Fabrizio Bonanomi

L’Essere è per definizione ciò che unisce il Cielo-Terra e nello stesso tempo ne è il frutto

Traduzioni: 

Ricci

Wade : san – pinyin: sanRad. 1-2

Tre.

Triplo.

(Oracolare)

Tre, Triplo (per es. terzo mese)

(Ds.

San shih: I tre Spiriti ancestrali (associati ds ad alcuni sacrifici)

(Testi Antichi)

Tre, terzo.

Parecchi, diversi (più d’uno o due)

A più riprese; più volte.

(Shou Wen)

La via che forma il Cielo, la terra e l’uomo.

Tre, triplo, triade.

Nella numerologia Tradizionale Cinese: tre esprime il prodotto della coppia e ne manifesta la compenetrazione, l’unità. Rappresenta tutte le possibilità di comunione dello Yin-Yang, è dunque il numero dei soffi

ch’i a partire dai quali prendono forma i diecimila esseri.

Più di due, parecchi; molti. Molte volte; a più riprese.

Fine di un ciclo; fine.

Quando il secondo tratto si presenta più corto degli altri due

, è riferibile alla Forma Antica CH’I – HSI

Rad. 84

FORMA ANTICA:

(Oracolare)

Demandare, pregare per.

Finalmente, per ultimo.

Fino a.

Mettere fine a.

Compiere, completare, finire.

Effettuare un rituale di preghiera, pregare, domandare.

(Shuo Wen)

Vapori che formano le nuvole.

Wieger

Sàn. Tre, il numero del cielo, della Terra, e dell’umanità perché essa è accoppiata al Cielo. Le tre potenze sàn ts’ài

Commentario:

San-3, numero dispari e non divisibile in interi, non è solo la cifra 3 che nel nostro modo di concepire i numeri è 1+1+1.

In filosofia Cinese San-3, è la logica conseguenza del movimento naturale dello yin-yang, che si compenetra a formare infinite composizioni armoniose. Senza una forma definitiva, ma con possibilità infinite che si sommano alle variabili spazio-tempo, in cui trovano posto i Diecimila esseri pur nella loro unicità.

Ritmati da continue ed ordinate trasformazioni quali il giorno e la notte e la gioventù e la vecchiaia… Il rapporto reciproco Cielo/Terra genera queste situazioni.

Esse risulteranno poi essere condizione per lo sviluppo delle creature che trovano il loro posto in questo intervallo.

L’aspetto qualitativo di san-3 nel dinamismo dei numeri è ben espresso nel cap. 42 del T.t.k.

che enuncia: “… il Due produce il Tre, il Tre produce i Diecimila esseri …”

Una diversa traduzione ribadisce “… il Due dà la vita in Tre, il Tre dà la vita ai Diecimila esseri …”. Tre dunque è un passaggio obbligato che, transitando per i due precedenti tratti, introduce una condizione: sono necessari I-1, Er-2, San-3 in successione per dare vita a tutto. San-3 si incarica di essere condizione minima per l’apparire della vita, e conclusione numerica definitiva di un ciclo essenziale.

San-3 cifra dispari e numero moltiplicatore, in filosofia Cinese è ad immagine del Cielo.

Il Cielo ordina, la Terra provvede all’esecuzione, rende concreta un’intenzione, un intento, un ordine.

All’atto pratico, nella costruzione delle cose (come vedremo molto più legata al 4 ma di cui 3 ne è condizione), è implicito il filo conduttore o se vogliamo “l’ordine” in modo da ottenere una “logica sequenza” ben espressa al cap. 42 del T.t.k.

, come a sottolineare che per ben costruire è indispensabile un corretto progetto esecutivo.

E’ necessario ora introdurre un interessante aspetto legato alla qualità dei numeri pari e dispari.

Nel prosieguo di questo excursus sui numeri, queste fogge risulteranno sempre più chiare, grazie all’aiuto di metafore ed esempi a corredo.

Si è detto che i numeri dispari sono legati all’“ordine”, inteso come dare ordini, generare possibilità; i numeri pari invece, sono legati alla “realizzazione” del potenziale realizzativi, dunque concreti.

E’ naturale assoggettare anche i nostri “modelli numerici” a questa logica, e quindi iniziare ad osservare la realtà attraverso una lente di ingrandimento speculativa. Ecco alcuni aspetti interessanti che ci aiuteranno nel cammino verso la loro comprensione.

Astratto-Concreto:

Per calare le parole nella realtà, consideriamo un fenomeno con il quale conviviamo ogni giorno, la “fame”. Concetto astratto, ma dalle manifestazioni molto concrete, come i crampi allo stomaco di una persona affamata. Ecco dunque, la persona affamata, concreta. Aver sete, essere assetato, è concreto perché a monte esiste la sete-astratta e così via. Il freddo si manifesta attraverso una temperatura bassa, mediante cose ed eventi che ci inducono a determinare che bisogna coprirsi; ecco un modo semplice per dire che siamo di fronte alla realizzazione (2) di un ordine del cielo (3). Spesso pratichiamo sport che ci aggradano (concreto), senza pensare che è l’interesse (astratto) a monte che ci indirizza alla pratica. Sport e sportivo (colui che pratica) sono due facce della stessa medaglia.Nel linguaggio non dimentichiamo che il suono (piano potenziale) è sempre a disposizione, basta solo parlare (piano realizzativi).

San-3 dettaglio di I-1 che garantisce relazioni nella condivisione Er-2.

San-3 è condizione minima per la realizzazione di tutte le Cose (Condizione-astratta // Realizzazione-concreta) come ci ricorda il Cap. 42 del T.t.k.

(vedi sopra).

San-3 è la composizione essenziale dei Soffi animatori tre tesori:

Jing,

Qi,

Shen) dell’essere che da modo al 5 (cfs successivo) di organizzare i soffi.

San-3 sono i Riscaldatori, condizione minima per la vita autonoma dell’Essere

San Jao.

San-3 sono le origini dei Testi Taoisti.

San-3 come Cielo Terra

e relazione fra i due

, in questo modo il Numero prende in carico, descrivendolo, il movimento vitale, in questo caso la prima relazione fra yin-Terra e yang-Cielo.

Nell’ideogramma il tratto superiore, -il cielo-, può relazionarsi con la Terra, il tratto che sta sotto, attraverso questa relazione nasce il piccolo tratto centrale: l’Essere.

L’ Essere è per definizione ciò che unisce il Cielo-Terra e nello stesso tempo ne è il frutto. Piccolo è l’uomo in relazione allo spazio cielo-terra, come piccolo è il tratto centrale di San-3. Grandi sono i segreti del Cielo e grandi sono le distanze sulla Terra rispetto all’Uomo che ne è permeato.

Esempi interessanti possono essere:

San-3 sono i mesi da lasciare trascorrere prima che vi sia certezza del prosieguo di una gravidanza, ed è alta la percentuale di aborti nei primi tre mesi di gravidanza.

San-3 sono mesi critici per l’infante in cui può sopravvenire la morte bianca.

San-3 sono gli anni dopo i quali il bimbo è in grado si superare le Grandi Malattie.

San-3 sono le linee che solcano il dorso dell’Uomo (nel meridiano zu tai yang) ad indicare l’ordine del Cielo e la condizione fisica per l’esistenza stessa.

Con questo nuovo modo di osservare, attraverso il filtro numerico con la sua carica potenziale, ogni qualvolta ci imbatteremo in San-3 , saremo di fronte alla possibilità di considerare gli stessi aspetti da un punto di vista nuovo e diverso. E’ la carica implicita dei numeri come modello di osservazione.

“Tre”: aspetto antropomorfo e punto di vista di altre tradizioni, culture, religioni.

Tutte le tradizioni sono sostanzialmente concordi nell’affermare la peculiarità del Tre; molte lo definiscono fondamentale. Lo si ritrova nella definizione corpo-mente-spirito che asserisce il triplice aspetto dell’Uno. Cielo, Terra ed atmosfera mediana, diviene triplice punto di riferimento della realtà.

Per il cristianesimo è dogma di fede, Dio è Uno e trino, in modo trascendente è Padre, Figlio e Spirito Santo; quest’ultimo visibile attraverso il creato e le sue manifestazioni come diretta emanazione di Dio (1). L’uomo è creato a Sua immagine e somiglianza, frutto quindi della manifestazione universale che trova nel paradiso terrestre la sua naturale dimora. Da sottolineare è la definizione filosofica che ritroviamo come descrizione del passaggio fra Padre e Figlio, e Padre ed Uomo: il Figlio si dice “generato e non creato, della stessa sostanza del padre”, come ad evidenziare –anche nel cristianesimo come nel taoismo- la logica successione e quindi dipendenza fra di loro, come sviluppo incondizionato ed immediato 1-2-3, da cui la definizione uno e trino. Col manifestarsi della condizione trina, ecco apparire il prodotto finale, dunque creato e non generato.

Per il buddismo Uno è espresso nel Triplice Gioiello o Triratna: Buddha, Darma, Sanga. Trikàla definisce le tre fasi del tempo: passato, presente e futuro.

Gli Induisti credono nei tre aspetti della Manifestazione, Brama-produttore, Vishnu-conservatore, Shiva-trasformatore.

In Iran è presente già nell’antichità, tre è associato al buon pensiero, buona parola e buona azione, insieme considerati come i Tre Salvatori. Tre è numero sacro per i fedeli della Verità, infatti essi sostengono che Dio generò dalla propria sostanza tre angeli, Gabriele, Michele, Raffaele, prima di creare il firmamento. In seguito Egli creò ancora due coppie di angeli per giungere al sette, cifra che nelle tradizioni è spesso collegata alla buona riuscita dell’avvenimento stesso, nella fattispecie la Creazione.

In molte tradizioni tramandate nei secoli, il tre rappresenta la condizione indispensabile per il raggiungimento di uno scopo o per la realizzazione di una preveggenza; tre dunque come confine fra sfavorevole e favorevole, fra conclusione o dissolvimento, buono o cattivo auspicio. Sotto il profilo etico, tre sono le cose che conducono l’uomo alla perdizione, la menzogna, l’impudenza ed il sarcasmo; d’altro canto tre sono le cose che conducono l’uomo alla fede, il pudore, la cortesia, ed il timore del giorno del Giudizio.

Molteplici sono le raffigurazioni simboliche legate al tre, i 3 Rè Magi, il triangolo alchemico, zolfo-mercurio-sale sono gli elementi della trasformazione alchemica, il triangolo simbolo dello sguardo di Divino e simbolo della trinità, le virtù teologali sono 3, ecc. La sintesi dei livelli della vita stessa è espressa in tre, corpo, mente, spirito.

Il firmamento dell’iconografia tradizionale è tempestato di raffigurazioni che evocano il tre. La sua presenza ben visibile assume il significato simbolico e al contempo le”tre figure” rafforzano il suo significato stesso del simbolo.

La complicata visione della Cabala introduce il concetto del Ternario. Il termine stesso presuppone un ciclo, al quale tutti gli eventi sono legati, che nel contempo inizia, si sviluppa e si conclude. Il 1° tempo è il principio che agisce che risulta essere anche il soggetto dell’azione, 2° tempo è la manifestazione di questa azione, il verbo, 3° tempo il risultato dell’azione. I tre tempi sono inseparabili ed il loro è un reciproco sviluppo. (Wirt o.c.) Wirt afferma che “In linea generale, dei termini del ternario, il primo è attivo per eccellenza, il secondo è intermediario, attivo nei confronti del seguente, ma passivo rispetto al precedente, mentre il terzoè decisamente passivo. Il primo corrisponde allo spirito, il secondo corrisponde all’anima, il terzo corrisponde al corpo”.

(Tratto da “I Numeri e l’ordine naturale delle cose”, ed. Macunix 2005)

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