Elisabeth Rochat de la Vallée

Cinque è il numero dell’armonia assoluta, la grande caratteristica del Centro, sia spaziale che temporale. Armonizzare i momenti del tempo, le stagioni, è fare in modo che esse scivolino le une verso le altre e si trasformino l’una nell’altra a tempo dovuto.

IL SIMBOLISMO DEI NUMERI NELLA CINA TRADIZIONALE

«La Via dà vita in Uno, Uno dà vita in Due, Due dà vita in Tre». Queste righe del capitolo 42 del Daodejing illustrano come l’uso dei numeri sia antico ed essenziale nella Cina tradizionale. Infatti, al di là del loro significato concreto, i numeri si arricchiscono di valori simbolici. Cosi, negli scritti classici, questa dimensione simbolica appare come una chiave di lettura indispensabile per conoscere la cultura cinese o leggere i grandi testi che ne hanno fondato il pensiero; essa è indispensabile per meglio comprendere la medicina, il daoismo o Il Libro delle Mutazioni. Ecco perché questa introduzione di Elisabeth Rochat de la Vallée si cala nella polisemia dei numeri cinesi che, più che indicare delle semplici quantità o dei ranghi, traducono la visione di un ordine del mondo, testimoniando la saggezza che lo fonda. «A partire da un’origine Una, la vita si esprime nell’infinito molteplice».

CINQUE O LA CENTRALITÀ

五WU

Dall’origine e sino alla fine del terzo secolo a.C., la grafia del numero Cinque è una croce, un incrocio: ×, la maggior parte delle volte riquadrato in alto e in basso:

La grafia classica si fissa con la forma di 五.

Alcuni gruppi formati da Cinque componenti sono attestati a partire dalle iscrizioni oracolari; ad esempio si parla di un sacrificio a un gruppo di Cinque spiriti degli antenati o, secondo un’altra interpretazione, di Cinque rituali scaglionati lungo l’anno. I raggruppamenti per Cinque continuano a essere delle serie importanti: sapori, suoni, colori, pianeti, ecc., prima di divenire un poco prima dell’era cristiana, la base delle corrispondenze universali che fondano la cosmologia sui Cinque Elementi (wu xing 五行) 1.

Cinque è allora il numero dell’organizzazione della vita intorno a un Centro, la suddivisione e le relazioni armoniose dei Cinque movimenti di soffi che costituiscono ogni vivente e ogni fenomeno. Numero di tutte le serie composte sul modello dei Cinque elementi e numero del Centro, Cinque regola i cambiamenti e le associazioni di tutti i soffi, organizzati secondo i loro Cinque aspetti importanti.

In grande scrittura, Cinque è scritto 伍: drappello di Cinque uomini, gruppo di Cinque case.

Grafie del carattere

Ipotesi fondate sugli studi linguistici

Queste ipotesi sono state fatte a partire dalla forma antica del carattere: × o

Per la tesi che spiega la grafia dei numeri con le posizioni della mano e delle dita, il carattere Cinque rappresenterebbe la mano vista con le Cinque dita distese e le linee che si incrociano sul palmo.

La tesi che sostiene il prestito fonetico propone un carattere di pronuncia simile: un carattere che significa una spola vuota o un carattere che mostra una corda simboleggiata dall’intreccio dei fili.

La tesi tradizionale, il Shuowen

La croce × indica l’unione e le mutazioni dello yin e dello yang, e i due tratti in alto e in basso 二 evocano il Cielo e la Terra; i soffi cambiano nello spazio mediano e si organizzano secondo i Cinque elementi:

«Cinque (wu 五), sono i Cinque elementi. Il carattere presenta il segno 二 che indica che è tra il Cielo e la Terra che lo yin e lo yang s’incrociano e mutano».

Passaggio da Quattro a Cinque

Quattro segna la divisione nella massa dei soffi yin e yang che riempiono lo spazio mediano tra Cielo e Terra, in modo da distinguere alcuni grandi principi organizzatori come le Quattro direzioni e le Quattro stagioni.

Cinque riunisce a partire da un Centro i soffi distinti; il Centro è il loro miscuglio, la loro compenetrazione.

Come Tre era il miscuglio dei Due componenti la coppia, Cinque è il riunirsi dei soffi differenziatisi in Quattro. In entrambe i casi, l’armonia del composto è essenziale. Tuttavia vi è una differenza di livello; il Cinque fa apparire un Centro, mentre il Tre fa apparire un mediano. Questo Centro accoglie, raccoglie tutti i soffi e diviene il loro principio di organizzazione. Tramite il Centro, questi soffi, al presente differenziati, comporranno un insieme armonioso e si distribuiranno a partire dal Centro secondo dei movimenti bene regolati. Il Cinque giocherà, in questo senso, il ruolo di catalizzatore, una specie di forza centrale e dinamica che si svilupperà in tutti i dispositivi spazio-temporali, dello spazio e del tempo.

Le Quattro direzioni dello spazio fanno apparire un Centro che le riunisce e le organizza per costituire lo spazio in cui vivere, la regione centrale, per eccellenza, la Cina (zhong guo 中國). Le Quattro direzioni e il Centro sono i Cinque settori dello spazio (wu fang 五方).

Cinque ha dunque un duplice aspetto: da una parte indica l’apparizione di una quinta posizione, la posizione centrale; dall’altra, questa quinta posizione, che permette la compenetrazione delle altre Quattro, fa apparire Cinque qualità di soffi: le Quattro qualità specifiche dei soffi e una quinta qualità che è in modo specifico la capacità di riunire e di armonizzare. Nel corpo, la Milza ne è un esempio chiaro 2.

Cinque è così il numero dell’armonia assoluta. Armonizzare è ben presto la grande caratteristica del Centro, sia che esso sia spaziale o temporale. Armonizzare i momenti del tempo, le stagioni, è fare in modo che esse scivolino le une verso le altre e si trasformino l’una nell’altra a tempo dovuto. Che la primavera arrivi in primavera e che succeda all’inverno e che prepari l’estate è un effetto dell’armonia legata ai soffi del Centro. È così che le Quattro stagioni divengano Cinque momenti del tempo, perché ciò che li armonizza, li lega, li unisce è la quinta qualità del soffio 3.

Cinque assumerà dunque un ruolo di Centro e un ruolo di fondamento.

Organizzazione centrale

L’ordine più antico della presentazione dei Cinque Elementi evoca un incrocio che è l’integrazione tra Quattro e Uno:

«Uno l’Acqua, Due il Fuoco, Tre il Legno, Quattro il Metallo, Cinque la Terra» 4.

Il testo pone così due assi: prima uno verticale, dall’Uno al Due, dal basso (Acqua) in alto (Fuoco); poi uno orizzontale, da Tre a Quattro, da sinistra (Legno) a destra (Metallo), designando una croce che, al suo centro, in quinta posizione, costituisce la Terra, definita capace di ricevere le semenze e di dare i raccolti.

Figura 1 – I Cinque elementi sono: l’Acqua, corrispondente all’inverno e al Nord, in basso al nadir; il Fuoco, corrispondente all’estate e al Sud, in alto allo zenit; il Legno, corrispondente alla primavera e all’Est, è a sinistra; il Metallo, corrispondente all’autunno e all’Ovest, è a destra. La Terra al Centro.

I soffi differenziati si incontrano e fanno apparire un Centro verso il quale tutto converge e dal quale tutto emana. Tra la recezione e la distribuzione vi sono tutte le trasformazioni, le mutazioni che non sono null’altro che il mutuo gioco dei soffi intrecciati al Centro.

Come lo yin/yang esiste unicamente per e nell’incrociarsi dello yin e dello yang, Cinque è il risultato dello yin/yang, ma, come abbiamo visto, a un altro livello che è il Tre. Tre è l’emergere dei soffi che si manifestano nei e per gli esseri viventi, i Diecimila esseri. Cinque sono questi stessi soffi che uniscono le loro specificità apparse con il Quattro, per organizzarsi e armonizzarsi.

La dottrina dei Cinque Elementi (agenti o fasi) esplica il fatto che le manifestazioni dei movimenti fondamentali dei soffi sono organizzate per Cinque. Il loro essere intrecciati è la base della costituzione di un essere ed è l’organizzazione della vita di cui tutti gli aspetti potranno essere classificati per Cinque.

Il Cinque rappresenta la costituzione di un Centro organizzatore, di un’organizzazione interna, a partire dalla quale si effettua la messa in movimento e la regolazione delle differenti modalità del soffio che agisce sulla Terra, identificate come i Cinque Elementi. Questa regolazione include tutti i rapporti del Centro con la periferia, dell’interno con l’esterno e pure con tutte le relazioni interne dei diversi soffi; tutto è organizzato secondo criteri analogici per Cinque.

In quanto organizzatore, il Cinque presiede alle mutazioni, ai cambiamenti e alla trasformazioni, a partire dal Centro dove un essere si costruisce. Il Cinque definisce le differenti modalità di attività dei soffi e regola le loro azioni, le loro reazioni, le loro interazioni. I Cinque elementi nella natura e i Cinque organi, zang, nel corpo sono l’organizzazione fondamentale, base della strutturazione e dello sviluppo di un essere vivente.

Il Cinque è anche la base per classificare il molteplice e i diversi infiniti. A partire da Cinque, si hanno tutte le permute dei vari soffi; si hanno dunque possibilità infinite di composizione all’interno di un organismo, di un fenomeno, di una data categoria. Tuttavia non bisogna perdere di vista che queste Cinque qualità fondamentali, organizzatrici della diversità, custodiscono ed esprimono l’unità 5.

Il 5 occupa la posizione centrale anche nella successione dei numeri da 1 a 10; divide 10 in 2. Una delle conseguenze è che la somma dei due numeri prima e dopo il 5, nella stessa posizione, è sempre uguale a 10 (4+6, 3+7, 2+8, 1+9).

Questi numeri da 1 a 10 sono suddivisi tra Cielo e Terra: al Cielo si riferiscono i numeri dispari, yang, che sono in numero di Cinque, e alla Terra si riferiscono i numeri pari, yin, pure in numero di Cinque 6.

«Il Cielo Uno, la Terra Due, il Cielo Tre, la Terra Quattro, il Cielo Cinque, la Terra Sei, il Cielo Sette, la Terra Otto, il Cielo Nove, la Terra, Dieci. Cinque numeri per il Cielo e Cinque per la Terra. Le Cinque posizioni si accordano mutualmente e ognuna trova la sua riunione (ciò a cui si congiunge); i numeri del Cielo sono 25 e i numeri della Terra 30. In totale i numeri del Cielo/Terra sono 55. Tramite essi, si compiono I cambiamenti e le trasformazioni e sono condotti gli Spiriti del Cielo e della Terra » 7.

La somma dei numeri dispari 1+3+5+7+9 è uguale a 25, mentre la somma dei numeri pari: 2+4+6+8+10 è uguale a 30. Si arriva dunque a un totale di 55, che può anche essere compreso come 50, o come 5×10+5. Tramite le operazioni tra 5 e 10, si rappresentano perfettamente e esaurientemente l’insieme del mondo, i movimenti organizzati e le attività rintracciabili che vi si svolgono. I numeri permettono così di comprendere le trasformazioni incessanti, la cui origine resta nel mistero degli Spiriti.

Il Cinque è pure il perno tra i numeri di generazione (sheng 生) e i numeri di compimento (cheng 成). Ogni numero da 1 a 5 si unisce con un numero da 5 a 9 (o da 6 a 10). I numeri da 1 a 5 sono dei numeri di produzione, che donano vita (sheng 生), mentre i numeri da 5 a 9 (o da 6 a 10) sono dei numeri di compimento, che formano e costituiscono gli esseri (cheng 成). Così nel Hongfan, ogni numero da 1 a 5 è associato a un elemento, facendo virtù comune con lui, perché vi è un’analogia profonda, persino una potenza tra l’Uno e l’Acqua, il Due e il Fuoco, il Tre e il Legno, il Quattro e il Metallo, il Cinque e la Terra. Gli elementi sono le condizioni di apparizioni della vita, sono le Cinque modalità del soffio che costituiscono l’uomo. Ma se si vuol parlare di realtà costituite, si utilizzerà l’altra serie di numeri, ottenuta, aggiungendo 5 a ognuno dei 5 primi numeri. Così il numero dei Reni, in quanto organo legato all’Acqua, è Sei (5+1) e quello del Fegato, in quanto organo legato al Legno, è Otto (5+3). I Reni sono l’espressione concreta e particolare dell’elemento Acqua nel corpo; il Fegato del Legno.

Quando il primo Imperatore, Qin Shihuangdi, prese il potere dopo aver riunificato la Cina, adottò la virtù dell’Acqua e regnò in suo nome; di conseguenza egli mise in atto le virtù dell’Acqua, rappresentata dal numero Uno, decretando dei cambiamenti negli usi, prendendo per norma il numero Sei (1+5):

«Per le vesti e gli abiti, per i guidoni in pelo e quelli di piume e per gli stendardi, si mise in auge il nero. Nei numeri, Sei fu il campione; le placche dei contratti e i cappelli ufficiali furono tutti di Sei pollici e i carri ebbero Sei piedi; Sei piedi fecero un passo; i cavalli da tiro furono Sei…» 8.

Il Centro in medicina

In medicina, l’organo che è messo in relazione con il Cinque è la Milza che è uno dei Cinque organi zang 9; allo stesso titolo degli altri quattro, la Milza è responsabile del funzionamento di una qualità specifica del soffio in tutti i settori della vita, dal più corporale al più spirituale. Poiché esprime i soffi dell’elemento Terra, la Milza è responsabile delle forme del corpo, cioè delle carni; dell’assimilazione delle essenze (→) e l’elaborazione dei nutrienti da ripartire in tutti gli organi (cioè nei Cinque zang) e ovunque nel corpo (cioè nei Quattro arti); della costituzione dei liquidi corporali e della loro distribuzione; della ricezione delle percezioni e delle informazioni e del loro metterli in relazione con i ricordi, cosa che costituisce la tessitura del pensiero che si presenta al Cuore. La qualità propria dei soffi della Milza è dunque di agire come un Centro 10: in quanto Centro, la Milza riceve tutto ciò che deve essere assimilato con la digestione e lo distribuisce nelle Quattro direzioni. La Milza assicura l’armonia; sostiene e nutre i Cinque organi zang e i Quattro arti. La qualità dei suoi soffi e la sua posizione centrale sono in effetti una stessa cosa vista su due aspetti che si può a mala pena dire differenti e certamente non distinti.

Cinque come fondamento

Tenere la posizione Cinque può tradursi nel tenere la posizione centrale, come abbiamo appena visto. Ma questa può essere anche una posizione di comando, in alto, o anche di fondamento, cioè in basso, alla base. Così l’elemento Terra e la sua capacità di armonizzare possono trovarsi associati al Centro topografico, all’organo Milza nei testi di medicina, ma anche al Cuore, organo sovrano, in altri testi.

Il Centro è la posizione del Sovrano, poiché è il luogo di controllo e di comando in tutte le direzioni. In qualsiasi esagramma dell’Yijing, la quinta linea è quella del Sovrano (jun 君).

Questa capacità di comando e di armonizzazione può essere vista come un fondamento. Nello scorrere dell’anno, la qualità della Terra, associata al Cinque, si trova talvolta all’inizio dell’anno; «il momento dell’anno in cui il Cinque assicura l’armonia» 11 è quello che permette lo svolgersi armonioso e regolare delle stagioni e può dunque avere il suo posto all’inizio del calendario che presenta l’anno.

L’elemento Terra può essere considerato come la madre degli altri Elementi, perché essa li contiene e li nutre tutti. Per questo, l’espressione del soffio proprio all’elemento Terra nei differenti campi può servire da fondamento alle altre espressioni di soffi in questi stessi campi. Così il suono, il colore, il sapore legato alla Terra sono spesso visti, in alcuni testi antichi, come ciò che permette l’espressione giusta degli altri.

«Nelle note vi sono Cinque suoni; il gong le regge. Nei colori vi sono Cinque tinte; il giallo li regge. Nei sapori vi sono Cinque modificazioni [di gusto]; il dolce le regge. Nell’ordine [dei Cinque elementi], vi sono sostanze; la Terra le regge. Questa è la ragione per cui, quando la Terra è raffinata genera il Legno; quando il Legno è raffinato genera il Fuoco; quando il Fuoco è raffinato genera le nubi; quando le nubi sono raffinate, generano l’Acqua; quando l’Acqua è raffinata ritorna alla Terra» 12.

Gong è il nome della prima nota, base delle altre; essa è correlata all’elemento Terra, al colore giallo e al sapore dolce o zuccherato. Si noti il posto della Terra all’inizio del ciclo di successione delle potenze degli Elementi.

Cinque e Uno

Un altro modo per guardare l’armonia del Centro e del Cinque è quello di considerare la potente capacità di armonizzare del Cinque non più come fondamento, ma come coabitazione delle differenti qualità di soffi. Cinque permette ai differenti soffi di partecipare insieme alla vita di un essere, di comporre l’insieme di una serie (colori, suoni, ecc.).

Il Cinque esprime la totalità, mostrandone le differenti sfaccettature, essendone la sua organizzazione interna, ma senza rompere l’unità intrinseca. Il Cinque serve a classificare ciò che è all’interno della totalità unificata, in funzione delle qualità di soffi specifici a ogni elemento. Sono delle specie di categorie a priori, che servono a indicare l’aggancio al mondo secondo la concezione culturale predominante nel mondo cinese.

Si conta dunque Cinque e non di più; ma a partire da qui, si hanno tutte le possibili o piuttosto tutte le possibilità di rubricare e classificare i fenomeni concreti che si offrono alla conoscenza. Cinque colori permettono di conoscere nelle loro qualità intrinseche tutti i colori possibili, comprese tutte le sfumature ancora da inventare. I Cinque suoni comprendono quelli che non abbiamo ancora sentito e possono essere usati per catalogare tutto ciò che può essere percepito dall’orecchio. I Cinque sapori permettono agli chef di inventare senza tregua nuove combinazioni.

«Il mondo sotto il Cielo ci appare come un recinto in cui nomi e realtà vivono in comune. Si contano unicamente Cinque note, non di più, ma le loro variazioni definiscono l’audizione. Si hanno unicamente Cinque sapori, non di più, ma la loro preparazione definisce il gusto. Si contano unicamente Cinque colori, non di più, ma le loro variazioni definiscono la visione» 13.

Coprendo così la totalità, il Cinque è la quintuplice manifestazione dell’Uno; Cinque è l’armoniosa composizione dei soffi di varie qualità che fanno apparire sia un essere particolare, sia una categoria di esseri o di fenomeni, come i colori e i suoni, gli animali domestici o i cereali … Tutto può e deve essere organizzato per Cinque.

«[Huangdi] si fece signore delle Cinque influenze (i Cinque soffi, wu qi 五氣); mise nella terra le Cinque semenze; fece del bene alle Diecimila tribù e governò i Quattro lati (si fang 四方)» 14.

Si è in presenza di serie classificatrici e non di realtà concrete. Così, i Cinque elementi non sono l’acqua fisica, anche se questa acqua è la migliore espressione dei soffi dell’Acqua. I Cinque colori non sono dei colori percettibili con gli occhi; non essendo un colore particolare, essi possono servire a classificarli tutti. Come per le note musicali; il do che permette di riconoscere tutti i do, non è un do particolare, né l’idea del do, ma ciò che sta dietro a tutti i do. Certamente non si sente mai «il» do, quello che permette di classificare come do un certo numero di suoni, talvolta in apparenza molto differenti, come un do all’organo e un do acuto al fagioletto. Il soffio che è dietro a differenti fenomeni li unisce in seno a uno stesso elemento e permette di stabilire delle corrispondenze. Ciò che unisce la primavera, l’Est, l’alba, gli alberi e le piante, il verde/blu, l’acido, il Fegato, i movimenti muscolari, la collera, la visione è il soffio del Legno.

Si comprende, allora, come tutto ciò che esiste sia organizzato per Cinque. Così si può presentare il Cinque come l’emanazione dell’Uno:

«Li si cerca con gli occhi senza vederne la forma, si tende l’orecchio senza udire i suoni, si seguono le tracce senza raggiungere la sua persona. Poiché dal Senza forma procedono gli esseri che hanno una forma, dal Senza suono si fanno udire le Cinque note, dal Senza sapore si formano i Cinque sapori, dal Senza colore si costituiscono i Cinque colori. Così quelli cha hanno delle forme sono prodotti da ciò che non ne ha e la pienezza sgorga dal vuoto» 15.

Qualche espressione con Cinque

Per quanto abbiamo detto sin qui, esistono numerosissime espressioni con il numero Cinque, la maggior parte sul modello dei Cinque elementi.

I Cinque elementi (wu xing 五行): Metallo, Legno, Acqua, Fuoco, Terra sono i Cinque emblemi con cui si classifica la realtà. Essi analizzano l’unità del movimento vitale, suddividendone i costituenti, e guidano le attività. Essi sono la base della teoria generale delle correlazioni cosmiche, sociali, morali, fisiche, ecc.

Le Cinque virtù (wu de 五德) sono i Cinque fondamenti della condotta: il senso dell’umano (ren 仁), il senso del dovere (yi 義), il senso dei riti o della buona educazione (li 禮), il saggio discernimento (zhi 智), la sincerità o l’affidabilità (xin 信).

I Cinque pianeti (wu xing 五星), con la regolarità del loro percorso, sono un modello per i Cinque movimenti dei soffi della Terra o per i Cinque elementi (wu xing 五行).

I Cinque picchi (wu yue 五嶽) o montagne sacre 16 sono i luoghi simbolici di tutte le qualità dello spazio cinese; su queste montagne l’Imperatore offriva dei sacrifici. Nel taoismo le si chiamava le piattaforme orientate secondo leCinque direzioni; nel laboratorio alchemico il fornello è sulla piattaforma centrale.

I Cinque Sovrani mitici dell’età semileggendaria della Cina (wu di 五帝) rappresentano una visione del potere che si esercita sulla Terra.

I Cinque supplizi (wu xing 五刑) 17 tradizionalmente sono le pene legali alle quali erano condannati le persone colpevoli, usate per mantenere l’ordine sociale.

I Cinque organi (wu zang五藏) sono il Centro organizzato della vita e rappresentano il livello superiore dell’animazione. Il Fegato, il Cuore, la Milza, il Polmone, i Reni dirigono la vitalità a tutti i livelli, esprimendo, ognuno, uno dei Cinque elementi e l’equilibrio grazie al gioco delle produzioni e delle dominazioni, secondo le leggi dei Cinque elementi. Essi rappresentano tutti i soffi del corpo e tutte le loro relazioni. Ogni attività fisiologica o psicologica può essere ricondotta a uno di questi organi, poiché i Cinque organi zang formano l’unità dell’uomo.

I Cinque voleri (wu zhi 五志) sono le Cinque tensioni o orientamenti interni in ogni organo: l’impetuosità del Legno, che tende a divenire collera per il Fegato; l’allegria del Fuoco, che tende a divenire eccitazione per il Cuore; il pensiero della Terra, che tende a divenire ripetitivo per la Milza; il ripiegamento del Metallo, che tende a divenire prostrazione o tristezza per il Polmone; la prudenza o il ritirarsi dell’Acqua, che tende a divenire timore e paura per i Reni 18.

Le Cinque cariche (wu guan 五官) sono Cinque funzioni ministeriali per assistere il principe; nel corpo sono gli organi di senso sotto il comando del Cuore.

I Cinque colori o aspetti colorati (wu se 五色) sono la rivelazione all’esterno della realtà intima, sotto forma di colori corrispondenti ai Cinque elementi: verde/azzurro corrispondente al Legno, rosso al Fuoco, giallo alla Terra, bianco al Metallo e nero all’Acqua. In medicina, le Cinque variazioni maggiori del colorito del paziente, normali o patologiche, riflettono lo stato dei Cinque organi zang e in generale l’aria, l’aspetto, l’espressione del viso.

I Cinque odori (wu xiu 五臭) sono la suddivisione in Cinque qualità dei soffi che si liberano dagli esseri: il rancido o odore di caprone (corrispondente al Legno), il bruciato o odore di oggetti carbonizzati (corrispondente al Fuoco), l’aroma o odore dei fiori (corrispondente alla Terra), il piccante o odore della carne cruda (corrispondente al Metallo), il fermentato o odore di legno marcio (corrispondente all’Acqua).

I Cinque sapori (wu wei 五味) sono la qualità delle essenze che compongono un essere, un alimento, un nutrimento. L’acido corrisponde al Legno, il dolce alla Terra, l’amaro al Fuoco, il piccante al Metallo e il salato all’Acqua.

Le Cinque note della gamma pentatonica (wu yin 五音) in correlazione con i Cinque elementi, servono come rubriche di classificazione non solamente per i suoni e le arie musicali, ma anche per l’atmosfera, le tipologie, le relazioni nella società, ecc. Nell’antica fonetica, per esempio, sono i Cinque tipi di suono: gutturale, labiale, dentale, nasale, palatale.

Le Cinque relazioni (wu lun 五倫) organizzano la vita sociale, enunciando i principi di comportamento tra le persone, secondo Cinque modelli tipo che rappresentano tutte le situazioni possibili: gerarchia o assenza di gerarchia, differenza di generazione, di sesso. Queste Cinque relazioni sono quelle tra principe e suddito, tra padre e figlio, tra marito e moglie, tra figlio maggiore e minore, tra amici.

«È il Cielo che ha stabilito le leggi delle Cinque relazioni sociali; tocca a noi lavorare per far osservare queste Cinque leggi (wu dian 五典 ) ed esse allora saranno in vigore. È il Cielo che ha regolato gli usi dei Cinque ranghi della società (wu li 五禮) 19; tocca a noi lavorare per far osservare queste Cinque usanze e esse saranno osservate diligentemente. Rispettiamo e osserviamo di comune accordo (queste leggi e queste usanze) e l’armonia delle passioni e dei sentimenti regnerà in tutti i cuori (he zhong 和衷). È il Cielo che dà le cariche agli uomini virtuosi; oh! i Cinque tipi di vesti (wu fu 五服), i Cinque tipi di ornamenti (wu zhang 五章) devono distinguerli! È il Cielo che punisce i colpevoli; oh! i Cinque grandi castighi (wu xing 五刑) e le loro Cinque applicazioni (wu yong 五用) devono entrare nell’uso! Oh! gli affari pubblici non devono essere l’oggetto di tutti i nostri sforzi» 20!

Le espressioni con Cinque sono senza fine. Si potrebbero ancora citare, senza dilungarsi, le Cinque razze della Cina (wu zu 五族), i Cinque Classici (→) (wu jing 五經), i Cinque animali domestici (wu chu 五畜), i Cinque cereali (wu gu 五穀 ).

Due e Cinque

Il carattere Due 二 è un radicale, cioè fa parte di quei caratteri che servono a classificare tutti gli altri ed entrano a far parte della loro grafia. Il Due, raffigurando l’alto e il basso, il Cielo e la Terra, si apre per accogliere altri tratti nello spazio mediano, generando così altri caratteri. Due 二 è anche il radicale di Cinque, wu, 五.

Due e Cinque, sono lo yin/yang e i Cinque Elementi; la loro somma è Sette, un mettere in azione regolato, e il loro prodotto è Dieci, l’unità ritrovata e compiuta 21.

Più tardi 22, Due e Cinque talvolta sono presentati in opposizione; in questo caso il Due simboleggia la parola, l’espressione, l’azione che dipende da un ministro e il Cinque simboleggia il Centro, la non parola, la non azione che appartiene al sovrano.

Per Tre e per Cinque

Tre Cinque (san wu 三五) è un’espressione che rinvia all’associazione di una serie di Tre e di una serie di Cinque. La Triplice espressione del soffio e la Quintuplice manifestazione delle sue mutazioni si associano per esprimere la vita che emana dall’Uno senza mai rinnegarlo.

L’antichità più o meno leggendaria della Cina è costituita da Tre dinastie (Xia; Shang; Zhou) e dai Cinque Imperatori leggendari. In un contesto più preciso, i Tre fondatori delle Tre dinastie sono associati ai Cinque egemoni del periodo delle Primavere e degli Autunni 23.

Nel Cielo, stanno i Tre (luminari: il sole, la luna, le stelle) e i Cinque (pianeti). Nel cosmo, le Tre (potenze: Cielo, Terra e Uomo) si associano ai Cinque (elementi).

Nel taoismo, Tre orifizi (orecchie, naso, bocca) si associano ai Cinque organi zang. Nel lavoro alchemico, vi sono Tre modi per ottenere il numero Cinque, addizionando il numero proprio all’elemento corrispondente a ognuno dei Cinque organi: 3 (Legno, Fegato) + 2 (Fuoco, Cuore) = 5 come simbolo dello Spirito originario; 1 (Acqua, Reni) + 4 (Metallo, Polmone) = 5 come simbolo del Soffio originario; il 5 (Terra, Milza) rappresenta il pensiero. Questi tre settori sono riuniti nell’Uno, simbolo del neonato o dell’elisir d’oro. Vi è allora l’Unità dei Tre-Cinque (san wu yi 三五一).

Parlando degli esseri viventi tra Cielo e Terra, il capitolo terzo del Suwen dice: «Cinque li fa vivere, Tre li insuffla (qi sheng wu qi qi san 其生五其氣三)» per significare che la loro vita si organizza per Cinque e i loro soffi animano per Tre. Tutti i movimenti e le trasformazioni dei soffi sono regolati dai Cinque organi.

Allo stesso modo lo Xici dichiara: «Per Tre e per Cinque (san wu 參伍) si fanno i cambiamenti. Essi mischiamo e intrecciano i loro numeri».

Il Huainanzi sviluppa le relazioni su base Tre e Cinque esattamente come il Suwen parlava di Tre soffi e di Cinque organi.

«Per gestire gli affari convengono le serie per Tre e gli accoppiamenti per Cinque» 24.

«Un tempo, i Cinque imperatori e i Tre re, quando esercitavano il potere e propagavano il loro insegnamento, si obbligavano ad agire secondo il principio delle “Tre serie e dei Cinque accoppiamenti” (san wu 參五). Di che cosa si tratta? Levando gli occhi, prendevano i loro emblemi dal Cielo; abbassandoli, prendevano le loro misure dalla Terra; guardando al Centro, prendevano le loro leggi dall’uomo. È allora che essi stabilirono il cerimoniale di corte del Palazzo delle luci (ming tang 命堂) e ne applicarono gli ordinamenti, per regolare i soffi yin e yang, per armonizzare l’articolarsi delle Quattro stagioni (he si shi zhi jie 和四時之節) e per evitare le calamità dovute alle infezioni e alle malattie. Abbassando gli occhi, essi osservarono le linee della Terra (di li 地理) per instaurare le regole e le misure. Esaminando l’utilizzo appropriato dei monti e dei terreni, dei fiumi e dei laghi, dei suoli fertili o sterili, elevati o bassi, essi diedero impulso alle attività e produssero le ricchezze per allontanare le calamità che sono la fame e il freddo. Guardando al Centro, essi considerarono la virtù dell’uomo per instaurare i riti e la musica e praticarono il dao (道) dell’umanità e della giustizia (ren yi 仁義) per governare i rapporti sociali e dissipare i mali che sono la tirannia e il disordine. Poi, disposero secondo un ordine chiaro le rispettive nature del Metallo, del Legno, dell’Acqua, del Fuoco e della Terra.

Con lo stabilire il sentimento di affezione tra padre e figlio, fondarono la famiglia. Con il distinguere i numeri – che fanno sì che le Cinque note siano acute o gravi e che i Sei tubi musicali si generino mutualmente – per stabilire la giusta relazione tra sovrano e ministro, fondarono lo Stato. Con l’osservare la successione delle Quattro stagioni e i loro mesi, per stabilire i rapporti rituali tra giovani e vecchi, fondarono le funzioni del governo. Ecco qui quello che si chiama il principio delle Tre serie (san 參). Quanto a instaurare la relazione di dovere tra sovrano e ministro, il sentimento di affezione tra padre e figlio, la distinzione tra marito e moglie, la gerarchia tra giovani e vecchi, il legame tra amici e compagni, è ciò che chiamiamo il principio delle Cinque coppie (wu 五 )» 25.

Si hanno dunque Tre espressioni (la triplice manifestazione), in Cielo, sulla Terra e nello spazio mediano dove vivono gli uomini, dei soffi che fondano i rapporti tra superiori e inferiori; si hanno l’alto e il basso e ciò che sta tra essi. Poi le Cinque relazioni sociali, che si estendono a tutti i membri della società nei rapporti sia egualitari che gerarchizzati. Si ritrovano così i valori propri del Tre e del Cinque in una presentazione che pretende di organizzare armoniosamente l’insieme dei soffi della società.

Il susseguirsi delle fasi della costituzione di un essere che man mano prende forma, da essere embrione sino a divenire neonato, può, anch’essa, essere espressa per Cinque. Lo attesta, ad esempio, un brano del Guanzi 26, che non ha pretese mediche particolari e che è anteriore all’organizzazione definitiva delle corrispondenze tra i Cinque Elementi, gli organi, i sapori, le parti del corpo, ecc.:

«L’uomo è acqua. Quando vi è unione (he 合) delle essenze-e-soffi (jing qi 精氣) di un uomo e di una donna, l’acqua, scorrendo, prende una forma. A tre mesi mastica; che cosa mastica? I Cinque sapori. Che cosa fanno i Cinque sapori? I Cinque organi (wu zang 五藏): l’acido domina la Milza; il salato, il Polmone; l’acre, i Reni; l’amaro, il Fegato; il dolce, il Cuore. I Cinque organi zang una volta completati, producono i Cinque [costituenti] interni (nei內): la Milza produce il diaframma; il Polmone, le ossa; i Reni, il cervello; il Fegato, la pelle; il Cuore, le carni. [….] Al Quinto mese di gestazione, tutto è completato (cheng 成) e al decimo mese, il nuovo essere nasce (sheng 生)» 27.

In molti altri testi, è al settimo mese che il feto è compiuto. Ma qui il testo insiste sul valore costitutivo del numero Cinque. Per Cinque tutto è avviato, organizzato. Per 2 volte 5, Dieci, tutto è compiuto e formato.

(Leggi l’articolo sul numero 4, la suddivisione »)

NOTE

1 I Cinque elementi possono anche essere chiamati Cinque agenti o Cinque fasi.

2 Si veda poco oltre.

3 Secondo i casi e i bisogni, questa qualità di soffi, chiamata Quinta stagione, si riscontrerà in differenti momenti dell’anno: più spesso tra l’estate e l’autunno o anche tra ciascuna delle Quattro stagioni.

4 Shujing, cap. Hongfan. Testo verisimilmente redatto verso la fine del IV secolo a.C.

5 Si veda il paragrafo: Cinque e Uno.

6 Se si prende la serie numerica da 1 a 9, al posto di quella da 1 a 10, Cinque può mantenere la sua posizione centrale; si hanno allora Cinque numeri (dispari) per il Cielo, lo yang (1, 3, 5, 7, 9), ma solamente Quattro numeri (pari) per la Terra, lo yin (2, 4, 6, 8).

7 Xici: prima parte, Sezione 9. Si veda l’Appendice, la scelta di testi classici a pag. 000.

8 Shiji, cap. 6 – Trad. E. Chavannes.

9 I Cinque organi sono: il Fegato che corrisponde all’elemento Legno, il Cuore all’elemento Fuoco, la Milza all’elemento Terra, il Polmone all’elemento Metallo, i Reni all’elemento Acqua. (ndc)

10 In quanto Uno, il Cuore è Centro del non-sensibile, del senza forma, mentale, morale, del giudizio, delle relazioni con il Cielo, mentre la Milza è Centro delle forme sensibili e di ciò che rinnova queste forme, la Terra.

11 Cfr.: Guanzi, cap.8, Youguan.

12 Huainanzi, cap.4, trad. Rémi Mahieu, Pléiade.

13 Huainanzi, cap.1- trad. C. Larre, in Les Grands Traités du Huainanzi cit.

14 Shiji, cap.1 – Trad. Chavannes.

15 Huainanzi, cap.1- trad. C. Larre.

16 I Cinque picchi sono: a Est il Taishan (che si trova nell’attuale Shandong); a Sud, il Hengshan (che si trova nell’attuale Hunan); a Ovest, il Huashan (che si trova nell’attuale Shaanxi); a Nord, il Hengshan (che si trova nell’attuale Hebei); al Centro, il Songshan (che si trova nell’attuale Henan).

17 I cinque supplizi prevedono mutilazioni corporali o castighi sostitutivi.

18 Per le passioni si veda: E. Rochat de la Vallée, La medicina cinese. Spiriti, cuore ed emozioni, Jaca Book, Milano 2008, pp. 65-124 (ndc).

19 Wu li 五禮: i doveri propri delle Cinque classi della società. Essi sono: il re, i principi, i ministri di Stato, i grandi prefetti, i semplici ufficiali oppure secondo un altro elenco: il re, i principi, i ministri di Stato, i grandi prefetti e il popolo.

20 Shujing, Conseils de Gao Yao – Trad. Couvreur.

21 Si veda lo studio del numero Sette e del numero Dieci.

22 Nell’epoca Ming (1368-1644) e in alcuni contesti.

23 Si veda la tabella storica a p. 000 e sulle notizie storiche di questo periodo: C. Larre, Alle radici delle civiltà cinese cit., pp. 21-33 (ndc)

24 Huainanzi cap.9 – Trad. Jean Levi, Pléiade.

25 Huainanzi cap.20, trad. Anne Cheng, Pléiade.

26 Questo brano è stato probabilmente redatto verso la fine del III secolo, inizio del II a.C.

27 Guanzi, cap. 39.

[per gentile concessione della casa editrice Jaca Book]

Elisabeth Rochat de la Vallée
IL SIMBOLISMO DEI NUMERI NELLA CINA TRADIZIONALE
Jaca Book, 2009

Elisabeth Rochat de la Vallée, è laureata in Lettere classiche, in Filosofia e ha studiato la lingua cinese. A partire dal 1970 lavora in collaborazione con il gesuita Padre Claude Larre († 2001) e il Dr Jean Schatz († 1984) sul pensiero cinese e sui testi medici. Dopo un soggiorno a Taiwan (1974-75), con Padre Larre ha collaborato alla fondazione e allo sviluppo dell’Institut Ricci – Paris, di cui è il Segretario Generale fino a marzo 2005. Ora presso l’École Européenne d’Acupuncture è direttrice dell’insegnamento, responsabile delle pubblicazioni e principale docente.
A partire dal 1989 lavora sul Grande Ricci (dizionario enciclopedico cinese-francese), di cui è anche capo redattore dal 1998 a fine 2001, anno di pubblicazione del testo. Insegna, in più di 15 Paesi, in università, scuole o istituti, il pensiero cinese tradizionale, specialmente il Taoismo, la lingua cinese classica, la medicina tradizionale cinese. Ha scritto numerosi libri e articoli su questi argomenti che sono tradotti in varie lingue.

Annunci