Molti musicisti, dai Beatles ai Pink Floyd passando per John Cage, si sono ispirati al Libro dei Mutamenti nelle loro composizioni.

PINK FLOYD

Syd Barret, a cui è dedicato il celeberrimo “Wish You Where Here” del 1975, fu il primo leader dei Pink Floyd durante gli esordi “psichedelici” del gruppo ed era un appassionato frequentatore dell’I Ching. Egli trasse, molto liberamente, il testo del brano “Chapter 24” (“The Piper at the Gates of Dawn”, album di debutto dei Pink Floyd) da quello dell’esagramma 24 del Libro dei Mutamenti.
Riportiamo qui di seguito il testo originale del brano, la sua traduzione in italiano ed il testo dell’esagramma 24.

CHAPTER 24

A movement is accomplished in six stages
And the seventh brings return.
The seven is the number of the young light
It forms when darkness is increased by one.
Change returns success
Going and coming without error.
Action brings good fortune.
Sunset.

The time is with the month of winter solstice
When the change is due to come.
Thunder in the other course of heaven.
Things cannot be destroyed once and for all.
Change returns success
Going and coming without error.
Action brings good fortune.
Sunset, sunrise.

A movement is accomplished in six stages
And the seventh brings return.
The seven is the number of the young light
It forms when darkness is increased by one.
Change returns success
Going and coming without error.
Action brings good fortune.
Sunset, sunrise.

CAPITOLO 24

Un movimento si completa in sei fasi
e la settima porta il ritorno.
Il sette è il numero della giovane luce
che si forma quando si aggiunge uno all’oscurità.
Il mutamento restituisce successo
nell’andare e venire senza errore.
L’azione porta buona fortuna.
Tramonto.

Il tempo corrisponde al mese del solstizio invernale
quando il mutamento deve avvenire.
Tuono nell’altro corso del Paradiso
le cose non possono essere distrutte una volta per tutte.
Il mutamento restituisce successo
nell’andare e venire senza errore.
L’azione porta buona fortuna.
Tramonto, alba.

Un movimento si completa in sei fasi
e la settima porta il ritorno.
Il sette è il numero della giovane luce
che si forma quando si aggiunge uno all’oscurità.
Il mutamento restituisce successo
nell’andare e venire senza errore.
L’azione porta buona fortuna.
Tramonto, alba.

ESAGRAMMA 24 FU – IL RITORNO (IL TEMPO DEL VOLGIMENTO) 

LA SENTENZA
Il ritorno. Riuscita.
Uscita ed entrata impeccabili.
Amici vengono senza macchia.
Serpeggiante è la via.
Al settimo giorno viene il ritorno.
È propizio avere ove recarsi.

L ‘IMMAGINE
Il tuono dentro la terra:
L ‘immagine del tempo del volgimento.
Così gli antichi re al tempo del solstizio chiudevano i passi.
I mercanti e gli stranieri non viaggiavano,
Ed il sovrano non visitava le contrade.

Questa è invece una recente cover di “Chapter 24” realizzata dal gruppo Jesu (album: Like Black Holes in the Sky: The Tribute to Syd Barrett).

BEATLES

Il blog The Sixties, nell’articolo “The 20 Greatest Beatles Songs”, riporta la testimonianza di Chris Difford su come George Harrison si ispirò all’I Ching nel comporre “While My Guitar Gently Weeps” (1968): “George era quello che era tornato dall’India con un risveglio spirituale che l’avrebbe accompagnato per tutto il resto della sua vita, mentre gli altri tornavano indietro solo con le cartoline. Arrivò al testo della canzone utilizzando l’I Ching: aprì a caso il libro e la prima frase che lo colpì fu “gently weeps”, così costruì il brano intorno ad essa”.

Il termine “weep” (piangere) compare nella versione inglese del Libro dei Mutamenti (Wilhelm-Baynes) in due occasioni: nel testo dell’esagramma 13, La Compagnia fra Uomini (“il gruppo musicale”), ed in quello dell’esagramma 56, Il Viandante (“il solista”). E’ interessante notare come ciò descriva bene la storia dei Beatles.

In inglese:

Hexagram 13 – Nine in the fifth place means:
Men bound in fellowship first weep and lament,
But afterward they laugh.
After great struggles they succeed in meeting.

Hexagram 56 – Nine at the top means:
The bird’s nest burns up.
The wanderer laughs at first,
Then must needs lament and weep.
Through carelessness he loses his cow.
Misfortune.

La traduzione italiana:

Esagramma 13. TTUNG JENN – LA COMPAGNIA FRA UOMINI
Nove al quinto posto significa:
Gli uomini compagni piangono prima e gemono,
Ma poscia ridono.
Dopo grandi lotte riescono ad incontrarsi.

Esagramma 56. LU – IL VIANDANTE
Nove sopra significa:
All’uccello brucia il nido.
Il viandante prima ride,
Poi deve gemere e piangere.
Egli perde la vacca in leggerezza. Sciagura!

Questa è una recente cover del brano realizzata da Carlos Santana (con Indie Arie & Yo-Yo Ma).

VITTORIO NOCENZI

Vittorio Nocenzi, già fondatore e tastierista del Banco del Mutuo Soccorso, nel 2009 ha realizzato “Estremo Occidente” un album di piano solo che raccoglie 9 composizioni ispirate ad altrettanti esagrammi dell’I Ching: La Forza Domatrice del Grande (esagramma 34), Il Creativo (1)Il Sereno, Il Lago (58), La Contrapposizione (38), L’Emendamento delle Cose Guaste (18), Lo Straripamento (43), L’Inaspettato (25), Gli Angoli della Bocca (27) e Il Seguire (17). Leggiamo la recensione di Guido Zingari:

“Estremo occidente” è un disco dedicato alla bellezza senza tempo del suono pianistico. Le registrazioni raccolgono 9 composizioni per pianoforte di Vittorio Nocenzi, ispirate a 9 esagrammi de “I ching”. L’opera di un compositore contemporaneo che durante la sua vita artistica ha coniugato la formazione classica con un percorso rock di grande creatività.
Essendo “I Ching” qualcosa di particolarmente esoterico e apparentemente casuale, anche le registrazioni hanno ricercato la stessa incidentalità, ricorrendo a soli tre take di ripresa sonora per ogni brano, secondo un criterio di istant-composition (per Wu Wuang – L’inaspettato un solo take).
Dopo aver scritto le armonie e i temi conduttori dei brani, la stesura definitiva è stata lasciata in parte incompiuta, per poterla affidare all’esecuzione durante le registrazioni. Siamo così davanti a nuove composizioni ancora intuite, non completamente formulate.
La reazione che questo genera nell’autore è uno stato di possibilità, con la struttura musicale in divenire. Contemporaneamente l’esecuzione si arricchirà di un’interpretazione sorpresa, emozionata dalla sua prima volta. Momenti questi che quasi mai vengono documentati.
Questa filosofia dell’infinito possibile, o meglio del presente infinito è, per Nocenzi, il principale motivo ispiratore di Estremo occidente.
Un’ultima breve considerazione riguarda la dilatazione delle armoniche del pianoforte attraverso l’uso di un pedale, che è tenuto abbassato in misura molto più larga di quanto non sia consigliato dal galateo pianistico.
Lo scopo è stato quello di consentire un ascolto diverso, come se l’ascoltatore potesse mettere l’orecchio nella coda del pianoforte, per sentire le armoniche delle corde esprimere il massimo della loro ricchezza timbrica.

JOHN CAGE

John Cage
 nel 1950 si procura il libro dell’I Ching, di cui si vuole servire per fare delle scelte compositive senza l’intervento della sua volontà, in modo non intenzionale. È un metodo per organizzare il caso, per controllare l’imprevedibile. Serve a determinare secondo un sistema di combinazioni numeriche, quali note suonare, la loro durata, la loro altezza.
L’adozione di tecniche aleatorie e casuali serve:per aggirare il desiderio di trovare sempre l’emozione nella musica.per rimuovere tutte le tracce di identificazione personale con il materiale musicale, per eliminare l’aspetto soggettivo del processo compositivo, il collegamento fra la sensibilità del compositore ed i suoni che compone.Indeterminismo vuol dire espellere la nozione di scelta dal processo creativo. Significa avvicinarsi all’indeterminatezza del suono naturale. La musica è natura, non è imitazione della natura. L’artista non controlla, non organizza, non domina la natura, ma la ascolta. L’uomo ha un ruolo subalterno, non è né esecutore né creatore della musica, è un liberatore del suono. C’è il rifiuto del principio composizionale della conseguenza logica, c’è il rifiuto della concezione della musica in quanto suono organizzato. Vuol dire liberarsi dalle costrizioni, rimuovere l’idea di modello.
È il crollo dell’idea europea di musica, basata sulla centralità del compositore. Cage distrugge la figura del compositore genio, di stampo romantico. È un passo che Cage può fare perché è americano e quindi non sente schiacciante il peso della tradizione colta.
Le caratteristiche della musica di Cage derivate dall’approccio alle filosofie orientali legano la sua opera alla poetica data: l’esaltazione dell’automatismo, il disprezzo per la ragione, l’accettazione dell’assurdo, sono aspetti che accomunano lo Zen all’avanguardia dadaista.
La prima composizione in cui Cage impiega questa nuova tecnica è Music of Changes per piano solo, del 1951. Il titolo deriva dall’I Ching. L’opera consiste in quattro “books”. Il processo compositivo parte dalla costruzione di un quadrato di 64×64 celle. In ogni cella viene inserito un valore: il tipo di suono, la durata, il volume. Attraverso dei meccanismi casuali gestiti da un calcolatore avviene la scelta all’interno di queste possibilità. Gli stessi meccanismi avvengono a livello verticale per la creazione di effetti polifonici, e per la scelta dei ritmi.
In Imaginary landscape no. 4 per dodici radio, del 1951, ogni radio è controllata da due esecutori, uno sintonizza la frequenza, l’altro cambia il volume, seguendo le indicazioni della partitura. I risultati sono sempre differenti e imprevedibili. Invece di tentare di imporre il suo stile musicale all’ambiente locale, Cage lascia che sia l’ambiente locale a determinare il risultato della propria arte.
Un altro metodo di composizione casuale si basa sull’osservazione delle imperfezioni della carta su cui si scrive la musica.
L’approccio alle filosofie orientali porta Cage verso la negazione dell’io, verso la rinuncia all’espressione e alla comunicazione, verso l’abbandono del controllo umano sulla natura e sul suono. L’alea è un modo per imitare la maniera in cui la natura opera e per aprire la mente alle influenze divine, ad esempio al mondo indeterminato dei suoni non intenzionali. Cage vuole creare musica che non ha mai ascoltato.

PER NORGARD
Nel 1982 il compositore danese Per Nørgård, noto anche per aver in seguito composto la colonna sonora del film “Il pranzo di Babette”, ha dedicato all’I Ching il suo lavoro omonimo per sole percussioni.

Valter Vico
Il testo su John Cage è tratto da Wikipedia.
I testi degli esagrammi sono tratti da: I King. Il Libro dei Mutamenti – (a cura di) R. Wilhelm – ed. Astrolabio Ubaldini.

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