Un articolo di PIERRE FAURE

« L’obiettivo della divinazione, procedura sperimentale organizzata con metodo, non è di indovinare una sorte prevedibile attraverso un sortilegio, ma di svelare in modo sperimentale la necessità invisibile dell’ordine delle cose »
(Wang Dongliang, Les signes et les mutations)

Nell’antichità per interrogare lo Yi Jing gli indovini utilizzavano la tartaruga, da lungo tempo questo metodo ha ceduto il passo a una tecnica più maneggevole quella dei 50 steli di achillea che, a sua volta, è sovente rimpiazzata con la tecnica delle 3 monete. Qui di seguito è spiegato quest’ultimo metodo.

PORRE UNA DOMANDA

« Interrogare lo Yi Jing consiste nel fare il punto delle energie presenti in un dato momento, come un agopuntore controlla i polsi per conoscere le condizioni del suo paziente o un aviatore sorvola un paesaggio per averne una veduta più ampia. Lo scopo è di ottenere una descrizione delle circostanze in cui si colloca il problema e dei punti di forza della situazione. Non si tratta di prevedere il futuro ma di comprendere il presente, poichè è nelle componenti del presente che si trovano i germi di ciò che potrà o no accadere : come il passato si è sedimentato nella realtà presente, delle potenzialità – che decidiamo o no di sviluppare – si nutrono della situazione attuale. I chiarimenti ottenuti consentono di sfuggire ai diversi condizionamenti e di orientarsi nelle situazioni con cognizione di causa : una consultazione dello Yi Jing non rappresenta un abbandono della libertà individuale ma, al contrario, un’opportunità di accrescerla ». 1

Questo è lo spirito con cui ci si avvicina allo Yi Jing, sia per fare il punto su una situazione o una condizione, sia con l’obiettivo più preciso di raccogliere delle indicazioni in vista di una decisione. Nel primo caso, si tratta come di una « presa di polsi o di temperatura » che non necessita di una domanda articolata – essa potrebbe essere semplicemente che ne è di questo o di quello ? il consulto fornirà una descrizione della situazione, sia che si tratti di una attitudine personale o della circostanza nella quale ci si trova. Nel secondo caso, si cercherà di precisare la questione e di redigerla, soprattutto se si tratta di un progetto o di un’intenzione – la risposta potrà riguardare lo sviluppo, possibile o no, delle potenzialità contenute nella situazione presente. Nell’uno come nell’altro caso, la riflessione preliminare costituisce un gradito tempo d’arresto che consente di interrompere con le altre preoccupazioni e di prepararsi al lancio delle monete.

IL METODO DELLE TRE MONETE

Questo metodo è relativamente tardivo poichè lo ritroviamo a partire dalla Dinastia Song (X-XIII sec. D.C.). Necessita di tre monete, le si sceglie simili per maggior comodità. Si definisce un lato della moneta per lo Yin e l’altro per lo Yang – non c’è convenzione, ciascuno stabilisce la sua e la rispetta. L’importante è di memorizzare i seguenti valori numerici :

YIN = 2

YANG = 3

Si lanciano insieme le tre monete come se fossero dei dadi, si esaminano i lati Yin e Yang ottenuti e si addizionano i numeri secondo l’equivalenza indicata qui sotto. Ci sono quattro possibili totali : 6, 7, 8, o 9, che sono trasposti in quattro tipi di linee, di cui due sono stabili o fisse e due mobili, in base alla seguente corrispondenza :

6 (2 + 2 + 2)

vecchio Yin o Yin mobile

––– x –––

7 (3 + 2 + 2)

giovane Yang

–––––––––

8 (3 + 3 + 2)

giovane Yin

––– –––

9 (3 + 3 + 3)

vecchio Yang o Yang mobile

––––o––––

Abbiamo così ottenuto la prima linea dell’esagramma, quella in basso. Si lancia di nuovo le monete per ottenere la seconda linea che si scrive al di sopra della prima, e si reitera l’operazione altre quattro volte per ottenere le sei linee dell’esagramma. Ci sono, quindi, in tutto sei lanci di monete, uno per ogni linea dell’esagramma, che si scrive sempre dal basso in alto.

La figura risultante è l’esagramma « tirato ». Se nell’esagramma ci sono dei sei o dei nove, queste sono delle l ineemobili perciò si deve scrivere a fianco del primo esagramma, un secondo esagramma definito di « mutazione » nel quale i vecchi Yin sono trasformati in giovani Yang e i vecchi Yang in giovani Yin, le linee fisse conservano il loro valore d’origine.

Per conoscere i nomi e i numeri degli esagrammi ottenuti, li si divide in due trigrammi e poi si consulta la tavola degli esagrammi presente in tutte le edizioni dello Yi Jing.

Si consulterà in seguito nel libro il testo degli esagrammi ottenuti, nel quale si leggerà i seguenti passaggi : testi generali dell’esagramma « tirato » (Sentenza, Grande Immagine, Decima Ala, …), testi riguardanti la o le linee mobili (unicamente nell’esagramma « tirato »), poi testi generali dell’esagramma di « mutazione ».

DEFINIZIONI

La comprensione di un lancio di monete passa attraverso la conoscenza di qualche elemento di base. È sempre bene iniziare prendendo un po’ di tempo per osservare le figure ottenute : le linee che costituiscono gli esagrammi non derivano infatti dalle tracce e linee d’energia che gli antichi imparavano a decifrare ? Occorre annotare la prevalenza di linee Yin o Yang, la loro disposizione, rimarcare l’eventuale forma caratteristica di un esagramma, questo linguaggio ha il vantaggio di essere semplice e praticabile da tutti.

In seguito è meglio considerare i trigrammi : le loro qualità, i loro movimenti, il loro simbolismo, gli elementi naturali ai quali sono associati, e di consultare il testo della Grande Immagine che è, come si è visto, costruito in rifermento ai trigrammi. Il consiglio dato in questo testo non è da prendere alla lettera ma fornisce un’idea generale dell’atmosfera che presiede all’incontro delle forze che sono all’opera.

Ci si dovrà riferire alle definizioni generali degli esagrammi ottenuti, il cui senso permetterà di vedere in quale contesto energetico si colloca la questione analizzata (vedi terza parte dell’opera citata). Dopo aver consultato gli altri testi relativi al lancio, Sentenze e Linee, si potrà proseguire le investigazioni esaminando gli elementi definiti qui sotto :

Gerarchia delle posizioni : è uno dei parametri essenziali dell’esagramma. Le sei posizioni non sono equivalenti, si ripartiscono secondo una gerarchia che è anche un’indicazione sull’evoluzione del problema descritto. Durante un lancio, una linea mobile ha un valore diverso a seconda della posizione in cui si colloca all’interno dell’esagramma. Le posizioni si ripartiscono come segue :

  1. Entrata : la prima linea è lo stadio della scoperta, quindi sovente pieno di foga ma molto immaturo. Raramente è un momento di iniziativa, ancor meno di decisione, e i consigli di prudenza o di moderazione non sono rari nei testi associati a questo livello.
  2. Prefetto : prima di tutto è un funzionario, quindi, un servitore che obbedisce al Sovrano. Stadio in cui le energie si concentrano in funzione di un progetto o di un compito da compiere, rappresenta l’interno della situazione, dunque una fase di gestione discreta ma efficace, e di adattabilità.
  3. Passaggio : la terza linea è in una posizione instabile. Situata alla congiunzione dell’alto e del basso, è un luogo dove non vi è ancora la padronanza sufficiente per assumerne l’incontro, a questo livello l’esperienza o la conoscenza generalmente difettano. Le delusioni e le formule divinatorie nefaste sono frequenti.
  4. Ministro : benchè sia in una posizione più elevata del Prefetto, anch’esso è un servitore del Sovrano. Posizione ugualmente incerta poichè è situata in vicinanza del suo superiore gerarchico, a volte è in posizione migliore del Sovrano. Questa collocazione mostra, tuttavia, uno stadio già molto avanzato nel decorso della situazione.
  5. Sovrano : la quinta posizione è il livello della padronanza, dove in qualche modo si hanno le « carte in mano ». Mostra il grado di maggior compimento della situazione che generalmente è esaminata in modo positivo. È attorno al Sovrano che si articolano le altre forze dell’esagramma, in particolare quelle del Prefetto e del Ministro. Le formule divinatorie associate alla quinta linea sono favorevoli nella maggioranza dei casi.
  6. Uscita : rappresenta sia il punto di completamento sia quello di ricaduta della situazione. È raro che si possa ancora intervenire direttamente a questo livello, che è piuttosto quello di un completamento o di un bilancio, del resto dolorosi due volte su tre. Può ugualmente descrivere l’attitudine che consente di preparare una transizione.

Esagramma derivato : è un elemento importante che riguarda l’approfondimento del senso delle linee mobili. È l’esagramma ottenuto per semplice mutazione di una linea risultante da un 6 o da un 9 : il vecchio Yin è rimpiazzato da una linea Yang, il vecchio Yang è rimpiazzato da una linea Yin, ciò genera un nuovo esagramma, il cui senso apporta un chiarimento supplementare sul senso della linea. L’unione dei differenti esagrammi derivati produce l’esagramma di « mutazione », ottenuto dalla derivazione simultanea di tutte le linee mobili. Quando in un lancio c’è una sola linea mobile, esagramma derivato ed esagramma di « mutazione » coincidono.

Esagramma opposto : lo si scrive rimpiazzando ogni linea dell’esagramma con una linea di natura contraria, le linee Yin sono rimpiazzate con linee Yang e viceversa – qui senza tener conto delle linee mobili. L’esagramma opposto permette di comprendere ciò che la situazione non è, quindi consente di eliminare un certo numero di possibilità e così di situare meglio la risposta ottenuta.

Esagramma nucleare : lo si scrive utilizzando solo le quattro linee centrali dell’esagramma. Si estrapolano le linee 2, 3 e 4, che formano il trigramma inferiore di un nuovo esagramma, e ad esso si sovrappone un altro trigramma costituito dalle linee 3, 4 e 5. La figura risultante, creata a partire dal nucleo dell’esagramma, informa sulle forze all’opera nel cuore della situazione. I 64 esagrammi possono essere raggruppati per famiglie nucleari di quattro esagrammi aventi lo stesso « cuore » – essi si differenziano solo per il loro involucro, costituito dalla prima e ultima linea. È interessante vedere a quale famiglia appartiene l’esagramma considerato (vedi cap. 9 dell’opera citata dove è presentata una tavola delle 16 famiglie degli esagrammi nucleari).

Che si utilizzi tutto o parte di questi elementi, è particolarmente importante iniziare a raccoglierli senza tirare delle conclusioni affrettate. L’intuizione deve potere calamitarsi su degli apporti affidabili, ed è maggiormente utile quando interviene solo dopo l’analisi. Si constaterà sovente che gli elementi convergono loro stessi in una medesima direzione, che basterà allora seguire e sostenere.

YI JING : RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI 

IN FRANCESE :

Pierre FAURE : Le Yi Jing par lui-même (Editions Alphée, 2006). Un’introduzione moderna al mondo del Yi King e al suo utilizzo, accompagnata da una definizione dei 64 esagrammi partendo dalla traduzione dei testi originali.

P. FAURE & CJ. JAVARY : Yi Jing, le Livre des Changements (Albin Michel, 2002). Traduzione commentata del Yi King, risultato di un lavoro di ricerca inedito e approfondito sul testo degli esagrammi e sulla struttura delle figure. I 64 esagrammi sono presentati e commentati uno per uno : generalità, spiegazioni sinologiche delle parole del testo, proposte d’interpretazione della Sentenza e per ognuna delle 6 linee dell’esagramma, definizione dei derivati, opposti, nucleari, etc. Un’opera di base.

Richard WILHELM : Yi King, le livre des transformations, versione francese di Etienne Perrot, (Édition librairie de Médicis. Paris 1973). La versione originale di questa opera è una traduzione del testo cinese in tedesco, pubblicata nel 1924, ritradotta, in seguito, dal tedesco in inglese da C. Baynes con una prefazione di C.G. Jung e dal tedesco in francese da Etienne Perrot. Questa traduzione, oggi un po’ datata, è quella che ha fatto conoscere il Yi King in Occidente ed è stata largamente diffusa.   PUBBLICATO IN ITALIANO DA ADELPHI

Jean-Philippe SCHLUMBERGER : Yi King, principes, pratique et interprétation (Editions Dangles, 1987). Un’opera senza traduzione e abbastanza tecnica, basata sull’analisi delle figure e delle relazioni tra le linee. Un eccellente strumento per familiarizzarsi con l’interpretazione.

P.L.F PHILASTRE : Le Yi King (annales du Musée Guimet. Paris, 1881, riedizione Maisonneuve, 2 volumi, Paris 1982). Ripresa in un solo volume dalle Éditions Zulma, Toulouse, con una prefazione di François Jullien. La prima traduzione dal cinese in francese, un po’ ingombrante con dei commentari che datano dalla Dinastia Song. Un lavoro onesto e rigoroso malgrado un vocabolario “vecchiotto”.  PUBBLICATO IN ITALIANO DA EDIZIONI MEDITERRANEE

Michel VINOGRADOFF : La marche du destin (Editions Dangles Paris, 1995). Traduzione originale dal cinese in francese, realizzata da un medico agopuntore, con dei commentari collegati all’energetica cinese.

Wang DONGLIANG : Les signes et les mutations (Éditions l’Asiathèque. Paris 1995). Un resoconto accurato della storia del Yi Jing, accompagnato da una traduzione (senza commentari) del più antico testo conosciuto del Yi Jing, il manoscritto di Ma Wang Dui. Per specialisti.

IN INGLESE:

John BLOFELD : I Ching, the book of change (Unwin Paperbacks. Londres 1965). Ben scritta e vicina al testo cinese, questa traduzione ha il vantaggio di ricollocare le piccole immagini in riferimento alle singole linee. Una delle versioni più affidabili in inglese. PUBBLICATO IN ITALIANO DA MONDADORI

Richard John LYNN : I Ching, the classic of changes (Columbia University Press. 1994). Una traduzione del testo e dei commentari di Wang Bi, filosofo cinese del terzo secolo. Interessante e preziosa per conoscere l’approccio cinese tradizionale del Yi Jing.

Richard Alan KUNST : The original Yi Jing (University of California. 1985). Lavoro universitario molto accurato, comprendente una trascrizione fonetica, una traduzione, degli indici e dei glossari. Per specialisti.

SITO INTERNET : www.cercle-yijing.net

Estratto dall’opera di Pierre Faure Le Yi Jing par lui-même (Alphée, Paris, 2006)
TUTTI I DIRITTI DI RIPRODUZIONE, DI TRADUZIONE E DI ADATTAMENTO
SONO RISERVATI PER TUTTI I PAESI. COPYRIGHT EDITIONS ALPHEE, 2006

Traduzione a cura di Luisella Festa e Liliana Maria Grill

NOTE
1 Pierre Faure, Mode d’emploi du Yi Jing, in Yi Jing, le Livre des Changements, Albin-Michel, Paris 2002.

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