FRIEDRICH HEGEL

Si getta in aria alla China un numero di verghe, e dal modo in cui cadono si predice l’avvenire

Per par condicio, dopo il parere favorevole di Gottfried Wilhelm von Leibniz sul Libro dei Mutamenti, riportiamo anche quello, decisamente critico, di Friedrich Hegel.

“La coscienza della degradazione morale si mostra pure nella grande diffusione della religione di Fo [Fu Xi], la quale pone come il supremo e l’assoluto, come Dio, il niente, ed ammette il disprezzo dell’individuo come la più grande perfezione. Questa annullazione dell’individualità fa nascere necessariamente una grande superstizione tra i chinesi; superstizione che regna anche tra quelli che sono giunti ad un grado superiore di libertà. Si getta in aria alla China un numero di verghe, e dal modo in cui cadono si predice l’avvenire [1]. In ogni intrapresa importante si chiede consiglio agli indovini; e nell’Y-King [I Ching] son date certe linee che presentano le forme e le categorie fondamentali di quest’arte, per cui questo libro è pur chiamato il libro del destino. Si ascrive un significato alla combinazione di tali linee, e le profezie si deducono da un tal fondamento.”

da Friedrich Hegel, Filosofia della storia (citato da Selene Ballerini in I Ching – L’arte del mutamento, ed. Venexia).

NOTE
[1] probabile riferimento al metodo di consultazione dell’I Ching con gli steli di millefoglie in cui si utilizzano 50 steli che non vengono però “gettati”, ma divisi in gruppi secondo una specifica procedura per determinare il responso oracolare.

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