Sengai - Universo 1

Cerchiotriangoloquadrato: così Sengai dipinge l’universo. Il cerchio rappresenta l’infinito, che è il fondamento di tutti gli esseri. Ma l’infinito in se stesso non ha forma. E l’uomo, dotato delle facoltà sensoriali ed intellettive, ha bisogno di forme tangibili: ecco perchè il triangolo, origine di ogni forma, prima fra tutte il quadrato. Il quadrato è un doppio triangolo e questo processo di duplicazione va avanti all’infinito dando luogo alla moltitudine delle cose definita dai filosofi cinesi “le diecimila cose“, cioè l’universo. […]

Di queste tre figure, o forme, si può dare un’altra interpretazione più tradizionale. Sengai aveva famigliarità tanto con lo Shingon, la setta buddhista che fa uso dei mantra, quanto con lo Zen. Apprezzava lo Shingon perché insegnava l’identità dell’esperienza corporea (rupakaya) e della realtà ultima (dharmakaya). La prima viene qui rappresentata da un triangolo che assurge a simbolo del corpo umano nei suoi tre aspetti: fisico, linguistico (o intellettivo) e mentale (o spirituale). Il quadrato raffigura il mondo oggettivo costituito dai quattro elementi fondamentali (mahabhuta): terra, acqua, fuoco e aria. Il dharmakaya, la realtà ultima, è il cerchio cioè la forma senza forma. In genere abbiamo una visione dicotomica dell’esistenza – forma (rupakaya) e senza forma (arupa), oggetto e soggetto, materia e spirito – e riteniamo che questi termini siano in contraddizione e si escludano a vicenda. Sia lo Shingon che lo Zen invece, si oppongono a tale concezione sostenendo che forma e senza forma, o vuoto (sunya), coincidono.

(Daisetsu Teitarō Suzuki, Il maestro zen Sengai – Poesie e disegni a china, ed. Guanda)

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