Andrea Biggio

gennaio/febbraio

“Ciò che succede ora è già avvenuto in passato e accadrà in futuro” 

Sono da poco terminate le feste più care a molti popoli, feste come il Natale, Capodanno, Epifania, e sta per arrivare il Carnevale: queste festività ovunque rappresentano nella stagione invernale un punto simbolico di svolta (dopo il 21 dicembre le giornate hanno ricominciato ad allungarsi) non soltanto nella tradizione cristiana (nascita del Cristo) ma anche negli usi delle preesistenti festività pagane e degli antichi riti della rinascita. I periodi del solstizio d’inverno erano, ovunque nell’antichità, momenti dedicati ai sacrifici: ognuno sospendeva la propria attività per ritornare al focolare domestico per compiere riti propiziatori verso gli avi.
Nella sequenza del Calendario, dunque, dopo l’esagramma n°2 Slancio Ricettivo, associato al periodo del solstizio d’inverno e del riposo (inizi dicembre – inizi gennaio) durante il quale l’oscurità, tutte linee yin, ha raggiunto il massimo della prevalenza sulla luce e l’energia si è concentrata nascondendosi nelle profondità della terra, si prepara il Ritorno, esagramma n°24, nell’incessante ciclo del divenire.

Il Mito dell’Eterno Ritorno

Gli studiosi della mitologia distinguono due tipi di tempo: un tempo sacro e un tempo profano, un tempo razionale e un tempo mistico, un tempo che procede in avanti e una circolarità senza tempo. James Hillman, citando Plotino il suo filosofo preferito, ci ricorda che il tempo è ciclico. “Ciò che succede ora è già avvenuto in passato e accadrà in futuro, in modo se non esattamente identico, uguale a un qualche livello essenziale. La ripetizione ciclica riflette il tempo eterno del cosmo. La vita mutevole del mondo è governata da schemi divinamente immutabili, o forze archetipiche. La vita nel nostro mondo procede secondo il tempo profano, ignara perlopiù dei modelli mitici che va riproducendo, ineludibilmente. Noi non vediamo che il nuovo è il vecchio che, compiuto il cerchio, si ripresenta, non ci rendiamo conto che per capire il nuovo dobbiamo ritornare al vecchio. ma eterno ritorno significa anche tornare a rivolgersi alle cose eterne.”

復 Fù – L’ideogramma significa ristabilire, restaurare, ritornare, rivenire

E’ composto, nella sua forma arcaica, da due parti, a sinistra, un uomo (stilizzato) che va proprio verso sinistra e, a destra, un vecchio villaggio con, sotto, l’idea di passi: quindi un uomo che andando si rigira indietro e ritorna sui suoi passi, torna dove è già stato.

L’esagramma 24, Il Ritorno, significa ri-venire (10° Ala, segni misti): esso è infatti rappresentativo del periodo che segue il solstizio d’inverno quando l’oscurità, che aveva raggiunto il suo culmine, chiude la fase del ciclo discendente per lasciare spazio al ritorno del principio luminoso ascendente. Il grande Tao genera l’Uno (la lineayang che nasce dal basso).
E’ il momento in cui ogni anno, o ogni giorno a mezzanotte, oppure ad ogni istante di espirazione, si muore per rinascere a sé stessi subito dopo. Si ritorna all’origine, alla sorgente, affinché il tempo ciclico dell’energia che sta riaffiorando, possa avviare una nuova fase ascendente. Questo esagramma indica il ritorno alla Via (Dao) perché è legato al Re, al sovrano che è in noi, al Cuore. Si tratta dell’avvio quasi impercettibile di un movimento di rinnovamento: il flusso vitale concentrato nelle radici riprende la sua marcia espansiva verso l’alto, rappresentata dal tuono (trigramma inferiore) che erompe da sotto terra (trigramma superiore). E’ inverno e la potenza vitale, simboleggiata da questa scossa ancora nascosta, ha bisogno di essere fortificata col riposo senza dispersioni premature e quindi inutili: prima dell’attività sono necessari ancora raccoglimento e concentrazione.

La strategia

Quando un fenomeno raggiunge il suo apogeo, non può che cominciare a mutare nel suo opposto. Il germe della luce (la linea yang sotto) nasce nel cuore dell’oscurità (le linee yin). La forza ritorna, bisogna incoraggiarne il movimento ancora molto giovane. Non forzate le cose (wu wei) perché tutto arriverà al momento giusto (timing) e potranno persino esserci delle piacevoli sorprese.

Il potenziale di situazione per il management

Finalmente un giro di boa per il manager: la forza d’iniziativa rinasce, se ne cominciano a vedere i primissimi segnali. E’ bene incoraggiare questo nuovo movimento ancora poco percettibile, ma senza forzare le cose a crescere. Bisogna saper riconoscere in esso un processo di rinnovamento che comincia ed accompagnarlo con dolcezza e con molta fiducia. Attenzione a non farsi prendere da ansia e febbrilità nei progetti che interessano. Il tempo della piena azione ancora non è arrivato e le energie vanno conservate e preservate proprio per quel momento, perché comunque “Il Ritorno” contiene una promessa di sviluppo ed evoluzione, i cui contorni sono ancora indeterminati e non ben discernibili ai nostri occhi.

Alimentazione e cucina

Nell’Alimentazione L’INVERNO è associato all’ energia dell’ACQUA. Gli organi che si associano simbolicamente a questa energia sono Reni e Vescica. La loro funzione è quella di filtrare il sangue e trasformare in urina tutto ciò che viene scartato dal sistema digerente. I Reni sono incaricati della trasmissione della vita della procreazione e dunque della sessualità; ma anche di tutte le creazioni comprese quelle artistiche e spirituali; i reni sono i depositari del passaggio “dal potenziale al reale “.I reni, infatti, hanno l’incarico del passaggio dal Cielo Anteriore al Cielo Posteriore, cioè dalla potenza all’atto, dal virtuale al reale, all’incarnazione. Sono emblematicamente legati all’Acqua, prima origine della nascita e della vita, luogo e sorgente delle trasformazioni, essenza, matrice, origine invisibile ma anche potenza; la potenza del grano che, sotto la terra coperta di neve, già contiene tutto l’albero nel suo divenire. Se abbiamo reni forti e pieni di vitalità sperimentiamo coraggio, resistenza, e energia sessuale. Essi sono legati soprattutto all’emozione della paura e delle nostre attitudini di reazione alle cose della vita e quindi ci parlano delle nostre resistenze, sia quelle profonde (morte e sopravvivenza) che quelle relazionate ai cambiamenti della vita. I problemi renali possono indicare difficoltà nel trovare stabilità nella nostra vita e nel trovare il giusto mezzo tra l’attività, l’aggressività e la difesa, da una parte, che appartengono al rene sinistro, e la passività, l’ascolto, e la fuga che appartengono al rene destro. E’ per tale motivo che le tensioni renali ci possono comunicare la difficoltà di decidere della nostra vita e fare di conseguenza ciò che conviene perché possano realizzarsi i nostri obiettivi!
In questo periodo, è bene continuare a rafforzare il sistema immunitario (che ci protegge dal freddo) con sali minerali di buona qualità, quelli vegetali, e quindi con cereali integrali biologici/biodinamici e verdure (cotte) di terra e di mare (alghe) mangiati quotidianamente; ai quali potremo aggiungere agevolmente un poco più di grassi sani (oli e semi oleosi). Il cibo tipico che rappresenta l’espressione dell’elemento Acqua, perché ne agevola la funzione, sono i legumi: quindi non facciamoceli mancare neanche un giorno; l’energia dell’Acqua viene validamente supportata anche da verdure ad energia compatta come le carote e la bardana. In generale, è necessaria molta attenzione a non ingerire troppi liquidi e cibi acquosi e umidi come per esempio spremute, succhi, frutta fresca e pomodori crudi. Bisogna “yanghizzare” il cibo, cioè cuocerlo bene e fargli perdere acqua e umidità in modo da rafforzare i reni… dimenticando la storiella raccontata da molti medici “ufficiali” che bisogna bere sempre litri di acqua al giorno! Cosa è bene consumare in questo periodo, oltre a una buona dose di legumi? Riso, innanzitutto, per la purificazione del sangue; le verdure di mare (alghe) contro i calcoli renali ed un buon sale marino (possibilmente mediterraneo e siciliano in particolare), tamari e miso. Tra i legumi dare la prevalenza agli azuki, alla soia nera ed ai fagioli rossi (dalla forma simile a quella dei reni) consumandone anche una trentina di grammi al giorno, cotti con l’alga kombu!

(Immagine tratta dalle carte dell’I Ching di Holitzka)

andreabiggio34@gmail.com

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