue, elimina l’inutile fardello dei sensi di colpa e ricerca l’innocenza e la spontaneità: “Ritornando si diventa liberi da colpa, per questo segue il segno L’Innocenza” (Esagramma 25 ䷘, L’Innocenza – La Serie).

Sei al quinto posto significa:
Ritorno nobile. Nessun pentimento.

Il commento aggiunge: “(perché, pur essendo in posizione scorretta, sa mantenersi) centrato ed esaminare se stesso”. Alla quinta linea ci si è già allontanati molto dall’origine, la prima linea, presumibilmente a causa dei propri compiti e delle proprie responsabilità, ma la correttezza e la centratura della posizione consentono tuttavia di ritornare indietro senza sensi di colpa.

Sei sopra significa:
Ritorno perdendo la strada. Sciagura.
Disgrazia da fuori e da dentro.
Facendo marciare eserciti in questo modo,
Si subirà infine una grande sconfitta.
Cosa sciagurata per il principe regnante.
Per dieci anni non si è più in grado di assalire.

Il commento precisa che “la sciagura nel ritornare perdendo la strada” deriva dal non aver seguito la retta via (Dao 道) di governo (di se stessi e degli altri). Alla linea finale si è persa definitivamente la possibilità di ritornare al senso vero della propria esistenza ed il risultato non può che essere sciagurato.

L’ultima linea dell’Esagramma 11 ䷊, La Pace, ribadisce i termini del disastro:

Sei sopra significa:
Il vallo ritorna (ricade) nel fosso.
Adesso non adoperare eserciti.
Nella tua propria città annuncia i tuoi comandi.
Perseveranza reca svergognamento.

Il Commento alla Linea aggiunge: “i suoi ordini finiscono in scompiglio”. Se si è persa la propria strada, è inutile pensare di poter ottenere alcunché forzando la situazione esteriore, bisogna ripartire sempre e comunque dalla “propria città”, cioè da se stessi.

– Come vedi la questione non è tanto se torna o non torna. Si tratta più di rinnovare e di aprire un nuovo ciclo. Un nuovo inizio…

– Tutto molto interessante, ma poi tornerà da me?

– … ma tu saprai tornare in te?

– Ho capito che devo riflettere e cambiare molte cose, infatti lo sto facendo! Ma poi, alla fine, tornerà?

– Ti ho detto che non è questo il problema, mi pareva l’avessi capito.

– Si che è un problema, invece. Allora torna o non torna?

– Non lo so! Non lo so! Non ha importanza!

– Si che ha importanza per me. Non me lo vuoi dire?

– Potrebbe essere la stessa persona o anche un’altra, non è questo il punto.

– Va be’… ma allora a che servono questi Ching?

– “Lo” I Ching è uno strumento evolutivo.

– Ah, beh… allora..

24 - Snoopy - amore ritorna

Valter Vico
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NOTE

I testi del Libro dei Mutamenti sono liberamente tratti da l King, Il Libro dei Mutamenti, ed. Astrolabio Ubaldini

[1]

G. Vico, De antiquissima Italorum sapientia

Dai latini verum e factum sono usati scambievolmente o, come si dice comunemente nelle scuole, si convertono l’uno con l’altro.
Di qui è dato supporre che gli antichi sapienti d’Italia convenissero, circa il vero, in queste opinioni: il vero è il fatto stesso; perciò in Dio c’è il primo vero perché Dio è il primo fattore: infinito, perché fattore di tutte le cose, perfettissimo, perché rappresenta, a sé, in quanto li contiene, sia gli elementi esterni sia quelli interni delle cose. Sapere è allora comporre gli elementi delle cose: sicché il pensiero è proprio della mente umana, l’intelligenza propria di quella divina. Infatti Dio legge tutti gli elementi delle cose, sia esterni che interni, perché li contiene e li dispone; ma la mente umana, che è finita, e ha fuori di sé tutte le altre cose che non sono essa stessa, è costretta a muoversi tra gli elementi esterni delle cose e non li raccoglie mai tutti: sicché può certo pensare le cose ma non può intenderle, in quanto è partecipe della ragione ma non è padrona di essa.
Per chiarire tutto ciò con un paragone: il vero divino è l’immagine solida delle cose, come una scultura; il vero umano è un monogramma o un’immagine piana, come una pittura; e come il vero divino è ciò che Dio, mentre conosce, dispone ordina e genera, cosí il vero umano è ciò che l’uomo, mentre conosce, compone e fa. E così la scienza è la conoscenza della genesi, cioè del modo con cui la cosa è fatta, e per la quale, mentre la mente ne conosce il modo, perché compone gli elementi, fa la cosa: Dio, che comprende tutto, fa l’immagine solida; l’uomo, che comprende gli elementi esterni, fa l’immagine piana.
[G. Vico, La scienza nuova ed altri scritti, UTET, Torino, 1976, pagg. 194-195]

La direzione del proprio cammino la si trova solo quando si agisce.
(Hernan Huarache Mamani)

[2]

L’insostenibile leggerezza dell’essere

Incipit
L’idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell’imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l’abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito?
Il mito dell’eterno ritorno afferma, per negazione, che la vita che scompare una volta per sempre, che non ritorna, è simile a un’ombra, è priva di peso, è morta già in precedenza, e che, sia stata essa terribile, bella o splendida, quel terrore, quello splendore, quella bellezza non significano nulla. Non occorre tenerne conto, come di una guerra fra due Stati africani del quattordicesimo secolo che non ha cambiato nulla sulla faccia della terra, benché trecentomila negri vi abbiano trovato la morte fra torture indicibili. E anche in questa guerra fra due Stati africani del quattordicesimo secolo, cambierà qualcosa se si ripeterà innumerevoli volte nell’eterno ritorno? Si, qualcosa cambierà: diventerà un blocco che svetta e perdura, e la sua stupidità non avrà rimedio. Se la Rivoluzione francese dovesse ripetersi all’infinito, la storiografia francese sarebbe meno orgogliosa di Robespierre. Dal momento, però, che parla di qualcosa che non ritorna, gli anni di sangue si sono trasformati in semplici parole, in teorie, in discussioni, sono diventati più leggeri delle piume, non incutono paura. C’è un’enorme differenza tra un Robespierre che si è presentato una volta nella storia e un Robespierre che torna eternamente a tagliare la testa ai francesi. Diciamo quindi che l’idea di eterno ritorno indica una prospettiva nella quale le cose appaiono in maniera diversa da come noi le conosciamo: appaiono prive della circostanza attenuante della loro fugacità. Questa circostanza attenuante ci impedisce infatti di pronunciare qualsiasi verdetto. Si può condannare ciò che è effimero? La luce rossastra del tramonto illumina ogni cosa con il fascino della ghigliottina. Or non è molto, mi sono sorpreso a provare una sensazione incredibile: stavo sfogliando un libro su Hitler e mi sono commosso alla vista di alcune sue fotografie; mi ricordavano la mia infanzia; io l’ho vissuta durante la guerra; parecchi miei familiari hanno trovato la morte nei campi di concentramento hitleriani; ma che cos’era la loro morte nei campi di concentramento davanti alla fotografia di Hitler che mi ricordava un periodo scomparso della mia vita, un periodo che non sarebbe più tornato? Questa riconciliazione con Hitler tradisce la profonda perversione morale che appartiene a un mondo fondato essenzialmente sull’inesistenza del ritorno, perchè in un mondo simile tutto è già perdonato e quindi tutto è cinicamente permesso.
[Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere, traduzione di Antonio Barbato, Adelphi, Milano, 1989]

[3]

Il ritorno, 復 fu, che da il nome all’Esagramma e quello del Tao Te Ching, 反 fan, sono due caratteri diversi, ma nella X Ala dell’I Ching (Segni Misti) è precisato che 反 fan, e 復 fu, hanno lo stesso significato:

復反也 – ritorno significa ri-venire

反 fan compare comunque anche nel testo della Sentenza :

反復其道  – ritornando (反 fan) sui propri passi ritornare (復 fu) alla retta via,

Espressione che Wilhelm, nella versione più diffusa dell’I Ching, rende molto poeticamente con: “serpeggiante è la via”.

Riporto il capitolo XL del Tao Te Ching da cui è tratta la frase citata:

Il tornare è il movimento del Dao,
la debolezza è quel che adopra il Dao.
Le diecimila creature che sono sotto il cielo
hanno vita dall’essere,
l’essere ha vita dal non-essere.
(Tao Te Ching, XL)

Il Dao, il “Senso” dell’esistenza è inconoscibile, ma, secondo il Libro dei Mutamenti, ne possiamo scorgere gli effetti, i “germi”, nell’alternarsi di Yin e di Yang:  “Ciò che fa apparire una volta l’oscuro e una volta il chiaro è il Senso (Dao 道)(I Ching, Grande Trattato – Da Zhuan, sez.1, cap.5, par.1) ed “il nobile considera l’alternarsi di pieno e vuoto e di aumento e diminuzione; poiché questo è il corso del Cielo” (Esagramma 23, Commento alla decisione) 

Aggiunge ancora il Tao Te Ching:

Il Dao genera l’Uno,
l’Uno genera il Due,
il Due genera il Tre,
il Tre genera le diecimila creature.
(Tao Te Ching, XLII)

La prima linea dell’Esagramma 24 è la rappresentazione dell’Uno, il principio di unità di tutte le cose, quello a cui fare ritorno.

In realtà tutte le cose sono collegate, ma noi siamo in grado di percepire il mondo solo per contrasto, attraverso la polarità di Yin e Yang, perché è l’interazione dei Due principi universali che genera l’Energia Vitale, il Tre, e, di conseguenza, tutte le creature.

In un altro brano di grande poesia il Tao Te Ching, analogamente all’Immagine dell’Esagramma 24, invita a “chiudere i varchi” per serbare l’Uno dentro di sé:

Il mondo ebbe un principio
che fu la madre del mondo.
Chi è pervenuto alla madre
da essa conosce il figlio,
chi conosce il figlio
e torna a conservar la madre
fino alla morte non corre pericolo.
Chi ostruisce il suo varco
e chiude la sua porta
per tutta la vita non ha travaglio,
chi spalanca il suo varco
ed accresce le sue imprese
per tutta la vita non ha scampo.
Illuminazione è vedere il piccolo,
forza è attenersi alla mollezza.
Chi fa uso della vista
e torna ad introvertere lo sguardo
non abbandona la persona alla rovina.
Questo dicesi praticar l’eterno.
(Tao Te Ching, LII)

[4]

CHAPTER 24

A movement is accomplished in six stages
And the seventh brings return.
The seven is the number of the young light
It forms when darkness is increased by one.
Change returns success
Going and coming without error.
Action brings good fortune.
Sunset.

The time is with the month of winter solstice
When the change is due to come.
Thunder in the other course of heaven.
Things cannot be destroyed once and for all.
Change returns success
Going and coming without error.
Action brings good fortune.
Sunset, sunrise.

A movement is accomplished in six stages
And the seventh brings return.
The seven is the number of the young light
It forms when darkness is increased by one.
Change returns success
Going and coming without error.
Action brings good fortune.
Sunset, sunrise.

CAPITOLO 24

Un movimento si completa in sei fasi
e la settima porta il ritorno.
Il sette è il numero della giovane luce
che si forma quando si aggiunge uno all’oscurità.
Il mutamento restituisce successo
nell’andare e venire senza errore.
L’azione porta buona fortuna.
Tramonto.

Il tempo corrisponde al mese del solstizio invernale
quando il mutamento deve avvenire.
Tuono nell’altro corso del Paradiso
le cose non possono essere distrutte una volta per tutte.
Il mutamento restituisce successo
nell’andare e venire senza errore.
L’azione porta buona fortuna.
Tramonto, alba.

Un movimento si completa in sei fasi
e la settima porta il ritorno.
Il sette è il numero della giovane luce
che si forma quando si aggiunge uno all’oscurità.
Il mutamento restituisce successo
nell’andare e venire senza errore.
L’azione porta buona fortuna.
Tramonto, alba.

Gli Jesu hanno realizzato un’interessante cover del brano:

Altri riferimenti all’I Ching in ambito musicale si possono trovare nell’articolo “I Ching e musica

[5]

Il movimento del Tuono ☳, che si trova sotto, va verso l’alto, mentre il movimento della Terra ☷, che è sopra, è quello di accogliere ed abbracciare ed è rivolto verso il basso, cioè verso il figlio. Da qui il senso dell’accoglimento di una nuova vita da proteggere, da nutrire e da far crescere nell’intimità.

Il legame è ulteriormente sottolineato dal fatto che gli Esagrammi corrispondenti ai due Trigrammi sono: il 2 ䷁, Il Principio Ricettivo, che è l’Esagramma Nucleare del 24 ed il 51 ䷲, Lo Scuotimento, che ne è l’Esagramma Cornice.

16 - 120px-Iching-hexagram-16.svgSe consideriamo l’Esagramma Reciproco, il 16 ䷏ , Il Fervore, in cui i due Trigrammi sono invertiti di posizione, con il figlio maggiore ☳ che esce all’esterno, mentre la madre ☷ rimane all’interno (a casa), abbiamo una dinamica inversa in cui il figlio si distacca dalla madre e si presenta al mondo con entusiasmo. L’Immagine sembra evocare la retorica e la prosopopea dei complimenti che i genitori fanno al bambino che ha dimostrato di essere bravo a cavarsela da solo:

Il Tuono erompe sonoro dalla Terra : l’immagine del Fervore.
Così gli antichi re facevano della musica per onorare i meriti.
E la presentavano magnifica offerta al Dio supremo evocando la presenza dei loro avi.

l’Esagramma del Cielo Anteriore del 16 è il 50 ䷱ , Il Crogiolo, che rappresenta l’eredità principale del figlio maggiore che consiste nel compito di sovrintendere i sacrifici agli antenati garantendo in questo modo la continuità spirituale della famiglia (oltre a quella filogenetica).

Mutando la prima linea Yang del 24, il figlio, si ottiene l’Esagramma 2 ䷁ , Il Principio Ricettivo, la “mamma”, che è anche l’Esagramma Nucleare del 24, mentre quello del 16 è il 39 ䷦ , L’Ostacolo: il ragazzo che prima si nascondeva sotto le gonnelle della mamma ora deve iniziare ad affrontare in prima persona le difficoltà della vita.

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