Fabrizio Bonanomi

WIN-300-681-106

Il Cielo si distingue dalla Terra e si delineano le “regole” dello yin-yang, le regole della mutua convivenza nella diversità 

Traduzioni:

Ricci

Wade : erh – pinyin: er Rad. 7

Due. Secondo, al secondo posto

(Oracolare)

Due, Secondo, al secondo posto.(Ds:

, erh shih: I due altari (ara sacrificale) ancestrali (differentemente attribuiti)(Testi Antichi)Due, secondo.

(Ds.

. erh san: due tre;Qualche. Voi, qualcosa di mio (compagno). Passo puro; Mescolanza; Misto. Dividere con; differire. Divergere (dal buon cammino) In secondo rango; Al seguito.

(Shou Wen)

Due: il numero della Terra.

(Numerologia Tradizionale)

Due è il numero della divisione, che permette l’apparire della coppia. Egli è il battito che attesta la vitalità propria di uno e rappresenta l’apertura dell’unità permettendone la relazione grazie alla distinzione.Due volte, doppio. Raddoppiare.

(Matematico)

Dividere per due. Pari, uguali a; comparabili a.

Wieger 

Eùll. Due, la cifra della Terra, perché essa è accoppiata al Cielo. La cifra dei due principi yin e yang. In grafia: due tratti uguali (L.e. 2 a)

Commentario:

Er-2, numero pari e facilmente divisibile, (settimo radicale) non è direttamente derivante da I-1 (primo radicale), ma gode anche nel tratto costitutivo di vita propria, come a definirsi caposaldo; in effetti è caposaldo importante dei numeri pari, numeri legati alla Terra: divisibilità in grado di moltiplicare le cose. Er-2 nel nostro modo di concepire i numeri è 1+1, Er-2 è speculazione e definizione di I-1, è divisione all’interno dell’unità,

1 è la circonferenza nella globalità dello yin-yang, i due puntini in campo opposto non ripartiscono lo yin dallo yang a sottolinearne l’unione nella diversità: nasce così la coppia, ossia “l’insieme di due entità” spesso complementari o contrapposte ma sempre cariche di tensione che le porta a cercare l’unione compensando ed appianando le disparità, non 2 cose divise.

Yin, Terra, condensazione, stabilità, spazio.

Yang, Cielo, leggerezza, le nuvole che passano e corrono, il passaggio dei soffi è il tempo. (vedi yang) L’interscambio fra cielo e terra è umidità, ed ancora nuvole e pioggia. Terra che si apre alla potenza fecondante del Cielo e conserva l’acqua nella sua profondità e diviene feconda. La terra non potrebbe essere terra senza yin-acqua- ed il cielo non potrebbe essere cielo senza yang -fuoco-.

L’esistenza di Er-2 cielo/terra è complementarità, la terra non si racchiude e condensa su sé stessa, Il Cielo non si espande all’infinito, in direzione dell’infinito,ma per far si che vi sia Er-2 vi deve essere relazione. La moneta cinese, riportata qui a lato, è un emblema che raffigura questo scambio.

L’uso quotidiano ne rafforza l’essenza ed il simbolismo, essa è il sostituto temporale e simbolico della relazione di scambio. Al 42° capitolo del T.t.k.

si enuncia “…Uno genera il due…” , in altre traduzioni “…Uno dà la vita in due” ad indicare che dal Caos primordiale (Hun Dun

) passando dall’Uno, attraverso una sorta di ordinamento delle cose, ecco sgorgare la luce dal buio. Il Cielo si distingue dalla Terra e si delineano quelle che verranno enunciate come le “regole” dello yin-yang, le regole della mutua convivenza nella diversità. Er-2, insieme sono: coppia, un paio, separazione e accoppiamento, CON-DIVISIONE. E’ la compenetrazione definitiva, è la messa in campo dell’Unità, è la prima organizzazione, il tessuto della totalità (i diecimila) degli esseri. Nella filosofia e nella medicina Cinese troveremo in ogni dove questo aspetto a coppie, definito per esempio in interno/esterno, alto/basso, caldo/freddo, umidità/secchezza, cielo/terra, e così via. A questo punto è tappa d’obbligo, soffermarsi sul significato dei due emblemi che danno vita alla coppia, lo yin e lo yang. Vediamone gli ideogrammi:

YIN

RICCI

Versante di una montagna riparato dal sole, il versante nord, lato della valle riparato dal sole. Cielo coperto, nuvoloso.Yin, principio femminile, passivo che, unito allo Yang, danno vita agli esseri. Tenuto nell’ombra. Segreto, occulto. Parti genitali (per ambo i sessi)

WIEGER

A lato vengono proposte quattro diverse forme antiche di scrittura dello stesso carattere, con la prima che è la versione attualmente in uso.

Analisi etimologica del tratto: per una maggiore comprensione dell’ideogramma, di seguito propongo l’analisi delle sue parti costitutive dal punto di vista della loro derivazione etimologica.

Yin: Tempo coperto, attualmente, il tempo presente (L.e.14p) La parte superiore della figura sta’ ad indicare il presente, adesso, attualmente. (unione

+ contatto

)

Yunn: Nuvole, La forma antica è l’immagine di una nuvola che si muove nel cielo. La forma più moderna si compone di

il cielo, e della stessa immagine. (L.e. 93°) E’ un letto di nuvole stanziali nel cielo.

Fòu: Solchi a piani successivi, gradini sovrapposti. I gradini sono disposti sotto

, per diminuire la larghezza del complesso. Nella forma antica

, i tre piccoli cerchi raffigurano gli alberi piantati sopra il pendio, perché la pioggia non lo dilavi. Gli scribi hanno successivamente inventato in modo arbitrario l’abbreviazione moderna. Senso esteso, terrazzamenti considerevoli, terrapieno, diga, mura, bastioni.

I due derivati,

yin il versante in ombra (nord), e yang

il versante soleggiato (sud) di una montagna o di una vallata. Attualmente è utilizzato per designare i due principi naturali, giorno e notte, vita e morte, maschile e femminile ecc… (L.e. 86°)

Commento:

Yin, termine ed ideogramma mai tradotto in lingua occidentale, è senza dubbio l’emblema della raccolta e della stasi. Rallentamento e protezione a cui si associano sostanzialmente tutti gli aspetti della coppia che andiamo a considerare: l’impressione dell’insieme dei caratteri è condensazione dovuta al rallentamento. J. Lavier lo associa alla forza d’inerzia, al privato e a tutto ciò che in qualche modo non è alla luce del sole, quindi nascosto. Il carattere fòu

, utilizzato in altri ideogrammi composti dove compare a destra, prende il significato di “città murata”, ad indicare una sorta di organizzazione interna, protetta. Allo stesso tempo nella forma antica, notiamo tre (3) piante sulla cima della collina o tre (3) terrazzamenti successivi. Tre che, come vedremo, è condizione minima di vita. Le nuvole stanziali nel cielo indicano una sorta di realtà attuale, che considerata nel suo aspetto più concreto, assume forma e diviene “materia”, insieme o, meglio, con il supporto dello yang che la rende vitale.

YANG

RICCI

Versante soleggiato di una montagna, il versante sud, lato della valle esposto al sole.Il Sole.In opposizione allo Yin, Yang, principio maschile, attivo, che, unito allo Yin, danno vita agli esseri.Chiaro, brillante.Membro virile.Il mondo della luce.

WIEGER

Versante meridionale. Principio attivo, maschile, Luce, via.

Analisi etimologica del tratto: per una maggiore comprensione dell’ideogramma, di seguito propongo l’analisi delle sue parti costitutive dal punto di vista della loro derivazione etimologica.

La parte superiore della figura sta ad indicare il sole sull’orizzonte…
…che lancia i suoi raggi come dardi o lingue di fuoco.
Un pennone, bandiere fissate su di un’asta.
In senso esteso: Movimento a scatti, come le bandiere agitate per il vento; Arretrare, proibizione, negazione, ordini che si danno ai soldati per mezzo di un pennone; Oggetti taglienti in genere di tortura, lamellari; (L.e. 101b)

Il tratto successivo fòu è il medesimo descritto per lo yin; lo riportiamo per comodità di lettura.

Fòu: Solchi a piani successivi, gradini sovrapposti. I gradini sono disposti sotto

, per diminuire la larghezza del complesso. Nella forma antica

, i tre piccoli cerchi raffigurano gli alberi piantati sopra il pendio, perché la pioggia non lo dilavi. Gli scribi hanno successivamente inventato in modo arbitrario l’abbreviazione moderna.

Senso esteso, terrazzamenti considerevoli, terrapieno, diga, mura, bastioni.

I due derivati,

yin il versante in ombra (nord), e yang

il versante soleggiato (sud) di una montagna o di una vallata. Attualmente è utilizzato per designare i due principi naturali, giorno e notte, vita e morte, maschile e femminile ecc… (L.e. 86°)

Commento:

Yang, anch’esso senza traduzione, indica una sorta di accelerazione, un dinamismo graficamente espresso dalle bandierine al vento issate su di un’asta, attraverso le quali è possibile osservare la direzione del vento, soffi del cielo, o dare ordini ai soldati in battaglia per movimentare le truppe. E’ movimento e possibilità di movimento. Calato nel tempo è la luce del giorno, ciò che si può mostrare. Sono le attività quotidiane, necessarie come la stasi notturna che è yin.

E’ il mondo della luce.

Insieme i tratti yin e yang, si compensano e si abbracciano; hanno in comune la collina

coltivata, che ne è anche il radicale, ad indicare che siamo nel mondo reale o cielo posteriore, nel quale l’organizzazione permette la vita.

I tratti di destra indicano insieme la necessità che tutto ciò che succede intorno a questa collina possa e debba essere condensato e dinamicizzato nello stesso tempo, la condensazione delle nuvole data dal dinamismo impresso all’acqua dal sole, è una sorta di necessità di scambio, una sorta di attrazione di vocazione ad incontrarsi con l’opposto.

Semplicemente visualizzando nell’insieme i due ideogrammi, gli emblemi operano l’uno per mezzo dell’altro, esprimendo la reale possibilità di vita attraverso loro stessi nella forma congiunta. La mobilità e la stasi, uno radice dell’altro che si manifestano nel mondo.

E’ nello scambio cielo/terra che la pioggia fecondatrice ricade attraverso la stratificazione delle nuvole nel cielo, mossa e dinamizzata.

Nella tradizione classica, le nuvole sono yin e la pioggia è yang, in analogia alla fecondità della terra il rapporto sessuale è a volte indicato come “la danza delle nuvole e della pioggia”.

Yin-yang è una sorta di tessuto di base dei soffi, in coppia a formare le particolarità della vita; le situazioni particolari danno vita ai 10.000 esseri

Per una maggiore comprensione di come viene raffigurato il concetto “coppia”, proponiamo alcuni ideogrammi significativi. Osservando questi esempi grafici, possiamo notare che, anche nel modo di scrivere è implicita la nozione di coppia. Il concetto graficamente espresso, viene accentuato dal fatto che spesso le due entità costituenti la coppia convivono in mutua collaborazione ed interscambio. E’ evidente il reciproco controllo in seno ad un interesse comune, quale il lavoro nel primo tratto, o, in modo più sottile, il nostro rapporto con noi stessi descritto nel secondo tratto.

Alcuni esempi:

LIANG

Due buoi sottomessi allo stesso giogo. Due pesi che si equilibrano. Due insieme, un paio. E’ la rappresentazione grafica di

due buoi che si trovano a lavorare accomunati dal

giogo, da uno strumento che permette e nello stesso tempo obbliga, ad una sinergia nel lavoro. E’ un’ espressione grafica che riporta alla mente la reciprocità, attraverso il gesto sinergico del movimento cadenzato dei buoi al lavoro, ed al tempo stesso significa sinergia nel dosaggio delle forze.

WOM

e, Io, me stesso.

Rappresenta due alabarde

con un uncino, alle quali è appeso, agganciato un fiocco colorato con i colori della propria

fazione, della propria casata. Per estensione il fiocco colorato è definizione della propria individualità, è dichiarazione dell’unicità dell’essere.

Le alabarde sono due ma eguali, due oggetti uguali, la coppia, un non Due che si incrocia in un confronto continuo: un DUELLO.

È la sintesi che la filosofia Cinese ci offre di noi stessi. L’eterno conflitto a cui siamo costantemente sottoposti con modalità (i fiocchi) che conosciamo. “Io”, “Me” si costruisce sul e con il conflitto.

E’ attaccare e parare l’attacco, affondi e parate portati sul piano psichico e fisico.

Come abbiamo visto, il passaggio alla vita presuppone la comparsa di I-1.

Dall’istante (uno) in cui prende forma, l’essere umano stesso è, come dire, “assoggettato” alla dinamica spazio-tempo. Col passare del tempo il suo corpo prenderà sempre di più forma.

I-1 ed Er-2 risultano consecutivi e soprattutto conseguenti: è la prima grande organizzazione dei Soffi (

qi).

Tempo e spazio formano anch’essi una coppia inscindibile, organizzazione essenziale che costituisce la condizione per la prosecuzione della vita energetica.

Se I-1 risulta essere garante dell’unità, Er-2 è necessità speculativa. Una sorta di lievitazione che enuncia il movimento intrinseco di tutti i numeri pari, il movimento di espansione.

Una metafora ci sembra opportuna: immaginiamo di creare in modo artificiale un amalgama, come si enuncia al Cap. 42 del T.t.k.

, o brodo primordiale come lo chiamano i nostri scienziati; riempiamo un contenitore di elementi “essenziali” quali acqua, polvere di terra, sassolini ed aria (riempiendolo non fino all’orlo).

Lo agitiamo ben bene in modo da creare un miscuglio che dia un senso di uniformità in cui gli elementi non siano più distinguibili. Ora, a questa sorta di caos primordiale simulato, cerchiamo di far prendere forma, applicando le regole naturali.

Appoggiamo il nostro contenitore su una superficie (terra), in modo che sia stabile: ecco lo spazio. Attendiamo ora che il tempo svolga la sua funzione.

Abbiamo compiuto un’azione semplice e naturale, ottenendo così un “ordine”, nel modo di disporsi delle cose: ed allora, ciò che è della terra yin, sassolini e fango, si è collocato in basso; mentre acqua ed aria, più yang, si sono collocate in alto; così è realizzata una situazione (unità) in cui coesistono in ordine naturale elementi diversi.

“Due”, aspetto antropomorfo e punto di vista di altre tradizioni, culture, religioni.

A differenza del punto di vista Cinese, che ricordiamo introdotto con Er-2 la coppia, in molte altre tradizioni il simbolismo del Due viene visto come separazione, opposizione, ambivalenza.

L’antagonismo appoggiandosi sulla dualità, da latente diviene manifesto.

E’ la radice della divisione, primo supporto della moltiplicazione e della sintesi con il semplice apporto dei due differenti segni + e -.

Allo stesso modo nelle tradizioni arcaiche è la Madre che può ospitare nel suo grembo la fecondità creatrice o l’aridità catastrofica. Può essere il femminile di ogni specie vivente o la Madre Terra.

Due è reciprocità che si manifesta nelle due opposte realtà antagoniste a confronto: amore odio, bene e male ecc.

Nel Simbolismo, il raddoppio dell’immagine è il rafforzamento del valore simbolico ad essa attribuita. Allo stesso modo quando il valore simbolico diminuisce ecco lo sdoppiamento dell’immagine simbolica stessa.

Per il mondo africano, le leggi cosmiche trovano nel dualismo un simbolo fondamentale, anche qui legato al bene ed al male, alla vita ed alla morte, alla fertilità ed alla secchezza. E’ implicito il concetto di attività, relazione e vitalità fra le realtà duali, est ed ovest, nord e sud, maschile e femminile. Allo stesso tempo confronto e rivalità fra gruppi antagonisti della stessa etnia, ceti alti e ceti bassi, destra e sinistra ecc. Il due è anche simbolo di unione e vincolo gemellare, segno di amore e affetto reciproco.

Nell’aritmosofia introdotta da R. Allendy (O.c.), (ALLN) due introduce in concetto di “reciprocità antagonista”. Il raggiungimento di un obbiettivo presuppone il superamento di difficoltà, per il fatto stesso che si voglia superare un ostacolo nel perseguire uno scopo, significa che l’ostacolo è opposizione o se preferite la negazione dello scopo stesso. In tutto ciò Due è lo stimolo alla differenziazione o del progresso. La dichiarazione di individualità è la messa in campo del Due, che, come nella dichiarazione di personalità, spesso avviene mediante l’opposizione.

I celti, popolo di grandi tradizioni, ci tramandano molte coppie mitiche, che uniscono anche in questo caso gli opposti rendendoli a volte complementari. Il due ed i suoi multipli si ritrovano molto spesso nei racconti mitologici con agganci ad aspetti teologici specifici. La figura ricorrente del guerriero e del druido ne è un esempio, ad unire forza e saggezza insieme alla direzione da seguire.

Il Due è presente nella cultura iraniana in cui si ritrovano frequenti aneddoti e metafore: nell’iconografia tradizionale, Due diversi palazzi rappresentano sovente il mondo terreno ed il mondo dell’aldilà. La difficoltà della vita terrena è spesso raffigurata da una casa fatta di polvere di terra, con due porte, forse la prima per entrare nella vita e la seconda per uscirne nella morte; questo breve spazio fra la prima e seconda porta è descritto in un’esistenza di due giorni.

Nella cultura ebraico cristiana il Due si presenta come dichiarazione di diversità strutturale che spesso induce alla scelta; Il mondo dei vivi ed il mondo dei morti, il Paradiso e l’Inferno, il bene ed il male, la metafora dell’angelo che non ubbidendo all’ordine celeste viene cacciato negli inferi determinando così un angelo buono, in cielo bianco, ed un angelo trasformato in diavolo, nella profondità della terra, nelle tenebre, e, lui stesso nero. E’ dichiarazione di condotta di vita che presuppone infine, come una spada di Damocle, condanna od assoluzione. Vero è che l’archetipo Adamitico si trasforma, per vivere una realtà se pur paradisiaca, in Adamo ed Eva che incarnano la coppia, ma, immediatamente dopo, ecco la dichiarazione di bene e di male con l’Onta Primordiale, il Peccato Originale.Nella cultura persiana ritroviamo il simbolismo del Due, inteso come copiosità ed abbondanza nel presentare due volte la stessa cosa, due messaggeri a garanzia e verità della missiva, che si spostano su due cavalli simbolo di rapidità. Il presagio di una nascita gemellare simbolo di copiosa fertilità, l’abitare in una tenda con due stanze simbolo di conforto duraturo.

Nell’ebraismo il Due rappresenta “la Casa di Dio”, per alcuni studiosi è associabile alla lettera “bet”, che significa donna e casa. L’insieme dei significati enuncia la comparsa del termine “creato” che, come abbiamo visto, presuppone la presenza di una entità creatrice appunto. Nella Cabala, ritroviamo l’archetipo legato al simbolismo degli opposti, ecco l’ “anima trascendente” e l’ “anima viscerale” dal cui rapporto nasce la “creatura unica”, l’uomo.

(Tratto da “I Numeri e l’ordine naturale delle cose”, ed. Macunix 2005)

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