Elisabeth Rochat de la Vallée

I numeri cinesi più che indicare delle semplici quantità traducono la visione di un ordine del mondo, testimoniando la saggezza che lo fonda

IL SIMBOLISMO DEI NUMERI NELLA CINA TRADIZIONALE

«La Via dà vita in Uno, Uno dà vita in Due, Due dà vita in Tre». Queste righe del capitolo 42 del Daodejing illustrano come l’uso dei numeri sia antico ed essenziale nella Cina tradizionale. Infatti, al di là del loro significato concreto, i numeri si arricchiscono di valori simbolici. Cosi, negli scritti classici, questa dimensione simbolica appare come una chiave di lettura indispensabile per conoscere la cultura cinese o leggere i grandi testi che ne hanno fondato il pensiero; essa è indispensabile per meglio comprendere la medicina, il daoismo o Il Libro delle Mutazioni. Ecco perché questa introduzione di Elisabeth Rochat de la Vallée si cala nella polisemia dei numeri cinesi che, più che indicare delle semplici quantità o dei ranghi, traducono la visione di un ordine del mondo, testimoniando la saggezza che lo fonda. «A partire da un’origine Una, la vita si esprime nell’infinito molteplice».

QUATTRO O LA SUDDIVISIONE

四SI

Sulle iscrizioni oracolari il numero Quattro, oltre ad avere un valore quantitativo (quattro, quarto), è associato a un fenomeno fondamentale, la suddivisione dello spazio sotto l’autorità del Re. Sulla Terra, il monarca, a partire dalCentro, regna sui Quattro grandi territori che si estendono nelle Quattro direzioni e formano il suo regno, come in Cielo, il Grande antenato, potenza suprema, comanda ai Quattro Spiriti protettori della vita del suolo in ognuno dei Quattro grandi territori; questi Spiriti si manifestano nei Quattro venti.
Mentre per secoli il Quattro si scrisse con quattro tratti sovrapposti sul modello del Due e del Tre

la grafia classica (apparsa sui bronzi degli Zhou orientali 770-222 a.C.)

che si evolse in 四, rappresenta la divisione 八 all”interno di un cerchio che diviene quadrato 口; questo rende possibile tutte le suddivisioni, come quella per Otto della rosa dei venti. Da qui il valore simbolico di Quattro come il prototipo di tutte le distinzioni, perché permette di designare i momenti specifici del tempo o i settori specifici dello spazio. Esso in potenza può far apparire tutti i momenti del tempo e tutti i settori dello spazio.

I Quattro territori (si fang 四方) designano tutte le direzioni dello spazio, come le Quattro stagioni (si shi 四時) sono il modello di tutte le specificità del tempo. Uno stesso carattere si usa per stagione, per ora, per ogni momento determinato del tempo (shi 時), come uno stesso carattere si usa per quadrato, territorio, luogo, area (fang 方).

In grande scrittura, Quattro si scrive 肆: estendersi, disporre, esporre.

Grafia del carattere

Ipotesi fondate su degli studi linguistici

Sono state fatte diverse ipotesi sulla possibile origine della grafia di Quattro 1.

Alcuni studi partono dal principio che tutti o una parte dei numeri siano delle rappresentazioni di posizioni della mano e delle dita. Il Quattro sarebbe nella grafia arcaica

semplicemente una rappresentazione delle dita che indicano la quantità, poiché ogni tratto orizzontale rappresenterebbe un dito. Lo stesso principio spiegherebbe la grafia di Uno, Due e Tre 2.

Secondo un’altra tesi, la grafia dei numeri sarebbe un «prendere in prestito» la grafia di un carattere che ha la stessa pronuncia. La grafia di Quattro che si impose a partire dagli Stati Combattenti (403-222 a.C.) 四; designerebbe una bocca 口 dalla quale fuoriesce un soffio 八, uno sbadiglio, perché il carattere che ha il significato di sbadigliare ha una pronuncia vicina a quella di Quattro.

Sono state fatte altre ipotesi come quella di chi vi legge una raffigurazione di un rinoceronte.

La tesi tradizionale, il Shuowen

La tesi tradizionale del Shuowen si fonda su grafie incise sui bronzi degli Stati Combattenti

e vede nel Quattro (si 四) l’immagine di ciò che si divide, si separa facilmente in due parti: un quadrato, uno spazio definito dai suoi Quattro lati 囗, all’interno del quale si esercita una spinta che separa 八 e che porta a una differenziazione percettibile, sensibile.

«Quattro (si 四), è un numero yin (pari); la divisibilità (fen 分) di Quattro vi è rappresentata».

Differenziazione nell’ammasso dei soffi

Quattro è il movimento dei soffi in espansione che si separano in Quattro ammassi distinti, facendo apparire le Quattro direzioni dello spazio terrestre (si fang 四方) e le Quattro stagioni del tempo celeste percepito sulla Terra (si shi 四時).

La qualità del territorio che si estende a Est della Terra è specifico e nettamente differente da quella dei territori a Ovest, a Nord o a Sud. La vegetazione non è la stessa e pure animali e uomini non sono gli stessi, sia nella loro apparenza fisica che nelle loro tendenze profonde.

Il Huainanzi descrive così gli effetti dell’intensa presenza dei soffi yang nel quadrante Sud della Terra:

«Il territorio meridionale (il Sud, nan fang 南方) è il luogo in cui si accumulano i soffi yang, là dove si trovano calore e umidità. La gente ha un corpo longilineo e a punta nella parte superiore; la loro bocca è grande e i loro occhi larghi; l”orifizio tramite cui comunicano (meglio con l’esterno) è l’orecchio; le circolazioni del sangue (xue mai 血脈) dipendono da questo (dal Sud); il colore rosso comanda il Cuore. Le persone che vivono là sono robuste in giovinezza ma muoiono prematuramente. Questo terreno è adatto per il riso; rinoceronti ed elefanti vi abbondano» 3.

Ogni settore dello spazio viene così descritto a secondo degli effetti specifici dei soffi. Allo stesso modo, ognuna delle Quattro stagioni gioca un ruolo particolare nel ciclo della vegetazione, influenza in modo differente il comportamento degli animali o degli uomini. Un soffio analogo a quello che domina le forme di vita a Sud si esprime durante l’estate. Lo stesso avviene per le altre tre qualità di soffi presentate con il Quattro.

Le Quattro direzioni rappresentano tutte le direzioni possibili. I signori che vengono da tutte le parti dell’Impero a rendere omaggio all’Imperatore entrano simbolicamente nel suo palazzo da una o dall’altra delle Quattro porte:

«L’(Imperatore Shun) ricevette alle Quattro porte del palazzo; e i principi che entravano dalle Quattro porte erano completamente sottomessi» 4.

Tramite la simbologia del numero Quattro, i soffi esprimono le loro differenze. Le loro qualità variate danno forma a dei luoghi e a dei momenti del tempo, ciascuno caratterizzato da un soffio. Quattro dà inizio alla presa di forma e comanda le forme espresse dalla Terra.

Apparizioni delle forme

Apparizione sulla Terra delle possibilità di forme differenti, Quattro non è tuttavia ancora una forma, ma piuttosto il prototipo delle forme.

Quattro simboleggia le forme definite, ma esse non sono definite al punto di essere percettibili, colte con i sensi, palpabili come lo sono gli esseri viventi. Non siamo ancora a livello degli esseri, delle cose costituite che hanno una vita propria.

La primavera è certamente un soffio particolare, ma non è una forma palpabile. È una qualità di soffi che si potrà esprimere in diverse maniere. La primavera non dà le stesse forme; ad esempio la vegetazione è differente, a seconda dei luoghi dove si sviluppa (Nord o Sud, montagne o pianure), a seconda degli anni (se si presenta in anticipo, in ritardo, se fa più o meno caldo o freddo), a seconda dello svilupparsi del suo soffio lungo i Tre mesi (inizio, a metà, alla fine della primavera).

La primavera è piuttosto un’idea generale, la cui manifestazione varia lungo le settimane e secondo i luoghi. Ma è un soffio ben determinato perché si possano chiamare primaverili tutte le sue manifestazioni.

Si potrebbe dire la stessa cosa per le altre stagioni, come pure per i Quattro territori.

Ciò che è gestito per Quattro sono dei modelli, dei simboli; l’esempio più importante è costituito dalle Quattro immagini o figure emblematiche.

Le Quattro immagini

Nell’Yijing,Il Libro delle Mutazioni (→), vi sono Quattro figure emblematiche (si xiang 四象) che sono formate dalla combinazione di due linee yin (discontinue, spezzate – -) o yang (continue −): due tratti yin formano il vecchio yin (taiyin 太陰) e due tratti yang il vecchio yang (taiyang 太陽), un tratto yang in basso e un tratto yin in alto per il giovane yang (shaoyang 少陽) e viceversa per il giovane yin (shaoyin 少陰).

Le si associa facilmente alle Quattro stagioni: vecchio yang, massimo di yang, in estate, e vecchio yin, massimo di yin, in inverno; giovane yang, montata dello yang, in primavera e giovane yin, inizio dello yin, in autunno.

Queste Quattro figure possono quindi rappresentare l’alternanza yin/yang nel tempo, ma sono anche il prototipo di tutte le variazioni del soffio yin/yang durante l’anno, dall’estremo yin (solstizio d’inverno) all’estremo yang (solstizio d”estate), passando per la crescita graduale dello yang, poi di nuovo dall’estremo yang all’estremo yin, passando per il rinforzamento graduale dello yin. Tutte queste tappe includono tutte le modalità di riscaldamento e di raffreddamento, da parte del sole e delle intemperie.

Quattro simboleggia quindi il fatto che possono esistere soffi particolari e miscugli particolari di yin e di yang. Quattro non rappresenta quindi un soffio determinato, ma simboleggia come tutti i soffi specifici possono apparire secondo i diversi giorni dell’anno. La combinazione yin/yang nell’ Yijing,sotto forma del tratto yang continuo e del tratto yin discontinuo, all’inizio fece apparire questi Quattro simboli o figure emblematiche, che segnalano la possibile costituzione di esseri differenziati, di ammassi di soffi particolari in seno al grande ammasso dei soffi. Gli Otto trigrammi, poi i Sessantaquattro esagrammi simboleggeranno il processo di apparizione degli esseri e delle situazioni particolari in continuo cambiamento.

Esempi di raggruppamenti per Quattro

I quattro arti del corpo possono essere considerati in modo diverso a seconda delle molteplici possibilità delle combinazioni yinyang. Vi sono gli arti inferiori (yin) e superiori (yang), quelli di destra (yin) e quelli di sinistra (yang); ognuno presenta una faccia interna (yin) e una esterna (yang). Si può considerare la faccia esterna dell’arto inferiore sinistro e la faccia interna dell’arto superiore destro, ecc. La triplice modalità dei soffi yin e dei soffi yang 5 che percorrono e animano il corpo possono dispiegarsi in Dodici meridiani a sinistra e in Dodici a destra. Tre soffi yin e tre soffi yang – cioè Sei qualità – formano Dodici meridiani qualora li si voglia suddividere a seconda che percorrano gli arti inferiori o gli arti superiori. Questi numeri sono analoghi ai Tre mesi di ognuna delle Quattro stagioni che si dispiegano lungo i Dodici mesi dell’anno. Se si preferisce considerare Ventiquattro meridiani (Dodici a sinistra e Dodici a destra), l”analogia è con i Ventiquattro periodi climatici (jie qi 節氣), di circa quindici giorni ciascuno. Tramite i Quattro arti e i meridiani che li percorrono, l’uomo è in relazione con lo spazio (con i luoghi) e con il tempo (con i momenti) della natura e del cosmo ed è messo in risonanza con le qualità differenti del soffio.

I Quattro mari (si hai 四海) limitano la distesa terrestre in ciascuna delle Quattro direzioni; entro questi Quattro mari si trovano i territori conosciuti, l”Impero del mondo, dominato dal Sovrano. Ogni confine è una distesa orientata (Nord, Sud, Est, Ovest), una riserva della potenza dei soffi che si esprime in ciascuno dei Quattro grandi territori. In medicina, i Quattro mari del corpo sono, analogicamente, Quattro riserve che controllano la quadruplice espressione di ciò che mantiene la vita: alimenti, midolli, soffi, sangue.

Quattro popoli Barbari (si yi 四夷) si estendono alle frontiere dell’Impero, nelle Quattro direzioni (barbari del Nord, del Sud, dell”Est e dell’Ovest).

Quattro classi sociali (si min 四民) strutturano la società cinese: letterati, contadini, artigiani, commercianti.

Quattro libri (si shu 四書) racchiudono l’essenza dell”insegnamento di Confucio e formano il canone confuciano: Il Grande Insegnamento (Da xue 大學), L”Invariabile Centro (Zhong yong 中庸), I Dialoghi di Confucio o Analetti (Lun yu 論語) e l’opera di Mencio, Mencio.

Le informazioni che un uomo o un essere dà sul suo stato di salute si suddividono in Quattro diagnosi (si zhen 四診): vedere (ispezione), ascoltare (auscultazione), domandare (interrogatorio), palpare (presa del polso e palpazione).

I rapporti tra il Tre e il Quattro

I rapporti tra il Tre e il Quattro esprimono le relazioni tra il Cielo e la Terra, in quanto caratterizzati dai soffi e dalle forme.

Un calcolo semplice permette di collegare il Cielo, tradizionalmente associato al cerchio, che simboleggia la rotazione dei soffi che determinano le stagioni, al numero Tre; e la Terra, tradizionalmente associata al quadrato, che simboleggia la sua superficie in cui si suddividono i territori, al numero Quattro.

Se si prende 1 come diametro del cerchio, la circonferenza è quasi 3 (il numero π, 3,1416); mentre se si prende 1 come lato del quadrato, il perimetro è 4 6.

Un certo numero di termini possono venire associati al numero Tre e al numero Quattro. Il loro senso e il loro uso chiariscono i rapporti e le differenze tra questi due numeri.

I Tre passi (san guan 三關) designano talvolta dei passi geografici, ma l”uso principale dell’espressione designa Tre luoghi per il passaggio del soffio vitale. Esistono delle variazioni a secondo dei discepoli e delle scuole. I Tre passi lungo il procedere del soffio lungo la colonna vertebrale, si trovano al centro della schiena a livello del coccige, della scapola e dell’occipite. Nel taoismo, essi possono designare le Tre tappe dell’opera alchemica (sublimazione delle essenze, dei soffi, degli Spiriti).

I Quattro passi (si guan 四關) sono tradizionalmente dei passi geografici, che permettono l’accesso, a chi proviene da una delle Quattro direzioni, a una regione chiamata «all’interno dei passi» (guan zhong 關中).

Così si hanno Tre passi per il passaggio del soffio senza forma nel corpo e Quattro passi per i passaggi sulla Terra degli uomini e dei loro beni.

Il Triplice inizio (san shi 三始) designa un solo giorno: il primo giorno del primo mese dell’anno, quando i Quattro inizi (si shi 四始) sono l’inizio di ognuna delle Quattro stagioni 7 o ancora in letteratura la prima ode di ciascuna delle Quattro parti de Il Libro delle Odi (Shijing) 8.

Una interpretazione negativa di origine popolare del numero Quattro

I Cinesi dicono spesso che il Quattro è un numero che porta sfortuna. Questo dipende dal fatto che è omofono con un carattere che significa «morte» (si 死). Se i due caratteri hanno la stessa pronuncia (con tono simile), non hanno però alcun rapporto di grafia o di senso. Si può paragonare il Quattro con il Tredici in Italia.

È evidente che nella simbologia tradizionale, il Quattro è al suo posto nella serie dei numeri; non vi è alcun rapporto particolare con la morte, né con alcunché di cattivo o di dispregiativo. Non vi sono dei numeri «negativi», come non vi sono neppure dei numeri porta-fortuna, salvo che nelle credenze popolari.

(Leggi l’articolo sul numero CINQUE: la centralità »)

NOTE

1 Le ipotesi qui presentate sul numero Quattro e sugli altri numeri sono fondate sullo studio di R. Djamouri, L”emploi des signes numériques dans les inscriptions Shang, «Extrême-Orient, Extrême-Occident», 16, 1994.

Questa interpretazione «dattilonomiforme» non può essere verificata e per alcuni studiosi è altamente improbabile; Lo stesso si può affermare per l”ipotesi che vede nei segni numerici una rappresentazione dei bastoncini che servivano anticamente per fare le operazioni.

3 Huainanzi, cap.4.

4 Shujing, Il libro della Storia,cap. Shundian, trad. Couvreur.

5 Vedere nello studio del numero Sei, la presentazione delle Sei qualità di soffio attive nel corpo a pag.00.

6 A partire da questo, si possono sviluppare le associazioni dei numeri; possono servire per spiegare i diagrammi come quello del Fiume Luo (Luoshu). Cfr.: Yixue qimeng di Zhu Xi.

7 Anche se l”espressione «quadruplice inizio» (si shi) può anche designare il primo giorno dell”anno; in questo caso vi è ridondanza con l”inizio della stagione.

Il Libro delle Odi, grande classico ( Cinque Classici) della cultura cinese, è composto da quattro parti: i Canti dei Principati (Guofeng), che descrivono le feste ufficiali di corte, la vita e le feste del mondo contadino; i Canti di circostanza per le feste minori (Xiaoya), i Canti di circostanza per le feste maggiori (Daya) e gli Inni dinastici (Song) che erano cantati durante i riti del culto degli antenati. (Cfr. C. Larre, Alle radici della civiltà cinese, Jaca Book, Milano 2005, pp. 00-000; Les 13 Classiques, in Grand dictionnaire Ricci de la langue chinoise, Instituts Ricci (Paris-Taipei) et Desclée de Bouwer, Paris 2001, Dossiers, pp. 467-480). (ndc)

[per gentile concessione della Casa Editrice Jaca Book]

Elisabeth Rochat de la Vallée
IL SIMBOLISMO DEI NUMERI NELLA CINA TRADIZIONALE
Jaca Book, 2009

Elisabeth Rochat de la Vallée, è laureata in Lettere classiche, in Filosofia e ha studiato la lingua cinese. A partire dal 1970 lavora in collaborazione con il gesuita Padre Claude Larre († 2001) e il Dr Jean Schatz († 1984) sul pensiero cinese e sui testi medici. Dopo un soggiorno a Taiwan (1974-75), con Padre Larre ha collaborato alla fondazione e allo sviluppo dell’Institut Ricci – Paris, di cui è il Segretario Generale fino a marzo 2005. Ora presso l’École Européenne d’Acupuncture è direttrice dell’insegnamento, responsabile delle pubblicazioni e principale docente.
A partire dal 1989 lavora sul Grande Ricci (dizionario enciclopedico cinese-francese), di cui è anche capo redattore dal 1998 a fine 2001, anno di pubblicazione del testo. Insegna, in più di 15 Paesi, in università, scuole o istituti, il pensiero cinese tradizionale, specialmente il Taoismo, la lingua cinese classica, la medicina tradizionale cinese. Ha scritto numerosi libri e articoli su questi argomenti che sono tradotti in varie lingue.

Annunci