L’Attraversamento della grande acqua. Diario di una ‘consulenza filosofica’. Viaggio iniziatico nell’Alchimia dell’I CHING”, di Lino Carriero, è un libro utile e necessario perchè ci insegna come il Libro dei Mutamenti possa essere una guida nel nostro percorso di evoluzione personale e di scoperta di noi stessi.

Il titolo riprende una formula mantica tipica dell’I Ching: “Propizio è attraversare la grande acqua“.

Abbiamo molte versioni, commenti e saggi dedicati all’I Ching, ma pochi testi ci parlano del suo influsso reale sulla vita reale delle persone reali.

Ci sono, naturalmente, diversi casi studio riportati da Jung nelle sue opere, ma, per quel poco che ne posso conoscere non essendo un esperto di psicologia analitica, mi sembra che l’I Ching abbia comunque per lui un ruolo strumentale e puramente “psicologico” che non rende piena giustizia al Libro dei Mutamenti. Segnalo, accidentalmente, che Jung sembra dimostrare un limite ed un pregiudizio analogo nei confronti dell’alchimia taoista di cui ci parla a proposito de “Il segreto del fiore d’oro” (1938) testo classico cinese di Qi Gong.

Nella sua autobiografia, “Ricordi, sogni e riflessioni” (1961), Jung dedica alcune pagine dell’appendice a Richard Wilhelm, traduttore e commentatore della versione tedesca del Libro dei Mutamenti (1924). Sappiamo in questo modo che Jung, a partire dal 1920, già prima di conoscere Wilhelm ed ancor prima della sua traduzione, aveva iniziato a studiare e consultare l’I Ching (presumo sulla base della traduzione inglese di Legge). Purtroppo non abbiamo dettagli sul metodo di interpretazione utilizzato da Jung, anche se sappiamo che faceva uso degli steli per l’interrogazione. Dagli esempi di consultazione riportati nell’introduzione al lavoro di Wilhelm sembra trasparire, come è ovvio vista la genialità del personaggio, un metodo molto personale ed intuitivo, ma assai poco filologico.

Rimanendo nella saggistica, segnalo “I Ching e il cancro, studi e collegamenti” (1980), di Diana Ffarrington Hook, edito da Il Mutamento Pubblicazioni. Libro ormai introvabile in italiano, malgrado la pessima traduzione del titolo (in inglese è “L’I Ching e le sue associazioni”), è l’unico testo, che io sappia, a riportare esempi di consultazione sui più svariati argomenti, ma senza mai approfondirli adeguatamente.

Anche la narrativa offre pochi esempi, alcuni di alto livello letterario, ma poco interessanti per i nostri fini.

Il Premio Nobel Hermann Hesse ne “Il giuoco delle perle di vetro” (1943), dedica alcune pagine all’I Ching, che sembra averlo comunque  ispirato nel delineare il “Giuoco”, di cui non conosciamo le regole, ma di cui sappiamo che consiste nell’evidenziare correlazioni nascoste ed inaspettate fra gli aspetti apparentemente più distanti del sapere umano.

Il giuoco delle perle di vetro

Il giuoco delle perle di vetro (da Wikipedia)

“Il giuoco delle perle di vetro” viene considerato un romanzo di fantascienza “colta”. Sul versante più “popolare” della fantascienza troviamo “L’uomo nell’alto castello”, di Philip K. Dick (1962, pubblicato anche come “La svastica sul sole“, Fanucci Editore), vincitore del Premio Hugo come miglior romanzo. Qui Il Libro dei Mutamenti è il protagonista incontrastato e l’ispiratore di un romanzo nel romanzo col susseguirsi di continui e stupefacenti ribaltamenti dei piani della realtà secondo lo stile tipico di Dick.

Recentemente (2008) l’agopuntrice Elisa Rossi ha scritto il giallo “Quando il drago muove la coda” in cui l’I Ching rivela le trame di un misterioso complotto internazionale.

Segnalo anche “Dialettica di un periodo di transizione dal nulla al niente” di Viktor Pelevin: suspense nel mondo degli intrighi del KGB. L’arma segreta sono gli esagrammi del Libro dei Mutamenti.

Ma torniamo a “L’attraversamento della grande acqua”. E’ un libro coinvolgente che racconta la storia di un uomo, Pallino, che riscopre se stesso attraverso una serie di sedute di “Consulenza Filosofica” e grazie all’ispirazione dell’I Ching. L’autore ci spiega che la Consulenza Filosofica ci aiuta a sviluppare ed applicare la nostra personale filosofia di vita in un percorso di ricerca nel quale il consulente si pone alla pari del consultante e gli da supporto senza avere alcun ruolo direttivo. L’I Ching è uno strumento che stimola l’inconscio e consente all’anima del consultante di rivelarsi, principalmente attraverso l’analisi dei sogni.

Non conoscevo la Consulenza Filosofica e trovo molto interessante il suo approccio olistico così simile a quello dello Shiatsu: non è una terapia e non si indirizza alla cura delle patologie, in questo caso di ordine psicologico, ma promuove e sostiene le energie positive della persona aiutandola a riflettere su se stessa ed a trovare il significato profondo ed originale che vuole dare alla propria vita. Chi acquista il libro potrà conoscere meglio il metodo della Consulenza Filosofica perchè acquisisce il diritto ad una seduta gratuita di consulenza con l’autore.

La storia, in alcune parti, è molto cruda, senza però essere mai volgare. Pallino è omosessuale e racconta esplicitamente e senza peli sulla lingua come la sua esperienza personale lo abbia condotto ad un esistenza priva di significato e di speranza dominata dalla solitudine, dall’edonismo e dalla dissolutezza.

Nel corso di un anno, col supporto del Consulente Filosofico, grazie all’I Ching ed alla introspezione, Pallino, ritrova se stesso ed il senso della propria esistenza, riscopre l’Amore e muore tragicamente nel momento di più grande felicità.

Il libro è tratto da una storia vera, estremamente coinvolgente. In alcune parti scandalizza, ma emoziona e fa riflettere. E’ un libro da leggere. Un libro sulla vita e sul cammino della Consulenza Filosofica.

E l’I Ching? Purtroppo il Libro dei Mutamenti rimane un po’ sullo sfondo. Anche se i suoi responsi cadenzano e stimolano i salti evolutivi di Pallino, si ha la sensazione che l’I Ching non abbia una reale autonomia, ma rimanga uno strumento, uno degli strumenti, benchè importante, della Consulenza Filosofica.

Carlo Paralinos, il Consulente Filosofico, sembra troppo condizionato dall’impronta junghiana che lo restringe in un approccio intellettuale e “psicologico” che giudico limitativo e, a ben vedere, poco “filosofico” nel rapporto con l’ Ching. Anche il riferimento e le citazioni ai commenti di Wilhelm, autore della versione più diffusa, ma ormai datata del testo (I Ching, edizioni Adelphi) non contribuiscono a superare questo limite.

L'Ottenebramento della Luce

Pallino, invece, è un neofita dell’oracolo, vive intuitivamente l’I Ching, con stupore ed entusiasmo lo lascia penetrare dentro, nel profondo, e risuonare dentro di sè. In questo modo il Libro dei Mutamenti esprime al meglio il suo ruolo di guida. Le letture del Libro dei Mutamenti cadenzano tutto il percorso che da “L’Ottenebramento della Luce” (esagramma 36), passa attraverso, fra gli altri, “L’Emendamento delle Cose Guaste” (18) ed “Il Procedere” (10), per arrivare a “Il Viandante” (56) che poi, finalmente, trova la sua “casa”. Pallino è diventato “saggio”, la sua vita ha uno scopo ed un significato.

C’è un paradosso? Perchè criticare tecnicamente il Carlo Paralinos se Pallino ha raggiunto l’obiettivo della sua vita realizzando il viaggio “alchemico” dentro di sé, guidato dall’I Ching ed accompagnato sapientemente dal Consulente Filosofico?

Semplicemente va detto che l’I Ching non è un libro psicologico, ovvero non di rivolge solo alla mente della persona, ma a tutto il suo essere o, ancora meglio, a tutto l’universo che la circonda. E’ senz’altro legittimo utilizzarlo come supporto all’analisi psicologica, attenzione però a non limitarne il campo d’azione. Il Libro dei Mutamenti nasce come strumento per comprendere la realtà in tutti i suoi aspetti, come supporto alle decisioni e guida nella scelta della strategia ottimale nell’azione. Lo si può interrogare in relazione a tutti gli aspetti della vita pratica: dalla salute fisica alle relazioni sociali ed affettive, dalle scelte politiche alle questioni famigliari o lavorative, dall’andamento di un viaggio a quello di un progetto aziendale, dagli sviluppi di un conflitto alle prospettive di un amore, al senso della propria vita.

Perciò in tempi di quiete il nobile contempla queste immagini e medita sulle sentenze. Se imprende qualcosa egli contempla le alterazioni e medita sui responsi oracolari. Perciò egli viene benedetto dal dal cielo: Salute! Nulla che non sia propizio.” (Ta Chuan, 2/6)

Valter Vico

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